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Ops. L’ho fatto di nuovo.

Sono una mamma col cervello a corrente alternata. Per fortuna solo quello, però, che il cuore invece è sempre iper connesso. Stamattina Brita aveva la sua prima gita scolastica. Io – asfaltata da una giornata di formazione a Roma che significa: 8 ore di viaggio + 8 ore di lezione con levataccia alle 4,30 – non ho sentito la sveglia. O meglio, l’ho sentita, ma il mio cervello l’ha mascherata con un sogno assurdo, in cui io ero al cinema vestita da leone e guardavo un documentario sui Niger e quella era la colonna sonora [se c’è uno psicanalista bravo che vuol mandarmi il numero per email, lo ringrazio]. Mi ha svegliato Ariele preoccupato perché dice di avermi chiamato tre volte senza aver ottenuto nessuna reazione. Nella corsa per uscire dal letto sono inciampata nel cavetto del telefono rovesciando la pila di libri che amo accatastare sul comodino nella speranza di trovare l’energia per leggere la sera invece di svenire esanime. Uno dei libri ha colpito Iole che dormiva il sonno dei (cani) giusti. In camera di Brita ho …

L’ora alternativa a scuola: forse era meglio chiamarla “alternata”

Questo post è figlio di una settimana pesante e di una buona dose di esasperazione, per cui sappiate in anticipo che è piuttosto polemico e per niente ironico. Il problema di oggi si chiama ora alternativa. Già il nome è piuttosto evocativo. L’ora alternativa è quella “disciplina” prevista  per tutti coloro che non intendono avvalersi della religione cattolica. A giudicare da come viene gestita, però, sembra più una beffa. Tralascerò il disgusto che mi provoca il fatto che nella scuola pubblica di uno stato laico (?) si debba inserire nel programma ministeriale l’insegnamento della religione cattolica. Ometterò anche lo sdegno che provo nel pensare che questa “disciplina” sia affidata a persone scelte dalla curia, ma pagate dalla stato. Nella classe di Ariele l’insegnante che doveva occuparsi di questa ora è assente da ben due mesi. Ogni settimana costei rinnova un certificato medico e quindi gli alunni che non fanno religione sono smistati in altri classi a guardare la polvere che galleggia nell’aria. Sono serviti diversi solleciti alla dirigente scolastica, prima di ottene la promessa di nominare a breve un …

Brita, i bulletti ed altre cose da asilo

Sono reduce (il termine adatto per tutti quei genitori che passano 3 ore in piedi, accalcati in fila per i colloqui) dal confronto pre natalizio con le insegnanti della scuola di Brita. Anche per lei il cambiamento si è fatto sentire: l’ultimo anno di asilo con scuola e compagni nuovi. Sono sincera, essendo lei una bambina molto socievole, non ero particolarmente preoccupata per il suo inserimento. E infatti non sbagliavo. La maestra si è sdilinquita in molti complimenti, tranquillizzando le nostre più ataviche perplessità: si troverà bene? le creerà problemi la nostra famiglia “diversa”? Serena, responsabile, intelligente, creativa e vivace senza essere molesta. Parla con entusiasmo della sua famiglia non convenzionale: adora Nina e racconta in classe dei litigi ed i giochi con Ita. Questo il responso. Fin qui tutto bene, se non fosse per l’aneddoto seguente, riportato dalla maestra. In classe c’è un bambino particolarmente vivace che spesso si dimostra aggressivo con le femmine. Brita spesso e volentieri lo tiene a bada quando supera la misura, soprattutto quando si rivolge in modo sgarbato alle bambine …

Ariele ed M. – un’amicizia al di là degli stereotipi di genere ed una gara di rutti –

Ariele è in prima media. È un ragazzino più maturo dei suoi 11 anni, a volte mi fa quasi impressione la sua serietà. Ma non è un bambino noioso. Ha molti interessi: le moto, la meccanica (la sua camera è un disastro di attrezzi sparsi su un tavolo che si è fatto installare appositamente), ripara gli oggetti rotti e le vecchie biciclette. Suo padre ed io siamo addirittura usciti commossi dai colloqui con i professori. Mentre loro parlavano, io e Giuse ci guardavamo in faccia, increduli. E poi, un figlio bravo a scienze e matematica non me lo sarei aspettato. Non io, che ancora litigo con le tabelline e di nascosto conto con le dita. Bravo, diligente, socievole, critico ma non impertinente, curioso. Così l’hanno dipinto. Sono uscita da scuola salutando come la Regina d’Inghilterra e impettita come se avessi un comodo rastrello…lasciamo perdere. Sono molti i motivi che mi rendono orgogliosa di lui. Fin da piccolo ha fatto di testa sua, non si è mai fatto influenzare dalle mode o da ciò che facevano i …

Di quella volta in cui mi volevo sotterrare

È mezzogiorno e come al solito ho fatto tardi per andare a prendere Brita a scuola. Parcheggio al volo, lanciando la Franca (la nostra macchina si chiama così) come Mazinga faceva con i componenti. Arrivo nell’atrio della scuola con l’atrio del cuore in tilt e il respiro leggiadro del fumatore asmatico. Con un filo di voce saluto la bidella e le 10 mamme in attesa di ritirare il proprio rampollo. Mentre riprendo fiato, faccio un po’ di pubblic relations. Madre 1 – Ieri mio figlio si è mangiato un tubetto di tempera. Ha fatto una cacca verde smeraldo che pareva di pongo. Gli ho fatto pure una foto, vuoi vederla? Io – Si, grazie. Almeno oggi inizio la dieta senza sforzo. Madre 2 – Ah guarda, invece il mio ieri sera era un po’ disturbato di stomaco. E pensa che avevo fatto una cosina leggera: i bastoncini di pesce fritti con la maionese. Non puoi capire. Ad un certo punto, invece di ruttare, li ha vomitati sul pavimento. Tutti, sai? In fila per tre col resto …