Tutti i posts con tag: storie di vita

Alla fine è arrivata la fine. Ma è solo l’inizio.

C’è sempre un finale. Chiuso, aperto, sospeso, suggerito, voluto. Sono stati mesi estenuanti. La separazione, il trasloco, un lavoro nuovo e una nuova città. Due case: una a Milano e una a Lucca. La sensazione di essere sospesa tra due vite. I viaggi di notte. Il tempo rubato rosicchiato stropicciato, ma mai spalmato bene. I bambini stralunati dal cambiamento, io stralunata dal cambiamento. Persino il cane manifestava disagio. E la distanza. Troppa distanza, per i bambini senza mamma durante la settimana, quando le telefonate e skype non possono sostituire la favola della buonanotte e il bacio del buongiorno; richieste d’attenzione sempre più forti –mamma, papà non è bravo a farmi la coda – mamma, voglio te adesso, non tra due giorni – mamma, puoi venire a darmi un abbraccio che sono triste e mi viene da piangere? Nessuna distanza, quando il fine settimana deve essere perfetto, senza una sbavatura, senza un inconveniente, senza un capriccio, né un bacio di meno, quando il tempo dev’essere tutto per loro, ma devi incastrare bucato, faccende, spesa, arretrati. Per non parlare …

“Il Vaso di Pandora” – Tiziana e un amore da portare sempre addosso

[Una storia fresca, come forse si può solo conservando 25 anni per sempre e la voglia di lanciarsi nella vita con lo zaino in spalla e il sorriso sulle labbra.] Non sono il tipo di persona che scrive mail, di solito non commento nemmeno su facebook perché “tanto alla fine della mia opinione non gliene frega nulla. Preferisco parlare con gli amici.” Poi diciamolo, il voto più alto che ho preso in un tema è forse 6–. Però, questa volta c’è un però, ho letto che vuoi condividere storie d’amore e ce n’è una di cui sono innamorata, la mia e quella della mia compagna. Quindi ci provo a scriverti della nostra storia. Nel 2013 a 25 anni, stanca di tutto, senza una meta e con le fregole di vivere la vita parto per la Nuova Zelanda. Discuto con i miei per giorni ma poi si arrendono, sanno che non cambierò idea. Parto a metà Ottobre, lì inizia la primavera. Ho una valigia talmente grande e pesante che, se mia madre ci si fosse nascosta …

“Il Vaso di Pandora”: l’amore ai tempi di Istanbul

[Grazie Virginia per averci raccontato la tua storia. Per un attimo è stato come essere lì a sorseggiare il rakı.] Arrivai a Istanbul a fine settembre di quattro anni fa, e Çide era ad aspettarmi alla fermata dell’autobus che giungeva dall’aeroporto. Era la prima volta che la vedevo, anche se ci eravamo scambiate diverse email sulla logistica del mio arrivo. Mentre aspettavo di scendere, guardando fuori dal finestrino, ricordo di aver pensato: deve essere proprio una tipa meticolosa con la testa sulle spalle. E avevo però anche visto quel suo lato rivoluzionario, che è rinchiuso in lei come un segreto, forse perché neanche lei è consapevole di quanto sia potente. Quando mi trovavo in Germania, mesi prima, potevo scegliere una meta estera per fare un periodo di studio al di fuori della mia università a Francoforte, e avevo scelto Istanbul. Ci sono cose che decidi di fare con un impulso inverosimile senza una ragione precisa, e poi solo dopo, capisci perché. Ad agosto gli esami del semestre erano finiti, avevo già cercato la stanza da affittare per quando sarei atterrata in Turchia, e poi …

“Il Vaso di Pandora” – È una roba potente, l’adozione. E maledettamente complicata.

