Tutti i posts con tag: separazione

La mamma è lesbica – coming out con i miei figli e sviluppi

Ecco come l’ho detto ai miei figli. Così. Quattro parole che, in quel momento, pesavano più di una montagna. Per mesi avevo pensato a quando fare coming out con loro e a come farlo. Nella mia testa rotolavano parole e frasi, immaginavo il mio discorso e più volte lo cambiavo, cercavo di prevedere la loro possibile reazione e, sempre, un pugno allo stomaco mi costringeva al silenzio. Ad ogni giorno che finiva senza che io avessi concluso niente, continuando a trascinare me e loro nella ripetizione di una realtà falsata, mi sentivo un verme appeso all’amo. Un teatrino che mi costringeva ad indossare una maschera così pesante da schiacciare il cuore e il respiro. Poi quel momento è arrivato. Era un pomeriggio di primavera. Brita aveva un paio di anni e Ari otto. Giuseppe era appena tornato dal lavoro. Io ho sentito una spinta interiore a vuotare il sacco. Un calcio nel sedere dell’anima. E così ho chiesto a lui di affrontare insieme il tema della nostra imminente separazione e comunicarla ai bimbi. Ari è rimasto sorpreso e preoccupato …

Guerrieri si nasce. E un po’ ci si diventa.

Sarà la primavera, che oltre a farmi cadere in un sonno catatonico, ha destato un bisogno di rinascita. “La tristezza non ti si addice. E qualsiasi cosa succeda nella vita, non dimenticarti mai chi sei. Hai affrontato di peggio e ti sei sempre rialzata. Piangi quel che devi piangere, lascia che esca fino all’ultima lacrima. Poi asciuga gli occhi, vai allo specchio e regalati il sorriso di chi rinasce.” Un messaggio sul telefono. Un’amica che né la distanza, né il tempo che trascorre senza che ci sentiamo, riuscirà ad allontanare dal mio cuore. Perché di persone che ti scuotono dal sonno della ragione e ti ricordano che sei molto più dello straccetto floscio che sei diventata, c’è un grande bisogno. Sempre, ma nei momenti demmerda ancora di più. Sono fortunata. L’ho scritto spesso in questo blog e lo penso anche oggi. In questi lunghi mesi bui, tra cambiamenti e lacrime, l’amore non mi è mai mancato. L’amore dei e per i miei figli, delle e per le tante anime che mi hanno sostenuto anche nei momenti in …

Un po’ capovolta

Secondo weekend a Mordor. Nel precedente sono stata ospite in quella che era la casa mia e di Nina e che adesso è solo di Nina. Per due giorni è stato effettivamente come fossimo ancora una famiglia, siamo andati al cinema e persino al Mc Donald’s. In realtà era solo un come se. Di me rimangono in quella casa soltanto le mie cose. Quelle personali e quelle che avevamo acquistato insieme. Io no. Io non ci sono più e nemmeno i miei figli. Io ho rifatto lo zainetto domenica sera e anche Ari e Brita. Loro sono tornati a casa del padre. Io a Milano. Questo weekend invece sono stata ospite in quella che era la casa mia e di Giuseppe. Lì ci sono meno tracce di me, ma ho ancora oggetti sparsi qua e là: un vaso dipinto con motivi floreali, una sciarpa rimasta attaccata all’attaccapanni, qualche quadro. Persino una vecchia crema dimenticata in fondo ad un cassetto del bagno. Le cose rimangono lì, acquattate. Come i sassolini di Pollicino, pronte a sgusciare fuori …

