Tutti i posts con tag: omofobia

“Amore omosessuale è patologico? Certo che no!” articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo

La prima tragedia della vita sono le azioni, la seconda le parole. Le parole, forse, sono la peggiore. Le parole sono spietate. (Oscar Wilde) [Articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo, esperta di MTS] Sono recenti le polemiche, di cui si è ampiamente dibattuto sui mezzi di comunicazione, relative alla liceità di alcune pratiche sessuali (sesso anale) chiamando in causa dati scientifici per colpire, in definitiva, l’amore omosessuale definito patologico. [n.d.a. Per aggiornamenti sul “caso” De Mari, leggi QUI.] Utilizzare dati epidemiologici, estrapolati dal proprio contesto, per trasmettere il messaggio che un preciso gruppo di riferimento sia sempre affetto da determinate patologie (o che una pratica sessuale comporti sempre determinate conseguenze) al fine di provocare reazioni emotive ed irrazionali nella popolazione generale, per veicolare e rafforzare indicazioni fornite dal proprio credo religioso o politico che sia, è in contrasto con il giuramento professionale. Qualche informazioni utile, priva di connotazione morale (o moralistica): Il sesso anale abituale, tra persone etero od omosessuali, per conformazione anatomica e funzione del canale anale, può esporre ad alcune lesioni: …

“I froci? Basta che non ostentino” [omofobia for dummies]

Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare questa frase. A me è capitato spesso, pure troppo, e ogni volta la mia reazione è la stessa. Respiro, inghiotto e mando all’attacco l’antropologo cagacazzo e pignolo che è dentro di me. Quello che, ogni volta che sente pronunciare la frase è contro natura, diventa un serial killer. Chi mi segue su facebook sa che la scorsa settimana, viaggiando con Bla Bla Car, ho avuto il piacere di dividere la vettura con un altro passeggero. Un ventenne saccente e figlio di papà. Simpatico come un attacco di diarrea su un volo Ryanair, il virgulto ha trascorso il viaggio cercando di convincere me e il conducente di quanto fosse figa e intellettualmente stimolante la sua vita. Un tono da chi insegna senza conoscere e l’aria volutamente trasandata di chi ha troppe cose da fare, per curare la barba o lavarsi i capelli. Ecco cosa è successo. Durante il viaggio ci supera una macchina con un adesivo sul lunotto posteriore. Sull’adesivo c’era scritto “Gay a bordo”. Il ragazzetto si gira verso …

David Mixner Show: una riflessione sulla comunità LGBT

Ieri sera sono andata al Teatro Elfo Puccini a vedermi lo spettacolo di David Mixner. Teatro pieno. Scenografia minimal. Del resto, la sua storia e la sua abilità narrativa non hanno certo bisogno di orpelli, per arricchire l’intensità delle emozioni che questo 70enne riesce a trasmetterti, mentre cammina sui suoi stivali texani e lascia posare i suoi occhi azzurri sul pubblico che lo ascolta rapito. Tra risate e lacrime di commozione, uscire dal teatro emotivamente indenni è impossibile. Non a caso lo show si è concluso con 10 minuti di applausi scroscianti e la gente in piedi. Una storia di lotta, di coraggio e di voglia di non arrendersi. Parole che in questo momento, in Italia, abbiamo davvero bisogno di sentirci ripetere, mentre quel contentino di ddl sulle unioni civili bivacca in Parlamento. David Mixner ci ha ricordato di quanto, appena 20 anni fa, in America, la comunità LGBT fosse emarginata, ghettizzata e invisibile. E di come, adesso, ci siano Stati, come il Mississipi, che hanno introdotto una legge che sancisce la discriminazione nei confronti degli omosessuali. Parole …

La mia è ipersensibilità, non un’altra figura di merda (forse)

