Tutti i posts con tag: lesbismo

Non è coming out, è rispetto verso se stessi

Quando mi chiedono se ho difficoltà a fare coming out, dentro di me sorrido. Non è un sorriso cinico intriso di supponenza, ma l’esternazione della forte tenerezza e dell’orgoglio che mi sale alle labbra, quando ripenso al mio percorso e alla mia situazione attuale. Il primo coming out non si scorda mai, altro che il primo amore (beh, pure quello, dai). L’ho vissuto con terrore, angoscia e paura: da quello più difficile con l’uomo che era mio marito, a quello con i miei figli, con le amiche e gli amici in un crescendo di spontaneità e serenità. Dalla paresi del primo, alla scioltezza di quelli seguenti fino ad arrivare al sorriso di oggi, non posso che darmi due belle pacche sulle spalle da sola. Quando diventiamo protagonisti della nostra storia – e decidiamo di uscire dall’aurea plumbea che l’invisibilità ci mette addosso – stiamo meglio. Non solo fisicamente, ma anche nell’approccio con gli altri. Il problema che ci angosciava tanto, semplicemente smette di essere un problema. Ricevo sempre moltissime mail di persone che mi chiedono dove …

Brita e una storia breve sull’ateismo

Sono sul divano con il pc sulle gambe, quando Brita si avvicina e mi domanda: Mamma, ma secondo te Dio esiste? Io avrei preferito di gran lunga che mi chiedesse come nascono i bambini, perché i discorsi sulla trascendenza mi mettono sempre un po’ a disagio. Ho cercato di crescere i miei figli trasmettendo loro il valore del rispetto per gli altri, per la natura, con una spiritualità laica e di buon senso unita ad una magicità che ci porta a credere a unicorni, fatine dei boschi, spiriti del bosco, topino dei denti e Babbo Natale. Scusate, mi sono nuovamente dilungata e invece vi avevo promesso una storia breve. Siamo rimasti al punto in cui Margherita mi lancia questa domanda a brucia pelo e io, dopo qualche secondo di esitazione, ribatto con un prenditempo eccezionale che non passa mai di moda: Tu cosa pensi?. Lei mi fissa con i suoi occhioni azzurri bordati di grigio scuro e mi fa: Mamma, secondo me Dio non esiste. Oppure esiste e se ne frega di tutto. O forse …

Come capire se sei lesbica – la funzione del gay radar

Moltissime donne mi stanno chiedendo di raccontare della mia epifania, per capire se anche loro sono lesbiche oppure no. Mi spiace deludervi, ma un “tutorial per la rivelazione” chiaro, netto e definitivo non c’è. Io, ad esempio, l’ho capito quando si è azionato il gay radar. Ma che cos’è? La scienza non ci ha ancora saputo offrire certezze al riguardo, per cui è necessario procedere in maniera empirica. Alla Cazzenger. Potrei tediarvi inutilmente con la stretta amicizia intessuta con la mia compagna di banco delle elementari. Ma non è estremamente rilevante e fa un po’ Piccole Donne. Potrei giurarvi di aver avuto prevalentemente amici maschi e di aver sempre privilegiato sport maschili. Ma mentirei. Amavo il Karate, ma anche la danza classica. Potrei descrivervi i miei giochi da bimba. Ma sarei poco incisiva, perché amavo sia le Barbie e le pentoline che il Meccano e i Lego. Queste non sono “prove”. Nemmeno per chi mi conosce da quando ero alta come uno sgabello. Potrei aver preso nota di tutte quelle volte in cui mi sono …

The day after il giorno della memoria – Guerra è sempre

Non sterminarono solo gli ebrei. Gli omosessuali sono stati il secondo gruppo più perseguitato dalla ferocia nazista. Gli uomini bollati con il triangolo rosa e le donne con il triangolo nero che le accomunava agli “asociali”, ai malati di mente, agli anarchici, agli alcolisti e alle prostitute. Persone accusate di minacciare i “valori” del Terzo Reich.  Minoranze scomode come animali da macello e private del più fondamentale dei diritti: il diritto all’esistenza. Minoranza della minoranza – le lesbiche – non avevano nemmeno un triangolo “esclusivo”. La sotto categoria di una sotto categoria. Un avanzo da buttare nell’indifferenziata spazzatura di una dittatura folle. Ma oggi le lesbiche esistono? C’è tanto silenzio ancora. Persone che percepiscono il lesbismo come una scelta da tenere segreta pur di non negare il ruolo atavico della donna procreatrice. Ho la percezione che l’omosessualità maschile sia più visibile, più manifesta. Pensate a quante parole – e pure parolacce – ci sono per definire un uomo omosessuale: gay, finocchio, frocio, checca. Per le donne non c’è niente. Solo lesbica. Perché? Perché, nell’immaginario collettivo …