La mia vita a livelli: mi sembra di essere finita in Inception

Non so se avete mai visto il film Inception.  In breve è la storia di gente che si addormenta a comando e fai dei sogni uno dentro l’altro, trovandosi a vivere in scenari completamente diversi creati dal subconscio. Una matriosca onirica. Una roba che io non sarei riuscita a immaginare nemmeno a vent’anni dopo una sbronza epica di quelle che ti svegli nel tuo letto il giorno dopo e non ricordi come ci sei finita (peggio è quando ti svegli nel letto di nonsaichi e non ricordi non solo come ci sei finita, ma nemmeno cosa sia successo). In breve. Dopo la separazione da Nina, mi è capitato questo lavoro a Milano e adesso vivo lì durante i giorni lavorativi e scendo a Mordor quasi tutti i fine settimana. Ovviamente non ho ancora traslocato per mancanza di tempo e quindi mi sto appoggiando in quella che era casa nostra. Il risultato è che vivo questi giorni a Mordor risucchiata nella vita che era mia fino a un mese fa: con Nina, i bambini, il cane e le pecore. …

“Quando due lesbiche si lasciano”: un excursus sulla filosofia dell’Esticazzi

L’amore è eterno finché dura, diceva un tale con un nome da Bacio Perugina andato a male. E in effetti non si può che dargli ragione. Dopo la mia separazione ho affrontato diverse fasi, ognuna delle quali era contraddistinta da un mood diverso. Quando una storia finisce ci sono due strade: l’alcolismo o la rinascita. Sto provando la seconda, mi pare almeno più economica. Fase 1 Mi tasto se ci sono È la fase d’esordio, quella in cui ti arriva la mazzata nelle gengive e non capisci niente. Vivi in una realtà ovattata in cui ti sembra che tutti parlino il balenese (se non sapete cos’è, correte a guardarvi Nemo) e non realizzi che cosa ti stia capitando. Inciampi in foto che Facebook ti sbatte con sicumera sotto il naso, in ricordi, in frasi a mezza bocca e nelle facce basite della gente che non sa cosa dire e assume l’espressione di Doris (io ve l’avevo detto di guardare Nemo).  In questa fase hai bisogno di toccarti (non in senso pornografico, zozzoni) anche solo per capire che …

I bambini e le separazioni: elaborare i lutti ed accompagnarli in un percorso di consapevolezza

Ogni separazione rappresenta un lutto e risveglia la paura del cambiamento e dell’abbandono. Gestire questo sentimento è faticoso per gli adulti e ancor più può esserlo per i bambini. A me pare ovvio, ma dal momento che c’è ancora chi ne dubita: poco importa che a lasciarsi siano un uomo e una donna, due donne o due uomini. Amore e dolore non conoscono genere. Non è facile lasciarsi attraversare dalla sofferenza originata dalla perdita della persona amata, della routine familiare e delle abitudini condivise. Ci vuole tempo e un approfondito lavoro su se stessi. C’è chi riesce ad affrontare questo percorso da solo, chi invece sente la necessità di farsi aiutare da uno specialista. Alla base c’è comunque il bisogno di capire e di capirsi, partendo dal presupposto che spesso gli eventi si verificano senza che ci sia la volontà di ferire o di far male agli altri. Nel tempo – e con l’esperienza – ho imparato a fare tesoro degli errori, quanto meno per cercare di non riproporli in loop nelle relazioni successive. Servono empatia e …

Stiamo tutti bene. L’amore non finisce, si trasforma.

Un po’ me l’aspettavo. Sapevo che questo post avrebbe gettato nel panico le persone che mi leggono e che hanno fatto da sempre il tifo per me e per la mia famiglia. Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto per sapere, ma soprattutto per manifestare vicinanza vera e autentica. E l’affetto è arrivato a destinazione, nemmeno lo schermo del pc l’ha fermato. La realtà è che anche le grandi storie d’amore finiscono. Si sono lasciati pure Raul Bova e la moglie, Ambra Angiolini e Renga e persino Beth e Tina. Mica potevamo essere da meno, no? Scherzi a parte. Abbiamo semplicemente aspettato a rendere pubblica la notizia, ma la crisi è stata lunga e dolorosa per entrambe (i più attenti si erano già accorti che da molti mesi Nina era sparita dalle narrazioni del blog). Adesso ci stiamo riorganizzando. Mi aspetta un nuovo trasloco. Siamo in pace, con tutti i cocci e le malinconie del caso, ma serene. I bambini lo stesso. Sanno che ci vedremo e ci frequenteremo comunque. Hanno imparato meglio di …