Tutti i posts con tag: stereotipi

E se a subire discriminazioni fossero gli etero?

Istruzioni per l’uso: la seguente intervista contiene allusioni, torpiloqui e soprattutto un’elevata dose d’ironia. Astenersi gastritici cronici e gomblottisti. Qualche tempo fa ho conosciuto Avvocatolo ed è scattata una simpatia reciproca, basata su interessi comuni. [Tra cui, appunto, la phya. O patata, che dir si voglia.] È nata un’intervista semi seria, paradossale: in un mondo omosessuale, cosa comporterebbe essere etero? L’idea non è nuova, ma ci siamo divertiti tanto a realizzarla e ci è sembrato doveroso proporre una riflessione, visto che gli argomenti Unioni Civili, Stepchild Adoption e Omofobia sono all’ordine del giorno. Il nostro intento era strapparvi un sorriso – del resto è venerdì – e magari qualche riflessione. Buona lettura da me e da Massimo Della Penna, aka Avvocatolo. V- Io non ho niente contro gli etero, ma vorrei sapere un po’ di cose. Sai, sono sempre stata un po’ curiosa. Quando ti sei accorto che ti piaceva la patata? E come hai vissuto quel momento? A- Mi è sempre piaciuta, ma ricordo il giorno in cui l’ho capito chiaramente. Oh, è stato terribile. Mi …

Lesbiche&Motoseghe – un connubio perfetto a prova di vecchietto

Non tutte le lesbiche si vestono da camioniste o da boscaiole, ne avevamo già abbondantemente discusso in un post precedente (per l’esattezza qui, se ve lo foste perso), ma neppure io posso dirmi del tutto esente dalla Sindrome del Taglialegna – anche detta Del Tuttofare Boschivo. Chi mi conosce ormai sa, che per indole e packaging, appartengo a quella categoria di lesbiche che nell’ambiente è chiamata Femme o anche Lipstick Lesbian. Il termine viene utilizzato per tutte quelle lesbiche che vestono in maniera femminile, si truccano, si depilano e non disdegno il tacco 12 e l’acquisto compulsivo di sciarpe e borse. Va da sé che queste sono etichette: fatevi una risata e prendetele con le pinzette per le sopracciglia. Solitamente i lavori di bricolage mi annoiano e li rifuggo con la stessa cocciuta enfasi con cui schifo la tombolata di Natale, motivo per cui è la mia Signora a dedicarsi alle manutenzioni, alle riparazioni e al montaggio dei mobili Ikea. Non riuscirò mai pienamente a capire il godimento smodato che le provoca l’utilizzo del trapano e del …

Giochi da maschi e giochi da femmine. Che tristezza

Questa cosa qui, quella dei giudizi a priori sulle categorie e sulle persone, mi sta sul perineo da quando, alle superiori, ho scoperto una certa insofferenza alle gabbie mentali. Ho dunque poche certezze nella vita: amo il viola da quando ero piccola (anche se, ad onor del vero, ho avuto una lunga fase fucsia che ho rinnegato crescendo), m’ingozzerei di pizza fino all’esplosione, mi piacciono i fiori – ma non recisi – perché ho sempre trovato che fosse macabro regalare una roba morta, colleziono unicorni e pegasi facendo finta che siano per Brita. A parte questi insindacabili dogmi, che non sono disposta a mettere in discussione, sul resto sono piuttosto flessibile. A mie spese ho imparato che la rigidità provoca fratture; preferisco lasciarmi guidare dall’istinto e il prosciutto lo preferisco tra due fette di pane piuttosto che sugli occhi. È chiaro, quindi, che mi crea non poco disagio quando leggo, sento e vedo quanto sia espressa e manifesta la volontà d’imporre dei modelli preconfezionati ai bambini. Il rosa è da femmina e i maschi giocano …

Banalità&Scempiaggini sulle persone LGBTIQ*

Quasi quasi pensavo di farne una rubrica apposita all’interno del blog. Il titolo potrebbe essere: Banalità&Scempiaggini sulle persone LGBTIQ*. In testa alla classifica, il passpartout, frase che va di moda e che tutti gli omofobi bigotti hanno pronunciato almeno una volta – Ho tanti amici gay, ma – che è solo l’inizio di una serie ormai nota di banalità come: va bene che siano gay, ma non troppo – va bene che siano gay, purché non adottino i bambini che stanno meglio in istituti o maltrattati dalle famiglie d’origine – va bene che siano gay, ma non chiamatela famiglia. Qui sotto ne trovate un assaggio. Uno dei tanti. Un’altra nota folcloristica, che vede protagoniste le persone GLBTQI*, riguarda l’abbigliamento. Secondo leggende abbastanza radicate sul territorio nazionale, i gay si vestono solo con colori sfarzosi, glitter, pantaloni attillati, si fanno sopracciglia, pelo&contropelo e potrete facilmente riconoscerli perché in estate girano così, col costumino monopalla (almeno secondo questa tizia). Stessa sorte tocca alle lesbiche. Dette anche “mezze donne” o “uomini mancati”, pare – sempre secondo queste leggende italiche – che si …

“Ho tanti amici gay” – è toccata anche a me

Ero al bar a sorseggiare un raro caffè domenicale in una pace zen in compagnia di un’amica. Le solite chiacchiere, un po’ di progetti buttati sul tavolo con tanto entusiasmo e molta calma. Le classiche domande d’interessamento (le mie – perché da quando esiste questo blog nessuno dei miei amici sente più la necessità d’informarsi sulla mia vita), un po’ di sano pettegolezzo e via così. E un altro caffè e due bignè, che male non fanno. Ed ecco entrare una coppia di sconosciuti che saluta con affetto e calore la mia amica. Ci presentiamo. Si siedono. La conversazione scivola sui tipici discorsi tra sconosciuti: il Natale che incombe, il caldo anomalo, non ci sono più le mezze stagioni e si stava meglio…Mentre sto per ordinare il terzo caffè ed il quarto bignè per dissimulare il mio disinteresse alla chiacchierata, il discorso prende un terreno scivoloso. Dal bancone del bar, al quale mi ero diretta per sfuggire qualche minuto ai nuovi arrivati, sento la parola “omosessuali”. La curiosità mi sveglia dal torpore e afferrato il mio caffè al volo, …

Ma voi cosa fate la domenica?

