Tutti i posts con tag: genitorialità

Le gioie del diventare madre da giovane

A ventidue anni, quando ho visto il test di gravidanza positivo, mi è preso un colpo. Il colpo è nato di 3300 grammi, un giorno di 14 anni fa e adesso mi stressa perché non vede l’ora di comprarsi un motorino. Adesso, con 14 anni di esperienza come madre e 36 anni dichiarati sui documenti, posso stilare una lista di benefici che, ai tempi del colpo, non avevo previsto. [La maternità è sempre un colpo. Lungi da me propinarvi la lezioncina sulla genitorialità. Volete figli? Figliate. Non volete figli? Non figliate. Avrete le vostre valide e sacrosante ragioni. Ah, è un post ironico. Se volete sfogare livore o elargire consigli di vita non richiesti andate altrove.] INFANZIA La maestra dell’asilo non ti sgrida se arrivi a prenderlo in ritardo Ti guarda benevola e non si irrita con te, come invece hai visto fare con la mamma di Luca. Non ti dice niente perché ci mette almeno un trimestre a convincersi che sei davvero tu, la mamma della creatura, e non sei la sorella grande a cui è stato affidato …

Mamma sull’orlo. Della crisi. Di nervi.

Scrivo questo post con due obiettivi precisi. Anzi tre. Il primo: dimostrare ai miei allievi che si scrive sempre con un obiettivo. Il secondo: spero che mio figlio lo legga, smetta di essere un adolescente e diventi subitaneamente (scusate, era un po’ che volevo usare questo avverbio) un adulto coscienzioso, educato, profumato e dalla conversazione piacevole. Il terzo: sfogarmi e sentirmi rispondere che un giorno non lontano andrà tutto bene. Non importa che sia la verità. Adesso ho bisogno di credere che, alla fine del tunnel di brufolazzi (cit. Elio e Le Storie Tese), musi lunghi, sbalzi d’umore che nemmeno la gravidanza, incomprensioni linguistiche, ci sia la luce. E che la luce sia possibilmente quella di una SPA con trattamenti inclusi, ma mi accontento anche della sagra della porchetta della Contea, purché sia sinonimo di fine dello strazio. Qui la situazione è complicata. Con Ariele, ormai, qualsiasi iniziativa è sbagliata. O è fuori tempo massimo. O è inopportuna. Ridi? Lui si arrabbia. Lo prendi seriamente? Non hai senso dell’ironia. Lo minacci? Sei oppressiva. Non reagisci? …

Seconda Edizione del Premio DoppiaEmme (meglio noto come Premio Mamma Merda)

E con l’apertura del nuovo anno scolastico non poteva che tornare la seconda edizione del Premio DoppiaEmme (versione edulcorata del titolo originale Premio Mamma Merda). Cos’è il Premio DoppiaEmme e a chi si rivolge Il premio nasce per gratificare tutte quelle mamme (ma possono concorrere anche i padri, i genitori 1, i genitori 2, la nonna, la zia e la vicina di casa purché siano le persone che si occupano dei bambini- il Gender ama tutti) che, durante l’anno scolastico si sono distinte per aver compiuto un’azione riprovevole dettata dalla sbadataggine, dal rincoglionimento, dalle varie ed eventuali emerse nell’ultima riunione di condominio. Cronache dalle precedente edizione Terza classificata Io. L’anno scorso ero a Milano per lavoro nel giorno del compleanno di Brita e così, per non mortificarla, ho bluffato sulla data e le ho fatto credere che il 20 non era mercoledì, ma giovedì. Ho ingannato la buona fede e la non conoscenza del calendario di mia figlia di 6 anni per non passare da mamma cattiva che è in trasferta il giorno del compleanno della …

Quando una mamma cresce

Oggi è il compleanno di Ariele. E un po’ anche il mio. Quando sono rimasta incinta avevo 21 anni. Pochi per aver imparato a fare la figlia, ancor meno per essere madre. A quest’età i pensieri sono altri: gli esami all’università, le cene con gli amici, i libri da leggere, le vacanze da pagare con i risparmi della borsa di studio e dei lavoretti estivi. O, almeno, quelli erano i miei pensieri. Ancora ho l’immagine nitida di me, seduta nel bagno, a fissare quelle due stanghette  – che invece doveva essere una. E la faccia di Giuseppe quando ha visto il test di gravidanza. Ci siamo guardati come i dispersi in un sotterraneo durante un terremoto. I primi a cui l’abbiamo detto sono stati i nostri amici, poi mia sorella e infine i nostri genitori. Le reazioni loro sono state come le nostre. Nonostante i consigli dei perplessi abbiamo deciso che quel bambino sarebbe nato e che noi ci saremmo sposati. E così è stato. Tornassi indietro rifarei la stessa cosa. Il 14 maggio del …

Bambini che giocano sullo scivolo – mamme che giocano con lo smartphone

Ammetto che, come mamma, io sto alla perfezione come Cicciolina stava alla castità. Però alcuni comportamenti genitoriali mi lasciano perplessa. Ieri ho portato Britina al Parco. Un posto tranquillo, immerso nel verde e pieno di bimbetti urlo – saltellanti che correvano invasati da un gioco all’altro. Mi siedo su un panchina e mi guardo meglio intorno. Molti genitori e pochi nonni. Osservo meglio e noto che sono l’unica mamma che non ha la faccia incollata al telefono. Eh sì, che io sono una di quelle con l’iper connessione cronica. Sinceramente mi è venuta un po’ di tristezza a vedere tutti questi genitori alienati, intenti a dedicarsi alla loro vita sui social e non alle prodezze infantili dei loro figli. Qualche povero bambino cercava di ottenere l’attenzione, ma si arrendeva subito al terzo “Mmmm, bravo amore”, detto senza nemmeno guardalo in viso. Il Nobel per la genitorialità, però, va alla mia compagna di panchina. Quando sono arrivata lei era già lì, intenta ad interagire con il suo telefono. Dopo circa una ventina di minuti, alza gli occhi con fare …