Tutti i posts con tag: LGBT

Brita e una storia breve sull’ateismo

Sono sul divano con il pc sulle gambe, quando Brita si avvicina e mi domanda: Mamma, ma secondo te Dio esiste? Io avrei preferito di gran lunga che mi chiedesse come nascono i bambini, perché i discorsi sulla trascendenza mi mettono sempre un po’ a disagio. Ho cercato di crescere i miei figli trasmettendo loro il valore del rispetto per gli altri, per la natura, con una spiritualità laica e di buon senso unita ad una magicità che ci porta a credere a unicorni, fatine dei boschi, spiriti del bosco, topino dei denti e Babbo Natale. Scusate, mi sono nuovamente dilungata e invece vi avevo promesso una storia breve. Siamo rimasti al punto in cui Margherita mi lancia questa domanda a brucia pelo e io, dopo qualche secondo di esitazione, ribatto con un prenditempo eccezionale che non passa mai di moda: Tu cosa pensi?. Lei mi fissa con i suoi occhioni azzurri bordati di grigio scuro e mi fa: Mamma, secondo me Dio non esiste. Oppure esiste e se ne frega di tutto. O forse …

“Il Vaso di Pandora” – Essere disabile e omosessuale: troppe etichette

“Mi chiamo P., ho da poco compiuto ventinove anni e sono disabile dalla nascita. La mia disabilità, nella vita, non mi ha mai impedito di fare ciò che volevo. A differenza di tante altre persone che hanno la mia stessa patologia io cammino, mi muovo liberamente e riesco ad avere una vita “normale”. Ovviamente tutto ciò non è stato facile: ci sono volute alcune operazioni chirurgiche, tanti anni di riabilitazione e una grande dose di autostima, corredata da una buona accettazione di sé. Essere disabile e omosessuale è tosta: troppe etichette, troppe diversità. Io non ho problemi con la diversità, ma ho paura. Paura di deludere la mia famiglia e di restare sola. Un’ipotetica compagna dovrebbe fare i conti con la mia duplice etichetta sociale, accettare la mia patologia, che per fortuna non può peggiorare più di tanto, e vivere l’incertezza futura che dalla malattia deriva; condividere dei momenti, degli attimi dell’esistenza, con una persona che, nonostante i lati positivi, ha una cronica lentezza e una serie di piccole limitazioni. A tutto ciò aggiungi la mia …

Se una mamma al mare è pesante, figurati due

Il mare mi stressa. Non ho un ricordo che sappia di salsedine e che si possa associare, anche vagamente, all’idea di relax. Ho iniziato ad andare in spiaggia con un neonato poco dopo aver smesso di essere trascinata al mare da mia madre. Niente falò con gli amici, né domeniche sdraiata sulla sabbia con le amiche. Quando ero piccola mia mamma ci svegliava all’alba. Dopo la colazione, con le nostre borse contenenti giochi prima e libri + walkman poi, arrivavamo sulla battigia quando ancora era deserta. All’orizzonte solo noi, i pescatori di vongole e le signore anziane che passeggiavano con l’acqua alle caviglie per favorire la circolazione alle gambe. Le antesignane di uno sport che negli anni successivi sarebbe diventato di gran voga: l’acquagym. Prima di fare il bagno dovevano passare almeno tre ore. Che avessimo leccato un ghiacciolo o ci fossimo scofanati una teglia di melanzane alla parmigiana, il principio non cambiava. E prima d’immergersi completamente era necessario seguire una procedura. Per prima cosa un’ulteriore passata di crema dalla consistenza del calcestruzzo: spalmandola portava via il …

“Il Vaso di Pandora” – Chi non si è mai innamorata di quella del primo banco?