Mi pare evidente, visto lo stato di cose, che per riposarsi si debba essere Dio. O almeno aver creato un mondo in sei giorni e poi sdraiarsi a panza al sole a fine lavori. (Effettivamente il creazionismo è rassicurante). Eh sì che non sono una scansafatiche, o almeno, non mi è concesso esserlo. Io che con Oblomov condivido più di una peculiarità, mi sono ritrovata, per un’inesorabile legge del contrappasso, a vivere questa vita da formichina operosa. Lavoro, impegni familiari, poco tempo per me stessa e per gli amici e l’ozio contemplativo è finito nel dimenticatoio. Schiacciato da plichi infiniti di liste di cose da fare, beghe da risolvere, incastri da trovare. Vegeta in fondo al cassetto insieme ai sogni irrealizzati e ai pacchi di “Cioè” di quando avevo 13 anni. Tanto per rendere meno oscuro ciò che voglio spiegare, questo lo svolgimento più o meno fedele della domenica appena trascorsa. Sveglia alle 8. I bambini non distinguono giorni feriali e lavorativi e per quanto siano autonomi nella gestione dei loro risvegli, sono silenziosi come un pullman …

Le gioie dell’essere lesbica – secondo mia madre

Guarda io tuo padre a volte proprio non lo sopporto! È disordinato, lascia tutto in giro. E poi – che te lo di affà’ – ha due linee di febbre e sta pensando di fare testamento. Sta lì, sul divano, immobile. Ha la televisione accesa ma sta ad occhi chiusi. Ieri gli ho chiesto se poteva passare lui l’aspirapolvere. Ha sbuffato mezz’ora come un treno a vapore e ha imbracciato la scopa come fosse un’arma di distruzione di massa. Ho avuto paura si andasse a mettere un elmetto. E poi, lo sai? Nemmeno sa qual’è il suo cassetto delle mutande o dove può trovare un maglione pulito! Se muoio io finisce a vestirsi come un barbone. Già adesso, se non gli ricordo di cambiarsi va nel pollaio con gli stessi abiti che indossa per uscire. Certo noi donne siamo diverse. Noi ci teniamo all’ordine e alla pulizia. La casa di una donna è sempre linda ed impeccabile. Lui nemmeno si rifà il letto! Una donna, invece, la prima cosa che fa la mattina è mettere …

Le lesbiche non hanno tutte i capelli corti

Parlando con un’amica mi è venuta l’idea per questo post. Che è un post lievemente didattico, seppur cazzaro, generato dalla domanda: Perché le lesbiche hanno tutte i capelli corti? I primi tempi in cui iniziavo a percepire, sempre più distintamente, che qualcosa strideva nel mio proclamarmi eterosessuale, guardavo alle mie amiche lesbiche dichiarate con un misto di curiosità ed interrogativi malcelati. Le scrutavo, le studiavo. E cercavo di farmi un’idea concreta di cosa fossero, cosa facessero, cosa pensassero “LE LESBICHE”. Nel mio immaginario la lesbica – come fosse una categoria del pensiero o un essere mitologico – presentava caratteristiche fisse e pressoché replicabili. Nel mio manuale mentale, la voce lesbica, si presentava così: Lesbica: persona di genere femminile – ma non troppo – che ama e/o prova attrazione fisica nei confronti di un’altra persona di genere femminile. La lesbica si distingue per: capello corto, taglio molto maschile, capello naturale, dopo i 30 è brizzolata niente trucco non si depila – effetto “ciuffi di parietaria attaccata ai muri” non usa profumi e, se li usa, sono …

Kant, i miei figli e i pregiudizi sull’omosessualità

Ma non è che i tuoi figli, siccome tu sei lesbica, riceveranno un modello sbagliato e diventeranno omosessuali? A me non danno noia i gay, forse li farei pure sposare, ma le adozioni no! Come possono crescere dei bambini con due padri o due madri? Come minimo, diventano gay pure loro. Di fronte a queste e ad altre amenità, anche Kant avrebbe avuto da ridire. Gli ho quindi chiesto una mano per spiegare perché l’orientamento sessuale ed affettivo NON ha alcuna rilevanza su quello dei bambini. La critica della ragion pura [Legata allo studio ontologico – dell’essere] Io sono omosessuale eppure sono cresciuta in una famiglia eterosessuale. Mio padre portava il pane a casa e mia madre attendeva alle faccende domestiche, abiurando qualsiasi forma di affermazione professionale e crescendo la sua prole. La famiglia perfetta secondo i canoni di Collodi e De Amicis. Niente naso di legno per me, né piccole vedette lombarde. Nonostante l’eterocentrismo di casa mia, mi garban le fie. Ciò implica che l’omosessualità è intrinseca nel mio essere e non deriva da …