Tutti i posts con tag: GLBTI

3 piccoli Supereroi in difesa dei diritti LGBTI

Ariele 10 anni (mio figlio) Era il 2006 e lui frequentava l’asilo. Il giorno della festa di martedì grasso era tutto compiaciuto, mascherato con il costume da Zorro, ereditato dal cuginetto. Era così esaltato che, prima di uscire, si gira e mi dice: Mamma oggi guido io, prendiamo l’Ariele  – mobile! Ho impiegato cinque minuti a disincastrare le mie chiappe dalla macchinina a pedali con la quale sperava di recarsi all’asilo e nella quale mi sono dovuta infilare, per offrire dimostrazione pratica di incomprimibilità di un sedere. Da quel momento, Ariele continua a sentirsi un super eroe in difesa dei più deboli. Ho saputo da un suo compagno di classe che interviene sempre quando qualche “bulletto” prendo in giro gli amici più timidi. La sua arma letale: Fisico da pallanuotista e discreta linguetta, con la quale più di una volta ha messo a tacere chi usava la parola “lesbica” come un insulto. Ita 9 anni (Margherita, figlia di Nina. Per chi ancora fosse confuso dalla nostra confusionaria famiglia, c’è questo post) Instancabile chiacchierona [NdR dote …

L’amore è una staffetta

Quando vai in vacanza con 3 bambini al seguito, è inevitabile che succeda qualcosa. Solo che speri sempre che non accada.E infatti… Siamo arrivati domenica nel pomeriggio. Durante la notte Margheritina ha iniziato a tossire in maniera disumana e il giorno dopo aveva 39,7 di febbre. Tutto regolare. Col solito culo, avrà beccato un virus all’asilo e le si è scatenato quassù. A quasi 3000 metri sul livello del mare. Dove muore tutto. Tranne la speranza che la bambina, dopo una giornata di febbre, guarisca. E invece succede che la tosse peggiora e la febbre pure. Allora inizi ad essere un pelino in apprensione e quindi scendi in paese per cercare una farmacia, dove trovi la tachipirina per bambini che costa come una bottiglia di Brunello di Montalcino del 94, invecchiato in botti di rovere. Per fortuna per somministrarla non serve il decanter. Niente. Ogni 4 ore la febbre risale. Così ieri sera contatto il pediatra (santo Luca) che mi consiglia di arrendermi all’antibiotico. Eh. Ma dove lo trovi un dottore per la ricetta? Alla …

La funzione catartica dei coming out [altrui]

Quando ho iniziato a scrivere questo blog, ho pensato fosse una valida alternativa alla psicanalisi. Ero stufa di sentirmi trattata da mamma di serie B, da donna di serie B, e pure da lesbica di serie B [per chi si fosse perso la distinzione tra lesbiche doc e lesbiche di secondo pelo, può leggere qui]. Insomma, aspiravo alla serie A, dalla panchina delle mie frustrazioni e, per salire la classifica, ho deciso di scrivere e rendere note le mie esperienze. E me ne sono fregata allegramente di chi mi diceva “A chi vuoi che interessi che tu squaderni la tua vita privata su un blog?”. Mano a mano che arrivavano le mail , i messaggi sulla pagina facebook e le richieste di amicizia sul mio profilo privato, ho realizzato che, forse, leggere delle mie banali e normali giornate, poteva essere di aiuto a chi, al coming out e al vivere la propria vita serenamente, guardava ancora come alla famosa luce in fondo al tunnel. Alcune storie mi hanno davvero commosso, altre fatto sorridere e altre ancora …

La mia famiglia è come la tua, ma non ha diritti

Oggi non mi va di ridere. E il mio senso dell’ironia è al minimo storico. Di fronte al clima omofobico dilagante, non riesco a scherzare. Penso agli opuscoli dell’UNAR ritirati dalle scuole, materiale informativo che doveva servire a sensibilizzare i giovani contro il bullismo omofobico. Penso alle proposte deliranti della nuova destra, mascherata da lista civica, che incita a levare i bambini a coppie omogenitoriali [vedi a Trento]. E mi viene il vomito. Un rigurgito di rabbia impotente, frustrazione e anche paura. Paura perché è facile gridare all’untore, nei momenti in cui un Paese affronta una regressione politica, sociale, culturale ed economica. Perché è cosa storicamente nota, l’abilità di convogliare il malcontento e la frustrazione popolare sulle minoranze – già prive di diritti e di tutela. Perché Sanremo e tutto il panem et circenses con cui c’ingozzano da sempre, non basta più. Un panorama politico esasperato, nei toni e nei modi, da un populismo che tutto promette, tranne di costruire uno Stato equo e democratico. La tristezza di vivere in un Paese in cui, inesorabilmente, …