Non ho mai scritto della nostra storia. Non ho mai scritto di noi, in classe insieme, amiche e anche di più, opposte e terribilmente simili allo stesso tempo. Questa è la storia di un amore adolescenziale, banale, non corrisposto. Storia già vista: sono amiche, una si innamora, l’altra non ricambia. Chiaro e semplice. Le persone che non l’hanno vissuto, questo amore, la penserebbero così. L’ amore omosessuale è difficile, si vogliono mettere in mostra, sono contro natura, possono fare quello che vogliono, basta che poi non pretendano di ricevere lo stesso trattamento delle persone normali… Mi fa ridere il fatto che di questi discorsi, noi ragazzi, ce ne freghiamo altamente. L’amore giovane è bello per questo, perché non ha limiti, non ha controllo, credi che sia per sempre. Ne sei fermamente convinto. Io l’ho amata veramente, su questo non ho dubbi. Anche ora che il sentimento è lentamente svanito, lasciandosi dietro una scia di ricordi e di forti emozioni, di pianti, di risate, di fitte al petto che facevano piegare l’anima in due dal dolore, …

“Il Vaso di Pandora” – Amor vincit omnia

[Dopo quanto avvenuto ad Orlando avevo pensato di non far uscire la rubrica. Avevo in mente un pezzo diverso. Poi c’ho ripensato. Perché tutto parla di morte, oggi. Di una morte ingiusta inflitta da un fanatico che considera l’amore omosessuale un amore minore, da distruggere. E all’odio e all’ignoranza si risponde solo continuando ad amare, continuando a vivere per contrastare la morte, a sorridere. Nonostante tutto. Perché il nostro Amore, i nostri sorrisi, la nostra vita siano meravigliosi, anche per coloro che non ci sono più. Quindi grazie, Giorgio. Vi auguro tutto il bene che meritate.]   La mia storia: l’amore non è come una fiaba Mi chiamo Giorgio, ho 17 anni, sono di Torino, e sono innamorato. Ok, prima incongruenza agli occhi di molti: ha 17 anni, così giovane, e già si dice innamorato. Beh, sì. E mi sono anche interrogato molto sul significato di quella frase. Cosa vuol dire amore? È quello delle fiabe? È quello dove il cuore batte sempre più forte e appare ad ogni angolo il timore di perdere la persona amata? È quello dove i partner …

Quella volta che ero piccola

Quella volta che ero piccola ero come adesso. Solo più piccola, di un bel po’. E senza le rughe. In realtà le rughe ce le avevo, ma poche. E solo quando ridevo. Mi venivano dei piccoli raggi intorno alle estremità degli occhi e agli angoli della bocca. E anche quando piangevo o mi arrabbiavo, mi venivano le rughe. In quel caso mi si formavano delle onde sulla fronte e gli angoli della bocca finivano in giù. Come i tetti delle case di montagna. Quella volta che ero piccola mi fissavo a guardare la forma delle nuvole e a cercare delle somiglianze. Mi perdevo a fissarle per ore. Soprattutto quando ero in macchina con i miei genitori. Guardavo fuori dal finestrino le chiome degli alberi che si rincorrevano e le nuvole schiumose. E quando pioveva facevo una gara tra le gocce e scommettevo su quale avrebbe vinto. Ma mica lo dicevo ad alta voce. No no. Era una gara in cui vincitori e vinti se la vedevano tra di loro, ben al riparo tra i miei pensieri. …

“Il Vaso di Pandora” – L’educazione sentimentale di una lesbica cattolica.

  [Più di un articolo. Oggi ho la fortuna di ospitare una storia di vita che è il racconto delicato e profondo di un percorso di scoperta. Prendetevi il tempo di assaporarne ogni parola. Perché è poesia.] Quante volte nevica a Rimini? Non saprei dirlo con certezza e, a dire il vero, la mia risposta farebbe sorridere i romagnoli veri, quelli che d’estate mostrano l’orgoglio di un turismo d’eccellenza e d’inverno aspettano solo che l’estate arrivi. Io, sarda, con qualcosa in più dei miei vent’anni da raccontare, cosa potrei dire di questo luogo? So per certo, però, che l’8 dicembre del 2012 la neve a Rimini cadeva copiosa e che si trattava di un evento eccezionale, di quelli che fanno uscire fuori i bimbi dalle case non per andare a scuola, ma per giocare. Cosa c’è di più assurdo della neve sul mare? Cadeva e nel momento in cui i fiocchi si infrangevano sulla battigia, si squagliava. Si affossava sulla sabbia mista a polvere in un litorale deserto e trascurato da mesi, mischiandosi con essa. Quel pomeriggio di quattro anni fa …

