Tutti i posts con tag: lesbica

Etichette? No grazie! Preferisco essere me stessa

Sono insofferente alle etichette. Mi creano prurito. Non le tollero nemmeno sui vestiti. Non a caso la prima cosa che faccio quando compro uno straccio da indossare è tagliarle. [Immaginatemi forbici alla mano e uno sguardo sadico.] Figuriamoci quanto posso accettarle se appiccicate alle persone o – ancor peggio – alla mia persona. Quando, diversi anni fa, decisi di aprire il blog, scelsi  come nome “Fuori Logo” e non a caso. Il nome mi rappresenta molto: un passato da etero, un presente da lesbica e un futuro tutto da scrivere. Anche il sottotitolo persegue lo stesso obiettivo, quel what else non è un omaggio al celebre caffè solubile, ma una tana del Bianconiglio che lascia ad ogni possibilità la libertà di realizzarsi. Dal mio primo coming out ad oggi capita spesso di sentirmi dire «Non sembri lesbica», che, se da una parte mi fa ridere – quanti stereotipi ancora ben radicati nella stessa comunità LGBTQ! – dall’altra mi lascia perplessa. Dall’omosessualità non si guarisce, esattamente come non si guarisce dall’eterosessualità. Il motivo è semplice e …

Lezioni di vita da una camelia

L’anno scorso ho ereditato una camelia da una zia che non c’è più. Non sono mai stata un’appassionata di piante e fiori, ho sempre guardato il mondo vegetale con rispetto e riverenza, ma non me ne sono mai interessata. Anzi, il mio cervello aveva sempre fatto una discreta fatica a comprendere chi dedicava tempo ed energia a vegetali non edibili. Insomma, il coltivare l’insalata mi pareva più sensato che annaffiare le petunie. E, a dirla tutta, mi veniva da considerarlo un passatempo da nobili signore con molto tempo da strappare alla noia e paffute vecchiette in pensione. Per me, quindi, è del tutto inspiegabile come questa pianta sia riuscita a sgretolare tutti i miei pregiudizi fin dalla prima volta che l’ho vista. Non era particolarmente bella, anzi. Negli ultimi tempi la zia era molto malata e la camelia recava su di sé tutti i segni dell’incuria. L’ho protetta dal freddo dell’inverno e un paio di mesi fa l’ho rinvasata con nuovo terriccio e annaffiata con regolarità. Mi sentivo soddisfatta di me e in pace con …

“E lei è…? Tua sorella?” Cronache di un coming out a sopresa

La scorsa settimana ero a passeggio per il centro di Lucca con Margherita e Manu. Loro due si tenevano per mano, io camminavo pochi passi più avanti per evitare di diventare parte integrante dell’asfalto cittadino. Sovrappensiero come sempre, non mi accorgo di una figura che in lontananza mi fa ciao con la manina. Mi concentro, strizzo gli occhi e metto a fuoco la bidella della scuola in cui lavoro. A volte divento come i bambini e ho difficoltà a ricollocare le persone al di fuori dell’ambiente in cui sono abituata a frequentarle. Cerco di rimediare la figuraccia spiegandole di questo mio deficit e la saluto con simpatia. Noto che il suo sguardo passa in rassegna sia Margherita che Manuela. Alla fine mi chiede chi è quella bellissima bambina con gli occhioni azzurri. Le rispondo che è mia figlia e la sua espressione è sempre più perplessa. I suoi occhi giocano una partita a ping pong e rimbalzano tra me e Manu. Non riuscendo a capire la relazione tra mia figlia e la tipa che la tiene …

