Tutti i posts con tag: gender

La mia famiglia bizzarra e la Sindrome di Cenerantola

Quando Giuseppe, Manu ed io abbiamo deciso di coabitare eravamo un po’ preoccupati. A nessuno di noi piaceva l’idea di dover condividere l’intimità di una casa in comune, sebbene ognuno coi propri spazi e con momenti di fruizione diversa. Con il passare dei mesi questa scelta obbligata si è rivelata vincente non solo dal punto di vista dei bambini – non si spostano da una casa all’altra e godono di 3 adulti che li amano e si prendono cura di loro – ma anche della logistica di noi adulti. Giuseppe e io ci avvicendiamo durante la settimana e Manu ci raggiunge nel weekend. A volte stiamo tutti insieme, altre no. Cerchiamo di gestire gli impegni e i desideri di tutti, ci accordiamo sulla gestione delle menate di casa e delle necessità dei bambini. Abbiamo un calendario condiviso su Google Calendar che fa paura. Siamo i maghi della pianificazione e gli strateghi del Project Management familiare. Tutto molto bellino. Poi succede che la scorsa settimana Giuseppe va in vacanza e Manu rientra a lavoro dopo la …

Coffee & Coffin: di mummie, vacanze e bambini che crescono senza permesso (e mi cazziano pure)

Quattro giorni bellissimi in compagnia dei miei bambini. Una vacanza piccina, fin troppo breve, condita di risate, sorrisi e abbracci. Ne avevo bisogno. Avevo bisogno di trovare loro e me in una dimensione diversa, che non fosse quella della routine giornaliera fatta dei miei tanti – forse troppi – sbrigati, muoviti, è tardi, fai veloce. Spesso mi lascio trascinare nel vortice degli impegni, miei e loro, e quando mi fermo non mi capacito di dove sia scappato, quel tempo lì e di dove cavolo si siano cacciati quei due mostriciattoli pannolinati e con i sorrisi sdentati. Brita mi ha stupito e mi stupisce ogni giorno, proprio perché si trova in quella fase di crescita che diventa un acceleratore di bambini. Giri gli occhi un attimo e ZAAN, ti trovi davanti due persone che non conosci più. Nella nostra vacanza abbiamo gironzolato parecchio: Museo della Scienza a Milano (fighissimo e molto interattivo, a loro è piaciuto un sacco. Poi vabbé, Brita ha creato pure l’astronauta gender, tanto per farci riconoscere e ribadire il nostro family branding) Non ci …

La Sindrome da Tatami: fare dell’accanimento una virtù (anche contro la teoria del gender)

Forse questa cosa delle Sindromi mi sta decisamente sfuggendo di mano. Ma tant’è. Quella di oggi (e poi smetto, promesso) è nota come Sindrome da Tatami. Avete presente quell’attitudine stoica per la quale si è portati ad accanirsi contro la sorte avversa, sfidandola? Ecco, è quella roba lì. Per chi non si è mai dedicato alle arti marziali, è doveroso spiegare che il tatami è la tipica pavimentazione giapponese che si trova nel dojo, il luogo in cui si praticano, appunto, queste nobili discipline. Quella roba che voi, miseri umani, chiamate palestra. Chi è stato forgiato da queste pratiche ha acquisito una piena consapevolezza del proprio corpo e del proprio spirito, nutrendo la propria anima di giustizia, compassione, rispetto per l’avversario e coraggio. Io completavo il tutto con grosse fette di pizza, preferendola al tè. Del resto, nessuno è perfetto. Di questi insegnamenti, però, mi è rimasta la grinta, la forza di non mollare mai e di rialzarmi sempre, con le ossa rotte ma lo sguardo fiero di chi non si arrende. Insieme ad un’insana propensione al masochismo …

Due fratelli alle prese col Gender

C’è in giro gente assurda. Così assurda e fuori dal tempo che si aggira per le piazze a distribuire manifesti in cui c’è scritto che le donne devono stare in casa e cucinare, accudire la famiglia e gli uomini devono solo lavorare e sottomettere le mogli. Sempre questa gente assurda porta avanti campagne di odio, sbandierando una fantomatica teoria gender secondo la quale il femminismo e la presunta “omossessualizzazione” della società rovineranno la “famiglia tradizionale”, impoverendo gli italiani già sul lastrico per colpa degli immigrati che muoiono nei campi di pomodori, e altre assurdità. In realtà sono proprio loro che inneggiano un ritorno al medioevo, l’inizio della fine, auspicando e promuovendo un triste periodo di rigida separazione tra maschi e femmine, imprigionandoli in stereotipi di genere. I miei figli sono perfettamente consapevoli che non esistono “cose da femmina e cose da maschio”, che i giochi sono fatti per giocare, indipendentemente dal colore. Per questo ieri sera sono quasi caduta dalla sedia. Questa la scena. Ariele e Brita in vacanza in montagna dai miei. Mia madre mi …

Sul gender, le lobby gay, la conquista del mondo ed altre oscenità

Di questo sparuto e tetro movimento di omofobi invasati, che gira per le piazze e le sale parrocchiali, avevo letto cose aberranti sul web, ma ho voluto toccare con mano e così sono andata ad una di queste riunioni. Tutto ciò che avevo letto non solo è vero, ma è talmente tanta la violenza, l’aggressività e la menzogna del loro progetto che stentavo a credere alle mie orecchie e ai miei occhi. Questi tizi hanno creato a tavolino una teoria – chiamandola teoria del gender – manipolando, di fatto, un concetto sociologico molto più complesso ed esteso. Cercherò di sintetizzare i pensieri da loro espressi: #1 Il mondo è comandato da una lobby gay che vuole imporre ai bambini l’inversione dei ruoli maschio e femmina e distruggere la famiglia tradizionale. [non c’è dato sapere come, il tono da setta misterica ha reso impossibile approfondire l’argomento] #2 Questa lobby ha una fitta agenda gender [se è in commercio, la voglio anche io. Solo il nome è uno spasso] con obiettivi smart quali: conquistare il mondo, invertire i sessi, soverchiare …

L’importanza di metterci la faccia

Aprire e mantenere in vita questo blog è, spesso, una gran fatica. Non ho più argomenti con le amiche, che sono così aggiornate che neppure mi telefonano più. Non ho più segreti con i miei genitori, tant’è che mia madre mi chiama per dirmi se il post le è piaciuto o meno. Non ho più una vita privata, almeno in buona parte. Molte persone a me vicine mi hanno consigliato di lasciar perdere, di non sprecare energie, di vivere la mia vita senza mettere in piazza le mie vicissitudini familiari. Se vivessi in un Paese che rispetta la mia vita, la mia famiglia, la mia sessualità e la mia affettività impiegherei il mio tempo per altro. Invece ho scelto di non stare zitta e di metterci la faccia. Stiamo vivendo in un clima di pericolosa regressione culturale, in cui la parte marcia del cattolicesimo sta ingaggiando una battaglia affinché i nostri figli continuino a vivere all’epoca di Giovanna d’Arco, i diversi vengano bruciati sul rogo, le donne siano sottomesse al marito e via così. Vi metto …