Tutti i posts con tag: stepchild adoption

“Ti giuro l’amore, ma non l’eterna fedeltà”. [Unioni Civili: che bella cagata]

Crescendo ho imparato che ogni evento negativo può essere trasformato in un’opportunità. Che quello che ti fa male ti fortifica, ti stronzifica. Insomma, dai, cresci e diventi la bellissima persona squilibrata che sei. Quella che si compra le bolle di sapone, perché il mondo è troppo grigio per essere guardato senza filtri. Tipo che pesti una cacca per la strada e non devi pensare che avevi i sandali e stavi andando ad un appuntamento, ma solo che la fortuna ha scelto te e sei stato baciato dalla sorte. Se poi ti olezzano i piedini di sterco di canide poco importa. Tipo che se prendi un brutto voto ad un esame, vieni licenziato o la tua azienda chiude dopo 3 mesi non devi sdraiarti sulle rotaie, no, devi essere grato per questo immenso insegnamento. Respira, il fallimento non esiste. È solo questione di prospettiva. Prova a spiegare al direttore della filiale che non puoi pagare il mutuo, ma non è il caso di farne un dramma: stai offrendo alla Banca la possibilità di comprendere che il …

E i bambini? (Riflessioni random su genitorialità e diritti calpestati)

Mi sto ambientando bene nella mia nuova vita, meno al fatto di non vedere i bambini tutti i giorni. Non mi basta sentirli su skype perché, come dice Brita, ci possiamo vedere e sentire ma non ci possiamo abbracciare. Gli abbracci mancano. La pelle, l’odore, il fruscio dei capelli sulle guance e le il naso contro naso sono assenze dense di rumore. Ovviamente non è tutto. Ariele è in settimana bianca e il primo giorno si è spalmato sulle piste fratturandosi il polso. Niente di che, per fortuna. Solo una seccatura, per lui, che si aggiunge al fatto che io non ci sono e non posso prendermi cura di lui. In questi giorni, però, non faccio che ripetermi che io sono fortunata. Che i miei figli sono fortunati. E che sì, siamo dei privilegiati. Perché qualsiasi cosa accada i miei figli hanno due genitori che hanno pari diritti e doveri nei loro confronti. Non riesco a credere che, nonostante la massiccia partecipazione popolare, nei giochi di Palazzo alla fine stia prevalendo la meschinità di una …

La StepChild Adoption serve a proteggere i bambini. La storia di Elena e Sofia.

Elena ha 14 mesi. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma non biologica da quel giorno non vuole più saperne di lei. Sparisce nel nulla. Mai una visita, mai una telefonata, mai un aiuto economico. Elena perde un genitore. Lo Stato  non interviene. Sofia ha 8 anni. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma biologica decide di non farle più vedere l’altra mamma. Nega le visite, le telefonate e qualsiasi tipo di contatto. Sofia perde un genitore. La Stato non interviene. Di questi casi ce ne sono tantissimi. Perché negando i diritti a un genitore si negano automaticamente anche i doveri. E a farne le spese sono, come sempre, proprio i bambini. La genitorialità omosessuale non è né migliore né peggiore di quella eterosessuale, anche detta “tradizionale” (e da antropologa ogni volta che sento questa definizione mi assale l’orticaria). Ci sono genitori …

E se a subire discriminazioni fossero gli etero?

Istruzioni per l’uso: la seguente intervista contiene allusioni, torpiloqui e soprattutto un’elevata dose d’ironia. Astenersi gastritici cronici e gomblottisti. Qualche tempo fa ho conosciuto Avvocatolo ed è scattata una simpatia reciproca, basata su interessi comuni. [Tra cui, appunto, la phya. O patata, che dir si voglia.] È nata un’intervista semi seria, paradossale: in un mondo omosessuale, cosa comporterebbe essere etero? L’idea non è nuova, ma ci siamo divertiti tanto a realizzarla e ci è sembrato doveroso proporre una riflessione, visto che gli argomenti Unioni Civili, Stepchild Adoption e Omofobia sono all’ordine del giorno. Il nostro intento era strapparvi un sorriso – del resto è venerdì – e magari qualche riflessione. Buona lettura da me e da Massimo Della Penna, aka Avvocatolo. V- Io non ho niente contro gli etero, ma vorrei sapere un po’ di cose. Sai, sono sempre stata un po’ curiosa. Quando ti sei accorto che ti piaceva la patata? E come hai vissuto quel momento? A- Mi è sempre piaciuta, ma ricordo il giorno in cui l’ho capito chiaramente. Oh, è stato terribile. Mi …

Wonderful Families – un regalo di Natale anticipato

Non so da dove cominciare, perché sono emozionata. Emozionata perché amo i giochi di Pariqual e non potrei non amare chi ha una mission così: Giochi per crescere bambine e bambini consapevoli delle differenze e delle pari opportunità. No, proprio non riesco a rimanere neutrale, visto che è tutto un proliferare di giochi da casalinga glitterosa per le femmine e armi virilissime per i maschioni di domani e l’argomento mi sta molto a cuore. Un giorno bellissimo (quindi immaginate un giorno con il cielo brillante e le foglie rosse che svolazzano o, se preferite la versione malinconica, potete optare per la giornata pioggerellina e camino acceso) ricevo una mail di Barbara, la fondatrice di Pariqual, in cui mi chiede se vogliamo provare Wonderful Families. Eccerto che sì. Che me lo chiedi? Va bene arrivo al sodo. Ma sono ancora frizzorellante. Comunque vi accontento ed entro a gamba tesa nel gioco. Pronti? Cos’è Wonderful Families? Un memory a punti, dice la scatola. Non fatevi fregare. È molto di più. Avete 9 famiglie, ognuno ne sceglie da 2 a 4 (dipende quanti siete …