Tutti i posts con tag: famiglia queer

Ciao, sono lesbica e voglio farmi curare

No, non sono impazzita. Voglio proprio farmi curare. Sono un po’ di giorni che ci penso e ci ripenso. E mi dico – ora ci scrivo due righe – poi ci ripenso di nuovo. Poi, stanotte, ho avuto un incubo bruttissimo e mi sono decisa. Ho sognato che veniva Maroni a suonarmi alla porta, mi metteva un camice bianco e mi faceva salire su un treno. Il vagone era pieno di religiosi e ognuno di loro aveva un mitra. Insieme a me altri uomini e donne con la camicia bianca legata dietro. Una volta arrivata a destinazione – in una stazione grigia e fredda, sormontata da un cartello La religione rende liberi, venivo ammucchiata in uno stanzone in mezzo ad altre lesbiche, dopo lo smistamento a seconda della tendenza: i gay da una parte, i bisessuali da un’altra, i trans e le trans in altri stanzoni e così via. Persino gli intesex avevano un capannone tutto per loro. Mi sono svegliata tutta sudata e con la tachicardia. E allora ho pensato – ma vuoi vedere che ha ragione …

Il ragnetto pauroso – la paura della diversità si può superare

Viviamo in campagna da sempre, i miei figli la sera sono talmente infangati che avrei bisogno di un’idropulitrice per lavarli. Gli insetti e gli animali sono una presenza più o meno discreta, ma comunque costante. Con Ariele non ho mai avuto particolari problemi con gli insetti, anzi. Quando ha sentito che proprio gli insetti sarebbero diventati la proteina del futuro mi ha portato in cucina un bel barattolo zeppo di lombriconi per farne un ragù. [No, niente tagliatelle al verme. Li ho liberati tutti come da manuale del FNLL – Fronte Nazionale Liberazione Lombrichi]. Ita e Brita sono un po’ più delicate [si scrive delicate – si legge rompiballe] e parimenti all’amore che nutrono per BarbieFigaLessaSmaltiImprobabili e Il GattaccioSenzaBoccaKitty sono terrorizzate dai ragni. Ieri sera Brita mi ha chiamata in lacrime in camera sua. Tanto terrore era dovuto al fatto che un ragnetto nero e grassoccio la guardava minaccioso, arrampicato eroicamente sul paralume. Non mi sono scomposta e le ho raccontato questo: Brita, non piangere più. Non vedi com’è spaventato questo ragno? Sicuramente lui ha molta più …

Il mio migliore amico? Il mio ex marito

Lo so. Detta così a molti potrà sembrare un’assurdità. E a ben pensarci io stessa avrei faticato a credere che si potesse mantenere un bel rapporto dopo una separazione e uno stravolgimento simile dell’esistenza. Come ho già scritto, il coming out con l’allora mio marito è stato una delle prove più dure che ho dovuto affrontare una volta realizzata la mia omosessualità. Non c’è un modo carino e poco crudele di dire al proprio compagno: Non voglio più essere tua moglie, mi piacciono le donne.  Non è stato semplice. Mi sentivo in colpa. Pensavo di avergli rovinato l’esistenza, di aver sgretolato le sue certezze e sabotato i suoi sogni. E in parte è stato così. Il mio cambiamento si è riversato su tutti: su di lui, sui miei genitori, sui miei figli. Bisogna essere preparati,  corrazzati e consapevoli che il coming out non sarà una passeggiata sul bagnasciuga. Ma vivere in uno stagno immobile non fa per me. Vedere nelle persone che amiamo il dolore che procuriamo loro è una lama arroventata che passa da parte …

Cronache di una domenica blues

Una domenica straordinariamente normale, quella appena trascorsa. Una domenica di coccole, relax e festeggiamenti in famiglia. Una domenica di candeline con nonni, zii, cugini  – e il vociare di tante persone come sottofondo – in un ristorante sperduto nella campagna toscana. Una domenica di cibo buono e genuino, di chiacchiere in famiglia e biliardino come aperitivo.  Una domenica di famiglia un po’ acciocchita dal troppo cibo buono e genuino – di cui sopra – che ha trascorso il resto della giornata tra divano e compiti da ripassare. Per me la domenica è un giorno decisamente molto blues. Mi piace lasciar trascorrere il tempo in maniera lenta e sorseggiarlo un po’ alla volta, soffiandoci sopra come fosse un tè pregiato e bollente. Amo i ritmi soft, le pause infinite rotte solo dalla voglia di lasciarsi coinvolgere nei giochi e nelle attività dei bambini. Mi piacciono gli abbracci lunghi e piedi sparsi sul divano. Amo l’amore soffuso che si espande nelle piccole gioie della quotidianità. Mi fermo e penso che se il mondo ha voglia di correre, …

Quando cucina Lei

Che in questa famiglia cucini chi ha voglia e tempo ormai ve l’ho già raccontato. Quello che invece vorrei descrivere è la cena di ieri sera preparata dalla mia Signora. Già tempo addietro avevo scritto un post sulla sua caparbietà ed ostinazione nel voler svolgere lavori di bricolage al limite della sopravvivenza umana. Tipo quella volta che si è messa ad aggiustare il pedale della frizione con un vecchio fil di ferro ed un elastico per capelli, guadagnandosi l’imperitura stima del mio meccanico. Perché lei è la lesbica che non deve chiedere mai. Potevo forse aspettarmi una cena normale?! Comunque. L’idea era di cucinare un polpo. Come lo fate, voi, il polpo? Lesso, in insalata, al pomodoro, con il risotto, con le patate e alla via così. Sul web c’è n’è per tutti i gusti. Naturalmente lei si è scelta una ricettina facile, facile che richiedeva 27 ore + il tempo di un caffè bevuto in piedi. La sera precedente l’ho beccata in cucina con un polpo in una mano e una bottiglia di plastica nell’altra. No, …