“Le tre età della lesbica”: lesbiche alle prese con Sbarbine, Milf e Cougar

[Chiedo scusa al signor Klimt per la storpiatura del titolo della sua opera. Sebbene non credo si offenderebbe, visto che le sue tele sono state riprodotte su qualsiasi superficie materica. Non chiedo scusa a chi commenterà questo articolo senza aver senso dell’ironia.] Fase Sbarbina La fase sbarbina della lesbica è quella compresa tra l’adolescenza e i 25 anni. In questa fase la giovane lesbica inizia l’esplorazione di sé e del mondo. Attratta dall’ignoto, ma spaventata dalla novità e dal mondo eteromorfo che la circonda, è attratta da donne più grandi, esperienziate, con un solido vissuto alle spalle. In questo periodo, la lesbica punta donne almeno over 30, con uno spiccato interesse ed un’accesa attrazione per la Milf, creatura sublime che abbina cura materna e malizia sufficiente a guardarsi nelle vetrine e trovarsi, finalmente, piacente. La Milf è dotata di sguardo adulto e consapevole sulla realtà, nonché di una certa disinibizione dovuta ad una maggiore accettazione del proprio corpo. Riassumendo: nella fase Sbarbina, la lesbica punta la Milf. Fase Milf Nella fase Milf, la lesbica è ancora piacente e giovane …

Quando i tuoi figli preferiscono la tua compagna a te

Per me questo Lunedì è tutto fuorché un Blue Monday. Manu è rimasta a casa da lavoro perché è malata ed io sono felicissima. No, aspettate; non mi rende felice vederla avvolta nel piumone mentre ascolta una call di lavoro – alla quale non potrà intervenire perché ha la voce di uno zombie ferito – e neppure mi ha entusiasmato trascorrere la notte a monitorare le sue apnee notturne come fossi la moglie di Maiorca e neanche mi riempie di giubilo quando non lavora e le sale l’ansia e sembra un criceto incazzato. Sono felice di averla intorno, di scendere a preparare il caffè per due, invece che solo per me, mi emoziona voltarmi e trovare il suo sorriso, mi commuovo all’idea che potremo pranzare e cenare insieme, guardare un film e parlare un po’ prima della nanna. Banale, vero? Per me no. Da quando ho una relazione a distanza per cinque giorni alla settimana su sette ho imparato che non c’è niente che mi manca di più della quotidianità. Il paradosso è che nella relazione precedente …

Questa è my story di quando ho understood that sono lesbica

Nella mia vita pendolante da Milano a Lucca mi muovo utilizzando quasi esclusivamente il car sharing. Lo trovo un modo favoloso di viaggiare: risparmio, non guido e molte volte ho la possibilità di conoscere persone interessanti e affascinanti storie di vita. L’altro giorno in macchina eravamo due italiane, una spagnola e un’australiana – e inizio a capire perché la differenza etnografica sia l’incipit di molte barzellette – e abbiamo optato per l’inglese come lingua comune per comunicare. In genere io comunico molto bene, soprattutto aiutandomi con le mani. Prima di procedere nella narrazione vorrei giustificarmi mettendole avanti, le mani, perché ero stanca, la sera prima avevo brindato più e più volte con delle amiche, il cane mi aveva mangiato i compiti e, insomma, l’area linguistica del mio cervello stava cercando di ammaestrare la scimmia in hangover e non era particolarmente reattiva e il mio inglese era piuttosto imbarazzante. Dovendo condividere uno spazio angusto come una macchina, in questi viaggi si parla parecchio. Dalle prime domande rompighiaccio – di dove sei, che fai a Milano, che lavoro …

Dizionario per l’alfabetizzazione affettiva delle lesbiche

[Post brutto e cattivo, acido, inutilmente polemico e denso di pregiudizi e stereotipi. Astenersi bilios*] Se anche tu sei lesbica, Se anche tu ridi di un riso isterico quando ti dicono “Che bello stare con una donna, tra donne ci si capisce meglio”, Se anche tu hai problemi di alfabetizzazione affettiva e nelle relazioni capisci fischi per fiaschi, Sei nel post giusto. Questo piccolo, quanto inutile, dizionario fa al caso tuo. A come ANAFFETTIVA Non esiste il giusto mezzo e nelle relazioni lesbiche si rimbalza da un polo all’altro. Si può passare dalla fidanzata anaffettiva, che ti offre lo stesso calore di Olaf, alla fidanzata sanguisuga che non si stacca se non a salasso concluso. B come BIPOLARE Alzi la mano chi non ha avuto a che fare con la lesbica bipolare? Se l’hai alzata o stai barando o la lesbica bipolare sei tu. La lesbica bipolare è l’incubo di ogni relazione. Colei che il giorno prima ti ama e il giorno dopo ti disprezza, che un attimo ti cerca e l’attimo dopo ti respinge. …

