Tutti i posts con tag: stereotipi di genere

La mia famiglia bizzarra e la Sindrome di Cenerantola

Quando Giuseppe, Manu ed io abbiamo deciso di coabitare eravamo un po’ preoccupati. A nessuno di noi piaceva l’idea di dover condividere l’intimità di una casa in comune, sebbene ognuno coi propri spazi e con momenti di fruizione diversa. Con il passare dei mesi questa scelta obbligata si è rivelata vincente non solo dal punto di vista dei bambini – non si spostano da una casa all’altra e godono di 3 adulti che li amano e si prendono cura di loro – ma anche della logistica di noi adulti. Giuseppe e io ci avvicendiamo durante la settimana e Manu ci raggiunge nel weekend. A volte stiamo tutti insieme, altre no. Cerchiamo di gestire gli impegni e i desideri di tutti, ci accordiamo sulla gestione delle menate di casa e delle necessità dei bambini. Abbiamo un calendario condiviso su Google Calendar che fa paura. Siamo i maghi della pianificazione e gli strateghi del Project Management familiare. Tutto molto bellino. Poi succede che la scorsa settimana Giuseppe va in vacanza e Manu rientra a lavoro dopo la …

“Donna al volante”: un bignami di stereotipi

Mio padre è un pilota. Sono cresciuta praticamente a bordo di qualsivoglia aggeggio volante e la mia passione per i motori risale all’epoca del primo dentino. Una delle mie foto preferite è quella in cui indosso il casco da volo di mio padre e il suo fazzoletto giallo. A 16 anni mi vestivo con i pantaloni da volo e i rayban aviator di papà. [Sì, anche io da brava lesbica – seppur inconsapevole, all’epoca – ho avuto la fase “voglio essere Tom Cruise”]. A 17 mi sono scoperta miope e addio sogno di fare il pilota e rimorchiare bionde stratosferiche. Ma la passione non è passata. Da bambina andavo con papà a vedere i rally in montagna e, appena avevo l’occasione, salivo sulle moto di tutti. Ero la gioia dei miei amici. A guidare la macchina ho imparato subito ed è tutt’oggi una delle azioni che mi rilassa maggiormente. Non come farmi massaggiare in una SPA, però. E nemmeno come mangiare la pizza, a dire il vero. Comunque. Sono quella che si offre volontaria per guidare in …

Due fratelli alle prese col Gender

C’è in giro gente assurda. Così assurda e fuori dal tempo che si aggira per le piazze a distribuire manifesti in cui c’è scritto che le donne devono stare in casa e cucinare, accudire la famiglia e gli uomini devono solo lavorare e sottomettere le mogli. Sempre questa gente assurda porta avanti campagne di odio, sbandierando una fantomatica teoria gender secondo la quale il femminismo e la presunta “omossessualizzazione” della società rovineranno la “famiglia tradizionale”, impoverendo gli italiani già sul lastrico per colpa degli immigrati che muoiono nei campi di pomodori, e altre assurdità. In realtà sono proprio loro che inneggiano un ritorno al medioevo, l’inizio della fine, auspicando e promuovendo un triste periodo di rigida separazione tra maschi e femmine, imprigionandoli in stereotipi di genere. I miei figli sono perfettamente consapevoli che non esistono “cose da femmina e cose da maschio”, che i giochi sono fatti per giocare, indipendentemente dal colore. Per questo ieri sera sono quasi caduta dalla sedia. Questa la scena. Ariele e Brita in vacanza in montagna dai miei. Mia madre mi …

” Vuole fare lo stilista da grande, quindi è finocchio”

I bambini, per fortuna, non hanno preconcetti se non quelli che noi adulti infiliamo a forza nelle loro teste. Non nascono con l’idea delle “cose da maschi” e delle “cose da femmine”, siamo noi adulti a rovinare la magia del gioco e delle aspirazioni lavorative. Che una donna ingegnere possa godere della stessa dignità del collega maschio o che un uomo casalingo non debba essere sinonimo di sfigato è , purtroppo, un concetto ancora estraneo alla nostra cultura. Ieri Ita è stata mandata, insieme ai suoi compagni che non fanno religione, ad aiutare i bambini di terza elementare a fare i compiti. A lei piace questo ruolo di tutor, di bambina grande che insegna. Mentre offriva il suo contributo di docente in erba, il bambino che stava assistendo si è fermato, l’ha guardata e avvicinandosi al suo orecchio le ha bisbigliato: – Lo vedi quello lì? Quello in prima fila con la felpa grigia? Quello è finocchio E Ita, impassibile: – Ah, sì. E cosa vuol dire? – Vuole dire che invece delle femmine, gli …

#NinaFaLecose – non ci sono cose da maschi e cose da femmine

Chi segue le nostre avventure familiari anche sui social, avrà di certo notato la presenza di questo hashtag #NinaFaLeCose. Avere in casa una fidanzata come Nina è come convivere con un ibrido tra Antonella Clerici e Handy Manny. Hanno sempre le mani in pasta: ora è pizza, dopo cinque minuti è calcina. L’importante è la farcitura. Ogni giorno è una sorpresa: passa dai pancakes alla piastrellatura d’interni con la stessa scioltezza con cui io uso i filtri di Instagram per mascherare le rughe. Ma con maggior successo. Per lei le attività manuali non hanno segreti, se proprio deve intraprendere qualche nuovo lavoro di cui ignora la procedura, assilla google e qualche professionista per carpirne i segreti e apprendere nuove competenze. Colleziona stampini da cucina e punte per il trapano, la mattina s’infila gli anelli e gli scarponi da boscaiolo. A volte la guardo e mi chiedo dove trovi tutto questo entusiasmo per “fare le cose”. Io, solo a pensare di dover sostituire una lampadina fulminata, inizio a sbadigliare. L’unica volta che ho cercato di attaccare un quadro, ho …