L’altro giorno sono andata a prendere Brita a scuola. Puntale, per giunta,  grazie alle 25 sveglie sul cellulare. Mi viene incontro trascinando i piedi e l’aria contrita di chi percorre il miglio verde. La bocca piegata all’ingiù di chi trattiene a stento le lacrime. Brita, è successo qualcosa? Hai avuto qualche problema? Sì, insomma, di solito mi corri incontro tutta festante…(modalità mamma paronoica) No, mamma, cioè sì…Però non ti offendi se te lo racconto? Ma no, amore puccettoso della mamma, ti pare che mi offendo? Puoi dire tutto alla mamma! (modalità mamma assertiva che cerca di coprire la modalità mamma paranoica) Va beeneeeee. Allora, promesso che non ti offendi? Ma certo, tesorino amoroso della mamma (modalità mamma che si agita e…vedi sopra) Allora, oggi S. mi ha preso in giro per causa tua…cioè, per come sei tu. Ecco, insomma… Amore, non devi permettere a nessuno di prenderti in giro. Ognuno è come è. E soprattutto nessuno deve prenderti in giro perché la tua mamma è lesbica. Non c’è niente di male, sai? C’è chi nasce …

Nessuno è al sicuro. L’aggressione di Genova e la manifestazione.

Ieri sono stata a Genova alla manifestazione organizzata dalle associazioni LGBT dopo il terribile episodio di omofobia ai danni di un eterosessuale. No, non ho un picco glicemico a causa dell’ottima focaccia locale. Avete letto bene. Ad essere stato aggredito è stato un ragazzo etero, scambiato per omosessuale e pestato fino ad essere ridotto in fin di vita, perché il suo abbigliamento risultava “da gay”. Ad aggravare la situazione, la vigliacca omissione di soccorso da parte dell’autista dell’autobus che non è intervenuto a fermare l’aggressione ed ha dichiarato:”Mio nonno mi ha insegnato a farmi gli affari miei”. Personalmente non ho ancora deciso se mi schifa di più il fatto che una persona sia stata quasi uccisa perché il suo abbigliamento lo “faceva sembrare gay” o il conducente che ha assistito al pestaggio senza muovere un dito. In Italia non esiste l’aggravante di reato di omofobia. E questo è ciò che ne deriva. Per fortuna, almeno, esiste l’omissione di soccorso. Una magra consolazione per un ragazzo che è ancora in coma farmacologico. E per la società. …

Un’altra orfana. E la colpa è vostra, omofobi e bigotti.

Miriam ha otto anni. E come tutte le bambine di otto anni dovrebbe pensare a giocare, a fare i compiti, a fare i capricci e a farsi coccolare quando torna da scuola o si sente male. Miriam ha una mamma che l’ha voluta fortemente e si è presa cura di lei da quando è stata concepita. E ne aveva anche un’altra, di mamma. La sua madre biologica si è ammalata di cancro quando Miriam aveva solo 3 anni. E ha lottato, tanto, la sua mamma. Con la forza e la disperazione di chi vorrebbe vedere sua figlia crescere, metterle le candeline sulla torta, aspettarla quando rientra la sera e vederla spiccare il volo. E invece è morta. Lasciando sua figlia in un vuoto di dolore senza nome e senza nessuna tutela, perché l’altra mamma, per questo paese assurdo, non esiste. Sua madre è meno di qualsiasi altro estraneo che vaghi su questa terra. Miriam ha otto anni. E in un solo momento è rimasta orfana di entrambi i genitori. Perché solo il buon senso di un giudice, che …

