Tutti i posts con tag: vacanze

Aria di vacanza

Oggi la rubrica non esce. E già un po’ mi manca, ma la mia testa è altrove. Ed è un altrove allegro di bambini che preparano la valigia, si affrettano a finire i compiti previsti per oggi, canticchiano e chiedono informazioni per il viaggio di domani. Soprattutto Margheritina è euforica, domani prenderà l’aereo per la prima volta in vita sua e sta assillando Manu di domande (essendo sempre sugli aerei per lavoro, ormai è deputata a fornire spiegazioni su bagagli e altro e i bambini ascoltano solo lei). Non ho la concentrazione sufficiente per editare una storia al meglio, senza stravolgere lo stile e la personalità di chi me la invia e credo che con la rubrica ripartiremo a settembre. A dire il vero mi ero ripromessa di non scrivere affatto, questo mese, e staccare completamente, in vista del superfantaprogetto che vi svelerò a settembre, ma stare lontana da qui proprio non mi riesce. Se non scrivo mi viene l’orticaria e il moleskine non basta. Vi va di raccontarmi come trascorrerete questo mese?  

Coffee & Coffin: di mummie, vacanze e bambini che crescono senza permesso (e mi cazziano pure)

Quattro giorni bellissimi in compagnia dei miei bambini. Una vacanza piccina, fin troppo breve, condita di risate, sorrisi e abbracci. Ne avevo bisogno. Avevo bisogno di trovare loro e me in una dimensione diversa, che non fosse quella della routine giornaliera fatta dei miei tanti – forse troppi – sbrigati, muoviti, è tardi, fai veloce. Spesso mi lascio trascinare nel vortice degli impegni, miei e loro, e quando mi fermo non mi capacito di dove sia scappato, quel tempo lì e di dove cavolo si siano cacciati quei due mostriciattoli pannolinati e con i sorrisi sdentati. Brita mi ha stupito e mi stupisce ogni giorno, proprio perché si trova in quella fase di crescita che diventa un acceleratore di bambini. Giri gli occhi un attimo e ZAAN, ti trovi davanti due persone che non conosci più. Nella nostra vacanza abbiamo gironzolato parecchio: Museo della Scienza a Milano (fighissimo e molto interattivo, a loro è piaciuto un sacco. Poi vabbé, Brita ha creato pure l’astronauta gender, tanto per farci riconoscere e ribadire il nostro family branding) Non ci …

Alla fine del viaggio

Alla fine il viaggio è terminato. E ho seguito i preziosi i consigli di chi mi ha suggerito di staccare completamente dal pc, dal blog e dalle varie coperte di Linus. Avevate ragione. Ne avevo bisogno. È stato un viaggio lento, dal Salento alla Basilicata con una breve tappa a Napoli. Mi sono riempita gli occhi di sole, persone di cuore e di terre indomite. Ho lasciato che il sale asciugasse ferite vecchie e nuove. Ho scritto molto, ma su carta. Ho ascoltato in silenzio e con gli occhi. Per tutto c’è un tempo e quello del viaggio era rivolto all’interno, dal lasciare che voci, suoni, immagini e profumi mi pervadessero pelle e anima. È stato un anno tosto che mi ha messo alla prova da diversi punti di vista. C’era davvero necessità di riavviare il programma e reinstallare tutto. Ho abbracciato amici vecchi e ne ho trovati di nuovi, ho assaggiato prelibatezze, bevuto del buon vino, riso e pianto quanto basta a ricordami che sono fatta di carne e sangue. Tutto molto bello. Tutto molto …

Un attimo di respiro

È arrivato il momento. No, non espatrio, non mi sposo e non devo partorire. Stacco la spina, stacco dai pensieri ossessivi, stacco dal lavoro e dal mio ambiente. Semplicemente, stacco. Dopo un anno intenso, difficile, sicuramente di crescita ma anche di scossoni emotivi, mi prendo 15 giorni di ferie. Esticazzi, mi direte. Eccerto, vi rispondo. Ma per chi lavora online staccare del tutto dal lavoro è veramente impossibile. Il blog non andrà in vacanza, perché è la mia coperta di Linus e ho deciso che mi seguirà lungo le tappe di questo viaggio. Porto con me il pc, diversi libri che aspettano placidi sparsi per casa, il moleskine e la voglia di tornare migliore di quando sono partita. Ho bisogno di rimettere insieme un po’ di pezzi, far prender aria ai mostri del vaso e sentire il vento che mi pettina i pensieri. A presto.

Vacanze finite – l’epilogo non poteva che essere questo

E con questo post si conclude la trilogia del Signore degli Alpeggi (sfigati). Lo so, non ne possiamo più né io né voi. Riassunto dell’ultimo episodio, in linea col delirio del periodo. Nina parte all’alba, cambiando 3 autobus e un treno per arrivare nella campagna padovana a ritirare la macchina. L’indomani mattina presto dobbiamo partire tutti insieme. A mezzogiorno una sua telefonata in lacrime ci annuncia che nonostante la modica cifra di 1100 eurazzi la macchina fa schifo come prima. I meccanici non trovano niente di meglio che rimbalzarsi la responsabilità un con l’altro. Io non trovo di meglio che augurare loro un cagotto con la tosse convulsa. Scatta di nuovo l’allarme Panico Forza 9 – che non è quello di Maracaibo: Giuseppe ha un volo il giorno successivo, io degli impegni improrogabili. Dobbiamo per forza tornare in Toscana. E così, mentre Nina arranca con la macchina sfinita su per i tornati, Giuseppe, lo zio Augusto, i bimbi ed io corriamo a casa. Improvviso un pranzo con una deliziosa “Pasta alla Veronica” che prevede, tra gli ingredienti, …