“Il Vaso di Pandora” – La storia di M. e la scoperta dell’omosessualità

[Scoprirsi omosessuali ed accettarsi è una discreta prova di consapevolezza e coraggio. Ogni storia è a sé, ognuno con i propri tempi e il proprio “stile”. Ma l’effetto “rinascita” è una costante. Non c’è niente di più meraviglioso del concedersi la libertà di essere se stessi. Grazie, M. per la tua storia.] In un momento della mia vita in cui non vedevo luce e mi sentivo ormai anestetizzata, iniziai a parlare con Lei. Dalla prima telefonata non smettemmo più, in ogni momento libero ci chiamavamo e ogni minuto al telefono era per me ossigeno puro che mi riportava alla vita. Siamo andate avanti cosi per un po’, inventavo scuse per uscire di casa e sentirla. Io non avevo mai avuto una donna, ero intrappolata in un matrimonio ormai morto che ammazzava anche me. Decisi che dovevamo vederci al più presto. Scelta la data, trovato l’alibi per l’uscita serale, prenotata la stanza per lei, fissammo un appuntamento fuori dalla stazioncina del paese. Non c’eravamo mai viste (non c’era ancora la tecnologia di oggi), sapeva che auto avevo …

Legami col cuore. L’amore dei bambini va oltre gli accenti

Basta un accento a trasformare una relazione in una costrizione. Basta un attimo a trasformare un abbraccio in uno strangolamento e una carezza in un ceffone. Basta poco a ridurre l’amore a uno schiavo di compromessi ed abitudini. Basta un niente per rovinare un castello costruito su basi incerte e traballanti. Le relazioni tra adulti sono complesse. Ci si arrocca sulle posizioni, si scavano fossati emozionali e alla fine la comunicazione si annoda come una palla di pelo vomitata dal gatto. I bambini no. I bambini hanno fantasia per risolvere i conflitti, usano il cuore al posto del cervello. E il risultato è infinitamente migliore. Io e Nina ci siamo lasciate, ma i tre nani no. Ari, Brita e Ita continuano a vedersi e fare cose insieme. Continuano a volersi bene, si abbracciano, si mandano a quel paese e si ri-abbracciano. Esattamente come quando vivevano tutti e tre nella stessa casa. Per fortuna le due case sono vicine. Spesso Nina prende Brita a scuola e Giuseppe prende Ita. Io sono attiva solo il lunedì e …

Coming out in activewear: andare in palestra e non tenere la bocca chiusa

Ormai per me, chiamarlo coming out è inappropriato. Non approccio più le persone con il timore reverenziale dei primi tempi, con la faccia perplessa, valutando reazioni e soppesando parole come chi deve svelare un segreto. Semplicemente, se mi capita che qualcuno mi chieda della mia situazione sentimentale, parlo della mia fidanzata al femminile (non sono mai riuscita nemmeno ad usare il termine generico di “persona”. È una parola che associo al deodorante, non alla donna che amo). In palestra è andata esattamente così. Interno Palestra. Spogliatoio. Entro per cambiarmi e indossare il mio ridicolo activewear da aerobica (sì, mi sento come le tipe di questo video). Nel frattempo le ragazze che si allenano con me iniziano a parlare animatamente di quanto sia difficile mantenere una relazione, che gli uomini sono tutti stronzi ed egoisti e che schifo qui e che palle là. Io continuo nelle mie operazioni per diventare una provetta donna fitness e le ignoro, ridendo mentalmente mentre le ascolto. Il mio silenzio non passa inosservato. Effettivamente sono l’unica che non commenta. Vengo trascinata nella …