Lesbiche&Motoseghe – un connubio perfetto a prova di vecchietto

Non tutte le lesbiche si vestono da camioniste o da boscaiole, ne avevamo già abbondantemente discusso in un post precedente (per l’esattezza qui, se ve lo foste perso), ma neppure io posso dirmi del tutto esente dalla Sindrome del Taglialegna – anche detta Del Tuttofare Boschivo. Chi mi conosce ormai sa, che per indole e packaging, appartengo a quella categoria di lesbiche che nell’ambiente è chiamata Femme o anche Lipstick Lesbian. Il termine viene utilizzato per tutte quelle lesbiche che vestono in maniera femminile, si truccano, si depilano e non disdegno il tacco 12 e l’acquisto compulsivo di sciarpe e borse. Va da sé che queste sono etichette: fatevi una risata e prendetele con le pinzette per le sopracciglia. Solitamente i lavori di bricolage mi annoiano e li rifuggo con la stessa cocciuta enfasi con cui schifo la tombolata di Natale, motivo per cui è la mia Signora a dedicarsi alle manutenzioni, alle riparazioni e al montaggio dei mobili Ikea. Non riuscirò mai pienamente a capire il godimento smodato che le provoca l’utilizzo del trapano e del …

Transfobia in autogrill

La pazienza è come la pipì – Prima o poi scappa a tutti. Questa era una delle citazioni preferite di mia nonna, una donna energica, determinata e con pochi peli sulla lingua. In famiglia era nota con il soprannome amorevole di “Generale”. Effettivamente le calzava alla perfezione, proprio come quelle vestagliette a fiorellini che indossava in ogni stagione. A me ieri, invece, la pazienza stava per scapparmi contemporaneamente alla pipì. E questo non avrebbe potuto prevederlo la mia lungimirante e canuta nonnina. Scenario: Un autogrill sulla A1. Ora di pranzo. Riparto da Roma intorno alle 12 circa, non prima di essermi fatta una bella scorta di pizza al taglio + 2 supplì per affrontare il lungo e tedioso viaggio. Non c’è niente da fare – per me i supplì e la pizza romana sono come la madeleine per Proust. Solo che io, invece di scrivere la Recherche, al massimo scribacchio due cazzate sul blog. Però, almeno il godimento sensoriale e mnemonico è il medesimo. Tra i miei svariati punti deboli debbo annoverare anche una noiosa propensione ad essere di …

Ariele ed M. – un’amicizia al di là degli stereotipi di genere ed una gara di rutti –

Ariele è in prima media. È un ragazzino più maturo dei suoi 11 anni, a volte mi fa quasi impressione la sua serietà. Ma non è un bambino noioso. Ha molti interessi: le moto, la meccanica (la sua camera è un disastro di attrezzi sparsi su un tavolo che si è fatto installare appositamente), ripara gli oggetti rotti e le vecchie biciclette. Suo padre ed io siamo addirittura usciti commossi dai colloqui con i professori. Mentre loro parlavano, io e Giuse ci guardavamo in faccia, increduli. E poi, un figlio bravo a scienze e matematica non me lo sarei aspettato. Non io, che ancora litigo con le tabelline e di nascosto conto con le dita. Bravo, diligente, socievole, critico ma non impertinente, curioso. Così l’hanno dipinto. Sono uscita da scuola salutando come la Regina d’Inghilterra e impettita come se avessi un comodo rastrello…lasciamo perdere. Sono molti i motivi che mi rendono orgogliosa di lui. Fin da piccolo ha fatto di testa sua, non si è mai fatto influenzare dalle mode o da ciò che facevano i …

Kant, i miei figli e i pregiudizi sull’omosessualità

Ma non è che i tuoi figli, siccome tu sei lesbica, riceveranno un modello sbagliato e diventeranno omosessuali? A me non danno noia i gay, forse li farei pure sposare, ma le adozioni no! Come possono crescere dei bambini con due padri o due madri? Come minimo, diventano gay pure loro. Di fronte a queste e ad altre amenità, anche Kant avrebbe avuto da ridire. Gli ho quindi chiesto una mano per spiegare perché l’orientamento sessuale ed affettivo NON ha alcuna rilevanza su quello dei bambini. La critica della ragion pura [Legata allo studio ontologico – dell’essere] Io sono omosessuale eppure sono cresciuta in una famiglia eterosessuale. Mio padre portava il pane a casa e mia madre attendeva alle faccende domestiche, abiurando qualsiasi forma di affermazione professionale e crescendo la sua prole. La famiglia perfetta secondo i canoni di Collodi e De Amicis. Niente naso di legno per me, né piccole vedette lombarde. Nonostante l’eterocentrismo di casa mia, mi garban le fie. Ciò implica che l’omosessualità è intrinseca nel mio essere e non deriva da …