Perseguitati da una bolla di sfiga appiccicaticcia

Già l’incipit della vacanza con la macchina in panne in autostrada e il pit stop forzato nella campagna padovana, non presagivano niente di buono ed effettivamente così è stato. [In tutto ciò non c’è connessione e scrivo questo post con la speranza di riuscire a pubblicarlo prima del mio 40esimo compleanno. O almeno prima che mi divorino le cavallette, accorse festose con la piena del Nilo.] Andiamo per ordine: dopo la rocambolesca gita notturna da Padova a Forni di Sopra con l’amica Paola, miracolosamente accorsa a prendermi, le note positive di queste ferie sono state davvero poche. Dopo Paola, solo la simpatia e la disponibilità dello zio di Nina e la possibilità di essere riuscita a incontrare Sarah in vacanza a Belluno direttamente da Stoccolma, possono abbellire la mia percezione di questa vacanza disastrosa. Il riassunto Un altro viaggio a Padova per recuperare l’auto che sembrava aggiustata – smazzandoci giusto quelle 5 ore di viaggio – per poi arrivare all’autofficina e sapere che la macchina per funzionare aveva bisogno di altri 1400 € e 5 giorni …

Come rovinarsi il personal branding con un semplice post

Si parla tanto di coerenza d’immagine tra online e offline e io stessa nelle mie lezioni sottolineo l’importanza di curare la propria reputazione su internet.  Se sei un serio – super – fanta – mega manager non è il caso di mettere le foto di te ubriaco il giorno della laurea su LinkedIn o  se gestisci un’associazione filantropica forse sarebbe meglio evitare di linkare i post di Salvini. Ognuno ha i propri valori e il mondo reale e quello virtuale non sono due universi separati. Il mio personal branding prevede che io sia me stessa, sempre e comunque, con pregi e difetti. Questo mi permette di selezionare a monte i miei clienti e di non dovermi censurare con nessuno. Ma un minimo di contegno l’ho applicato sempre. Sempre fino a sabato sera. Sono andata a Roma venerdì all’alba per chiacchierare di social media e web strategy in un’aula. No, tranquilli, non vi ammorbo con il resoconto della lezione.  È che mi piace proprio tanto il mio lavoro e finisco sempre per divertirmi tantissimo. Ed è immancabile il …

Marsiglia val sempre una vacanza

Nina ed io ci siamo prese una bella vacanza, di quelle da fidanzatine spensierate che è difficile inserire nella nostra logistica serrata e che, però, è di fondamentale importanza per la sopravvivenza della coppia. Siamo state 5 giorni a Marsiglia ospiti dal cugino di Nina e abbiamo passato una Pasqua di quelle memorabili. Eravamo già state qui l’anno precedente, ma solo per un weekend. Stavolta ce la siamo presa decisamente più comoda. E ci voleva. Ci siamo fatte trasportare dai ritmi lenti della vacanza, annusando l’aria salmastrosa e speziata, spiando tramonti romantici e godendo della compagnia di Alessandro, del suo fidanzato Jean-François e dei loro amici venuti da Londra. Dire che ci siamo divertite è riduttivo, già solo per il fatto che la conversazione normalmente si svolgeva in un misto di francese, inglese, corso e italiano. Anche Iole ha apprezzato le passeggiate sulla costa, il bagno in mare e pure i biscotti che si è fregata di notte dalla mia borsa, dimostrando un innato buon gusto e poco rispetto per la colazione altrui. Ma vabbè. …

Soggiorni da urlo. Quando viaggiare diventa una metafora della vita.

Spesso mi capita di dormire in albergo, per motivi di lavoro miei o di Nina e, data la quantità di aneddoti accumulati, ho deciso di scrivere ogni tanto un post per insignire il peggior soggiorno del mese col Premio “Welcome to Hell”. Nei post non troverete menzionate strutture ricettive (tranne casi eclatanti) perché per questo ci sono siti molto più accreditati del mio blog. Il Premio WTH (Welcome to Hell) possono vincerlo anche quei soggiorni perfetti da ogni punto di vista, ma magari a me è venuto il cagotto virale e mi sono guastata la vacanza. E quindi mi sfogo qui. Anche perché si sta avvicinando il periodo delle ferie e comincio a diventare aggressiva a suon di vedere foto, selfie e video delle vacanze altrui. E sono pure in pieno trasloco, quindi stanca e con tassi di acidità intorno al PH 2. Allora. Il premio WTH del mese va all’affittacamere di Viterbo in cui ho soggiornato la settimana passata. Per cercare di riposare un po’ di più, infatti, avevo deciso di dormire fuori ed evitarmi di …

Anche le famiglie omosessuali vanno in vacanza. Pensa un po’.

Anche le famiglie con genitori  omosessuali vanno in vacanza. Pure sulla neve, perché le lesbiche, si sa, hanno un senso del rischio e dell’avventura, più spiccato rispetto alle coetanee etero. E così, sprezzanti del rischio e del pericolo, abbiamo deciso di concederci, addirittura, una settimana bianca. Sapete che vuol dire? Capacità di resistere ad un viaggio di 4 ore, con 3 nani di età variabile in macchina. Che alternano litigi furibondi a canzoni on demand da you tube, giusto per il gusto di seviziare il tablet e le nostre orecchie. A questo va aggiunto l’ebbrezza di montare le catene da neve in mezzo alla bufera. Con la macchina carica di cibarie in quantità sufficiente da durare fino al disgelo e permetterci di sopravvivere ad una carestia di 4 anni. Ma le lesbiche, si sa, sono le versione grunge di Mac Gyver: ogni sfida non è mai troppo ardua da impedirci di sfoderare l’arte antica dell’arrangiarsi. E poi? Sfide con gli slittini a velocità folli, che terminano velocemente, costringendoci a scavare con le mani per recuperare …