[Ho riletto questa storia così tante volte da saperla a memoria. Dedico questo estratto di memoria a tutti coloro che credono che la famiglia sia quella formata solamente dai legami di sangue.] A casa mia, l’adozione l’abbiamo presa per i denti. Nel senso letterale del termine. Non fatevi illudere dai discorsi dei genitori adottivi: quando siamo in pubblico tendiamo a minimizzare, a sminuire le difficoltà di tutti i giorni. Ma ci sono, e sono tante. A partire dai 5 sensi. Quando prendi in braccio un bambino piccolo, ha un odore tutto suo particolare. Un odore di debolezza, di latte, di esserino indifeso. E’ per questo che Mowgli viene allevato dai lupi. Perché è un cucciolo, profuma di cucciolo. Quando una madre ha un figlio dal suo grembo, ne condivide gli odori, quelli del suo sangue, del parto, della venuta al mondo. Ecco, per noi genitori adottivi quella roba lì non c’è. I ricordi olfattivi sono potentissimi, a volte un odore è in grado di riportarti indietro di anni in una frazione di secondo. Quando accogli nella tua famiglia un …

“Il Vaso di Pandora”: La camicia di Anna e il velo squarciato

La camicia di Anna e il velo squarciato Volevo comprare una camicia. Entrata in molti negozi, viste diverse camicie, nessuna mi piaceva. Scarsissima resistenza alla permanenza all’interno dei negozi, da atavica repulsione verso lo shopping. Quando si avvicinano le commesse e mi dicono “posso aiutarla?” vorrei scomparire all’istante, in un lampo, come un ologramma. Ma poi entro in un negozio di camicie da uomo e toh!, ne trovo un sacco che mi piacciono. Il commesso è gay e ci intendiamo a meraviglia; ne provo una, taglia S da uomo, e mi sta pure bene. La compro. Chissà cosa vorrà mai dire tutto ciò! Ho quasi cinquant’anni e mi sono innamorata una sola volta, a 18. Brava ragazza diciottenne, seria, studiosa, molto religiosa, fidanzata da un paio d’anni con un ragazzo modello di virtù, bravo-bello-buono-studente/lavoratore, e via di seguito. Si prospetta il classico proseguimento: matrimonio, figli, lavoro, vecchiaia tranquilla, vita insieme fino alla morte. Ma ho dei dubbi, sono inquieta. Qualcosa non torna. I dubbi vengono sempre messi prontamente a tacere finché non mi accade di …

Il vaso di Pandora – Le vostre storie come non le avete mai lette

Era un po’ che mi ronzava per la testa questa idea. Volevo restituire a voi un po’ dell’amore che mi dimostrate ogni giorno. Come sapete, per me è un periodo complicato. È anche grazie al vostro sostegno, ai vostri commenti e alla vostra presenza se non mi sono infilata nel letto a ciucciarmi il dito. Per me scrivere è molto più che una professione, è vita. Mi aiuta nei momenti di crisi e in quelli di felicità, mi serve per visualizzare le paure ma anche i sogni e le speranze. Mi aiuta a mettere le idee in fila, così è più divertente incasinarle di nuovo. E non mi accontento d’insegnare a scrivere (anche se è uno degli aspetti del mio lavoro che amo di più), perché non tutti hanno la voglia d’intraprendere un percorso di analisi personale partendo dalla narrazione. Così ho deciso di raccontare io per voi e dedicare un post alla settimana a questa nuova rubrica: Il vaso di Pandora – Le vostre storie come non le avete mai lette Tutto è partito da un post su …

Storie di passaggio

Domenica, di ritorno da una trasferta lavorativa, ho scoperto che uno sciopero del personale ferroviario mi avrebbe paralizzato in un limbo di attesa, impedendomi di rientrare a casa. Pur essendo una persona mediamente ansiosa, quando mi rendo conto di non aver alternativa il mio cervello si quieta. Entro in uno stato di grazia dovuto all’impossibilità di apportare alcuna modifica a quello che sta succedendo. Così ho fatto l’unica cosa che potevo fare in quel momento. Ho aspettato. Invece di buttarmi a capo fitto nel lavoro arretrato e anestetizzarmi dietro lo schermo dello smartphone, ho camminato lentamente. Sono arrivata al bar, trascinandomi dietro il bagaglio. Intorno a me gambe veloci e ruote saettanti di valigie colorate e di varie dimensioni. Ho atteso con calma il mio turno alla cassa. Ho ordinato un caffè. Mi sono ipnotizzata per qualche secondo di troppo sulle piccole onde increspate dal cucchiaino nella tazzina. L’ho assaporato lentamente, godendomi la sensazione amarognola che si adagiava sulla parte posteriore della mia bocca. Sono uscita come sono entrata, a passi piccoli e misurati. La stazione …