Di quando faccio coming out in aula

Una precisazione doverosa: non è che io abbia l’abitudine di presentarmi in classe esordendo con un Buongiorno a tutti, sono Veronica Barsotti – e sono lesbica; preferisco puntare su altre informazioni, tipo il contenuto delle lezioni e le competenze che si possono acquisire seguendo un corso di comunicazione digitale. Al massimo faccio un commento sul meteo o sul traffico. Proprio come succede – guarda caso – nel mondo etero. Non mi è mai capitato di chiamare il caldaista e ricevere la sua stretta di mano accompagnata da un Piacere, sono Gianni e sono etero. Non credo ci sia qualcuno che gironzola per il mondo e si presenta declinando le proprie preferenze affettive e sessuali. Sappiatelo. Quando sono in aula – trovandomi ad insegnare blogging, social media e quelle robe lì digitali – è quasi inevitabile che gli allievi trovino i miei account, mi chiedano l’amicizia su facebook, mi seguano su twitter, instagram, pinterest, tumblr e la qualunque con scappellamento a destra. Fortunatamente vivo nella vita virtuale con la stessa trasparenza che ho nella vita reale. L’unica differenza è che nella vita …

Sul gender, le lobby gay, la conquista del mondo ed altre oscenità

Di questo sparuto e tetro movimento di omofobi invasati, che gira per le piazze e le sale parrocchiali, avevo letto cose aberranti sul web, ma ho voluto toccare con mano e così sono andata ad una di queste riunioni. Tutto ciò che avevo letto non solo è vero, ma è talmente tanta la violenza, l’aggressività e la menzogna del loro progetto che stentavo a credere alle mie orecchie e ai miei occhi. Questi tizi hanno creato a tavolino una teoria – chiamandola teoria del gender – manipolando, di fatto, un concetto sociologico molto più complesso ed esteso. Cercherò di sintetizzare i pensieri da loro espressi: #1 Il mondo è comandato da una lobby gay che vuole imporre ai bambini l’inversione dei ruoli maschio e femmina e distruggere la famiglia tradizionale. [non c’è dato sapere come, il tono da setta misterica ha reso impossibile approfondire l’argomento] #2 Questa lobby ha una fitta agenda gender [se è in commercio, la voglio anche io. Solo il nome è uno spasso] con obiettivi smart quali: conquistare il mondo, invertire i sessi, soverchiare …

L’importanza di metterci la faccia

Aprire e mantenere in vita questo blog è, spesso, una gran fatica. Non ho più argomenti con le amiche, che sono così aggiornate che neppure mi telefonano più. Non ho più segreti con i miei genitori, tant’è che mia madre mi chiama per dirmi se il post le è piaciuto o meno. Non ho più una vita privata, almeno in buona parte. Molte persone a me vicine mi hanno consigliato di lasciar perdere, di non sprecare energie, di vivere la mia vita senza mettere in piazza le mie vicissitudini familiari. Se vivessi in un Paese che rispetta la mia vita, la mia famiglia, la mia sessualità e la mia affettività impiegherei il mio tempo per altro. Invece ho scelto di non stare zitta e di metterci la faccia. Stiamo vivendo in un clima di pericolosa regressione culturale, in cui la parte marcia del cattolicesimo sta ingaggiando una battaglia affinché i nostri figli continuino a vivere all’epoca di Giovanna d’Arco, i diversi vengano bruciati sul rogo, le donne siano sottomesse al marito e via così. Vi metto …

A proposito di genitorialità ed omosessualità

Spesso mi arrivano mail di persone che si dicono preoccupate per la reazione dei figli in merito alla propria relazione omosessuale o spaventate per gli eventuali atti di bullismo che il bambino potrebbe subire nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza. Ovviamente io non sono una specialista se non nel preparare la carbonara – piatto in cui raggiungo vette di virtuosismo pressoché irraggiungibili – e difficilmente troverete nelle mie risposte o nei post di questo blog dei consigli validi per tutti – a meno che non stiate cercando la ricetta della carbonara, appunto. Io vi posso raccontare quello che è successo a me, cosa ho provato, come ho reagito, quali insegnamenti ho tratto da quel che mi è capitato, ma non potrò illuminarvi sul coming out perfetto o la retta vita dell’omosessualità da manuale. Perché io non lo so. Ognuno di noi cammina con le proprie scarpe ed è difficile passarle a qualcun altro dicendo – vai, son perfette per me, lo saranno anche per te [senza contare il disagio d’indossare scarpe puzzate da altri]. La mia …