Tutti i posts con tag: figlio adolescente

A te. E un po’ anche me, perché dall’adolescenza s’impara

A te, quando ci siamo guardati la prima volta e ci siamo studiati con lo sguardo perplesso e ci siamo domandati se saremmo stati capaci di essere mamma e figlio; quando hai imparato a camminare, ma non mi perdevi di vista e mi tenevi la mano per paura di cadere; quando ti sei infilato il grembiule per il primo giorno di scuola e mi hai abbracciato forte con gli occhi gonfi di lacrime, ma ti sei fatto coraggio e sei entrato in classe; A te, quando hai il cuore in subbuglio e la testa confusa, perché tutto ciò credevi di sapere adesso non lo riconosci. E non riconosci l’odore della tua pelle, né il timbro della tua voce. E non riconosci l’odore della mia pelle, né il timbro della mia voce; quando le voci dentro di te graffiano gli occhi, fanno stringere i pugni e si attenuano solo con il volume della musica sparato dentro le cuffie; quando i confini si fanno sfumati e la mia presenza ti sembra un’ombra minacciosa che ostacola i tuoi …

Andare dal parrucchiere con il figlio adolescente e realizzare che sono una lesbica brutta e cattiva

Nel mio rimbalzare tra Lucca e Milano cerco di creare dei nuovi punti di riferimento in territorio milanese, ma anche di mantenere quelli fissi a Mordor. Ancora ho una pessima gestione dell’agenda e nei weekend la mia attenzione e le mie energie sono canalizzate principalmente sui bambini (motivo per cui non riesco più a vedere gli amici, ma rimedierò). Quando scendo a Lucca ne approfitto per non perdere del tutto il senso di appartenenza e continuare a sentirmi legata a quel tessuto sociale. Andare dalla parrucchiera rientra in questa filosofia. Ho dei capelli che fanno ciò che credono da quando sono nata: un po’ ricci, un po’ boccolosi, pieni di giravolte e tendenti al rasta, indisciplinati per vocazione. Sì, ho i capelli che mi merito. Dopo aver cambiato nmila parrucchieri, solo nell’ultimo anno sono riuscita a trovarne una che mi capisse, che non mi facesse uscire dal negozio rapata dopo aver chiesto una spuntatina o che non mi acconciasse come zia Assunta nei giorni di festa. Ecco, a lei non riesco proprio a rinunciare. Alla parrucchiera, dico. Non …

Essere madre lesbica di un adolescente

Adolescenza: la più delicata delle transizioni. (Victor Hugo) A una domanda precisa la risposta è per lo più vaga e densa di approssimazione. Soprattutto se riguarda la sfera delle emozioni. Al “Cosa c’è?” chiesto quando lui dimostra malessere la risposta è sempre la stessa: “Niente”. Ovviamente è un niente denso come le nubi prima della tempesta, basta provare ad indagare quelle quattro, cinque, sei ore per capire che effettivamente qualcosa non va. Per arrivare al nocciolo del problema, tra perifrasi, metafore, silenzi e musi lunghi, servono sedute che vanno dalle sette alle otto ore. Si passa dal wow a è tutta’ nammerda in uno (s)battito di porte. In genere l’incazzatura si smonta solo facendolo ridere e chiamando un falegname a sistemare i telai. Qualsiasi programma viene rivisto e ribaltato N volte. Esempio di dialogo: Andiamo al cinema, ti va? Uhm. Ok. A vedere cosa? Non so, cosa vorresti vedere? E che ne so, proponi tu, no? Me lo hai chiesto tu Ok (segue sospiro e elenco di almeno 3 titoli che possano essere di suo gradimento) …

Il cerchio delle vita? Macché. Il circo, semmai.

Mi guardi serio e mi fissi negli occhi. Li conosco bene, quegli occhi. Stai un attimo in silenzio e scandisci bene ogni sillaba. – Mamma. Io – sono – grande. Grande?! Le montagne sono grandi. Il mare, lo spazio, l’universo, l’amore, l’odio sono grandi. Ma non tu. Non ad 11 anni. Anche se sei più basso di me solo di un palmo. E non è passato così tanto tempo da quando,  quel palmo, riusciva a contenere quasi tutto il tuo corpicino neonato. Eppure sei cresciuto. E io dov’ero mentre tu crescevi? Dov’ero quando acquisivi la tua personalità, le tue idee? Quando costruivi amicizie e progetti? Quando sei passato dall’andare sul triciclo al camminare a passo così sicuro nella tua vita? Dov’è che mi sono persa un pezzo di te? Ora ti guardo e vedo il tuo desiderio di distacco, di circoscrivere un confine tra te e me. Ora ti senti grande. A settembre andrai alle medie. E questo ti autorizza a sentirti cresciuto ed indipendente. Mi sembra troppo. Troppo presto.  Eppure so che  è giusto. Che non …