Tutti i posts con tag: outing

Ah, vicina curiosa!

Come vicini non siamo certo il massimo del silenzioso e la presenza di due donne che abitano insieme e tre bambini non passa certo inosservata in un piccolo paesino. E così scattano le occhiate curiose dei vicini quando passano davanti alla nostra porta e i bisbigli. A noi questa cosa fa anche un po’ ridere. Ieri Ariele, mentre buttava la spazzatura è stato placcato da una vecchietta arzilla, comparsa – secondo le ricostruzioni – da dietro il cassonetto.  – Ciao, cosa fai? – Buongiorno. Eh…butto la spazzatura – Ah, e dove abiti? – In quella casa lì dietro – Ah. E di chi sei figlio? – Di mamma e papà. Ma non li conosce. Siamo nuovi di qui. – Ah. Però il tuo papà non abita lì? – No. I miei sono separati – Ah. Poverinoooo, che brutta cosa! – Ma no! I miei si vogliono bene e sono amici – Uhm. Ma qual’è la tua mamma? La rossa o la moretta? – La rossa – Ah…e la moretta chi è? – La compagna di …

Eccesso di discrezione o omofobia mal celata?

L’altro giorno mi è capitata questa cosa. Ero ad una cena, in una tavolata di gente mista. Quegli inviti estivi a cui spesso mi sottraggo volentieri. Che poi non ho mai capito perché questa stagione inciti le persone a creare questi eventi sociali in cui la metà delle persone non si conosce – e se si conoscesse si eviterebbe – e l’altra metà risolve il problema, passando la serata ad ubriacarsi. Comunque. Già la prima presentazione parte malissimo. O forse ero io che avevo la modalità acida inserita. Fatto sta che si avvicina una mia conoscente, trascinando una ragazza per la mano. E ci presenta con un: – Vieni Carla, ti voglio presentare Veronica. Sai la mia amica lesbica di cui ti ho parlato? La mia amica lesbica?! Eh che sono? Un animaletto esotico? Un alieno? Tipo Vieni, ti presento la mia amica con i tentacoli e le squame verdi di cui ti ho parlato. Che poi. Io non è che presento la gente declinandole l’orientamento sessuale. Chessò: – Vieni Pinco Palla, ti presento Gigia, l’amica …

La funzione catartica dei coming out [altrui]

Quando ho iniziato a scrivere questo blog, ho pensato fosse una valida alternativa alla psicanalisi. Ero stufa di sentirmi trattata da mamma di serie B, da donna di serie B, e pure da lesbica di serie B [per chi si fosse perso la distinzione tra lesbiche doc e lesbiche di secondo pelo, può leggere qui]. Insomma, aspiravo alla serie A, dalla panchina delle mie frustrazioni e, per salire la classifica, ho deciso di scrivere e rendere note le mie esperienze. E me ne sono fregata allegramente di chi mi diceva “A chi vuoi che interessi che tu squaderni la tua vita privata su un blog?”. Mano a mano che arrivavano le mail , i messaggi sulla pagina facebook e le richieste di amicizia sul mio profilo privato, ho realizzato che, forse, leggere delle mie banali e normali giornate, poteva essere di aiuto a chi, al coming out e al vivere la propria vita serenamente, guardava ancora come alla famosa luce in fondo al tunnel. Alcune storie mi hanno davvero commosso, altre fatto sorridere e altre ancora …

L’outing di Margheritina – come diventare cool –

Solita location: asilo di Brita in un giorno feriale. Solita ora: l’uscita del mezzogiorno. Io sono in attesa nell’atrio, insieme ad un’altra decina di mamme. Nel frattempo, uccido il tempo parlando con disinvolta maestria di argomenti d’interesse comune, che mi appassionano come una puntata del Grande fratello: il menù della mensa e il meteo. Più di così non riesco a fare. Esce la Brita saltellante, brandendo il suo solito sorriso, un paio di disegni in una mano e trascinando con sé una bimbetta poco convinta. – Mamma, mammaaaa, Ilaria dice che non è vero che tu hai la fidanzatA ! Dice che le donne si fidanzano con gli uomini, non con le donne – Io conto gli sguardi dei presenti, incollati alla scena con bramosa curiosità. Una marea di occhi, senza contare quelli muniti di occhiali. – Si Ilaria, è vero. Ho la fidanzata ed è una donna – Ilaria mi fissa perplessa. Brita contrattacca: – Mamma, io le ho detto che è normale. E pure che prima avevi un’altra fidanzata che si chiama Silvia …