Non è coming out, è rispetto verso se stessi

Quando mi chiedono se ho difficoltà a fare coming out, dentro di me sorrido. Non è un sorriso cinico intriso di supponenza, ma l’esternazione della forte tenerezza e dell’orgoglio che mi sale alle labbra, quando ripenso al mio percorso e alla mia situazione attuale. Il primo coming out non si scorda mai, altro che il primo amore (beh, pure quello, dai). L’ho vissuto con terrore, angoscia e paura: da quello più difficile con l’uomo che era mio marito, a quello con i miei figli, con le amiche e gli amici in un crescendo di spontaneità e serenità. Dalla paresi del primo, alla scioltezza di quelli seguenti fino ad arrivare al sorriso di oggi, non posso che darmi due belle pacche sulle spalle da sola. Quando diventiamo protagonisti della nostra storia – e decidiamo di uscire dall’aurea plumbea che l’invisibilità ci mette addosso – stiamo meglio. Non solo fisicamente, ma anche nell’approccio con gli altri. Il problema che ci angosciava tanto, semplicemente smette di essere un problema. Ricevo sempre moltissime mail di persone che mi chiedono dove …

La lesbica stalker – nota anche come Etero Converter

Qualche giorno fa (sì, come sempre nella mia concezione temporale, può essere l’altro ieri o 26 anni or sono) ho pranzato con la mia amica Simona. E così, tra una chiacchiera e un boccone di riso venere (che sia messo agli atti che il riso venere sarà anche buono, ma si appiccica ai denti) Simona mi ha raccontato questa storia qui, a dimostrazione che puoi essere donna, uomo, etero, omo e bisessuale – ma che se nasci bischer*, mori bischer*. Simona si occupa di comunicazione, nella fattispecie di comunicazione politica e un bel giorno (oddio, a dire il vero non lo so se il giorno fosse bello davvero, mi è venuto così; sforziamoci di pensare che lo fosse) riceve l’invito a pranzo dalla segretaria di un politico. Simona accetta. In buona fede, l’aveva fatto altre volte. Questa volta, però, commette un errore fatale, ignorando il primo segnale della Lesbica Stalker – detta anche etero converter: il cambio di ristorante. Non il solito bar caotico, ma un posticino più riservato, con meno chiasso. Si siedono, ordinano e …

L’amore a distanza e mostri notturni

Mi giro nel letto e non riesco a dormire. Allungo un braccio e sento un cuscino liscio, morbido, disabitato. Cambio fianco, ma il materasso mi respinge, non mi avvolge, mi odia pure un po’, secondo me. Sbuffo, mi avviticchio e mi contorco nel piumone che mi abbozzola. Caldo. Provo a mettere un piede fuori dal bozzolo e lo lascio fluttuare nel vuoto. Penso a quanto da piccola mi terrorizzasse questo gesto e lo tiro su, pensando che forse il pensiero del mostro che vive nel buio è reale e non una fantasia dell’infanzia. Il mostro ha solo cambiato aspetto. Gli anni sono passati anche per lui, ha modificato un po’ le apparenze, adesso fa meno paura, è solo dispettoso e mi provoca insonnia buttando ragnatele di pensieri aggrovigliati nella mia testolina e rendendo scomodo il materasso. Ci sono notti in cui mi sembra di essere sdraiata a pancia in giù sul greto di un fiume in secca. Penso che il cambiamento sia diventato una costante degli ultimi 15 anni della mia vita. Penso alla solitudine, agli …