Tutti i posts con tag: famiglia omogenitoriale

Luglio, col bene che ti voglio, suca

L’estate ha sfondato le porte. A me, personalmente, pure un po’ le ovaie, per via del mio carattere altezzosamente crepuscolare e della mia intolleranza al caldo e alla sovraesposizione ai raggi del sole. Ma tant’è. La situa: L’Adolescente ha terminato gli esami di scuola media. Ancora non ho capito se è mediamente felice o fottutamente isterico o ha saltato l’ostacolo e si gode il limbo che precede l’inizio delle superiori. Io e lui ci contendiamo sbalzi di umore e di pressione, ritrovandoci poi a ridere accasciati sul divano del salotto abbattuti dal caldo. Non prima di esserci mandati a quel paese che fa rima con culo. Brituzzi patisce la noia, come uno spettro dispettoso si aggira tra le stanze della nostra casa-torre invocando il mio nome come se io fossi in grado di trasformarmi in un gruppo di giocolieri, in un ciccio-unicorno fucsia, in un’esploratrice del Regno di Sottoletto pronta ad intrattenerla. Invece mi limito a strappare piccoli brandelli di tempo e spazio al mio lavoro e a pregare le altre mamme che inviino le …

Fortuna una cippa

Vi capita mai di fissarvi su qualcosa e, inevitabilmente, centrare l’attenzione solo su quello? A me spesso. Quando ero incinta vedevo in giro solo donne panza munite, da quando ho una macchina blu cobalto vedo in giro solo auto di quel colore. Ultimamente ho fatto caso al numero di volte in cui mi si dice che sono molto fortunata: ho un ex marito adorabile, una fidanzata ineccepibile, due figli brillanti e simpatici, una professione densa di soddisfazioni e di trasferte emozionanti che mi lascia, però, tempo per passeggiare sul fiume con i miei figli e leggere con loro libri istruttivi. Allora ho provato a guardare la mia vita dall’esterno, per capire quanto fosse grande quel divario tra la mia vita e la percezione che si ha di essa dall’esterno. La conclusione è che – tranne che per i lettori e le lettrici attente, che si sciroppano ogni post che scrivo sul blog da tre anni e mezzo – io sembro davvero baciata dalla buona sorte. Tutte cagate. La buona sorte la ringrazio per la salute. …

“E lei è…? Tua sorella?” Cronache di un coming out a sopresa

La scorsa settimana ero a passeggio per il centro di Lucca con Margherita e Manu. Loro due si tenevano per mano, io camminavo pochi passi più avanti per evitare di diventare parte integrante dell’asfalto cittadino. Sovrappensiero come sempre, non mi accorgo di una figura che in lontananza mi fa ciao con la manina. Mi concentro, strizzo gli occhi e metto a fuoco la bidella della scuola in cui lavoro. A volte divento come i bambini e ho difficoltà a ricollocare le persone al di fuori dell’ambiente in cui sono abituata a frequentarle. Cerco di rimediare la figuraccia spiegandole di questo mio deficit e la saluto con simpatia. Noto che il suo sguardo passa in rassegna sia Margherita che Manuela. Alla fine mi chiede chi è quella bellissima bambina con gli occhioni azzurri. Le rispondo che è mia figlia e la sua espressione è sempre più perplessa. I suoi occhi giocano una partita a ping pong e rimbalzano tra me e Manu. Non riuscendo a capire la relazione tra mia figlia e la tipa che la tiene …

Pedagogia creativa – educarsi ed educare ridendo

Siamo una famiglia di buffoni, pagliacci, improvvisatori. Sicuramente l’azione che compiamo più spesso è ridere, anche se pure con gli abbracci andiamo forte. È il nostro modo di bilanciare le facce grigie che incontriamo ogni giorno. Non siamo una famiglia perfetta, ma siamo una famiglia felice. E questa felicità non è frutto della fortuna, ma dell’impegno, della costanza, dell’amore, della competenza e del mazzo che ci facciamo da 14 anni. Dapprima Giuseppe ed io. Poco dopo si è aggiunto Ariele, poi Margherita. Anni fa, Giuseppe e io ci siamo separati e i miei figli hanno sempre conosciuto le donne con cui sono stata, passando per la convivenza con Nina e sua figlia Ita e una nuova separazione. Oggi (e speriamo a lungo) c’è Manu, che non è solo la mia fidanzata, ma è diventata un punto di riferimento affettivo molto forte anche per i miei figli. Nonostante la fatica, i momenti di crisis, gli abbandoni, i traslochi, i cambiamenti repentini, abbiamo mantenuto un tono leggero, senza per questo nascondere dolore e lacrime. Anzi, grazie alla consapevolezza emotiva e molta empatia, siamo riusciti …

“Vorrei avere due padri gay”, disse mio figlio

Rientro a casa accaldata, puzzolente e affamata dopo la palestra. Sono le 14,45 e l’Adolescente è seduto in cucina a pranzare. Saluto, dico qualche bischerata come mio solito e nel mentre lancio la borsa sulla cassapanca. Dall’alto una voce di uomo. Non è dio – non abita qui – bensì Giuseppe (per i nuovi: Giuseppe è il mio ex marito, il padre dei miei figli, il mio nuovo coinquilino e nuovo amico della mia fidanzata) che mi tuona: -Tuo figlio deve dirti una cosa Inghiotto e con la calma Kungfuica che mi deriva dall’aver visto tutti i Kungfu Panda, compresa la serie TV, mi approccio all’Adolescente cercando di non fissarlo troppo negli occhi, affinché non si senta aggredito. Cerco di capire cosa deve dirmi. Probabilmente lui, pur avendo nelle nari l’odore del pesto (sì, pure ieri – che non ho fatto in tempo a cucinare altro) fiuta l’odore della tensione che mi sale quando mi attanaglia l’ansia. -Che succede? Che devi dirmi? -No, niente -Papà ha detto che devi parlarmi -No, io no. Se vuole te lo …

La mamma perfetta, la lesbica perfetta ed altre cazzabubbole mentali

Ieri sera, mentre accompagnavo Brita a dormire, le ho lanciato una domanda a bruciapelo (che sia messo agli atti che avevo scritto Stavo mettendo a letto, poi ho ragionato sul fatto che tra poco è alta come me e non è più il caso di utilizzare certe espressioni, quindi ho modificato). Una domanda che mi è sgusciata dalla bocca ancor prima che potessi riflettere sull’opportunità di porla. Stava lì, a metà della scaletta del suo letto a castello di piccola principessa, e io le ho chiesto se mi avrebbe scelto come mamma. Così. A freddo. Quelle domande che le formuli e poi ti penti appena il fiato è uscito di bocca. Tipo andare dalla fidanzata e chiedere “Mi hai tradita?” “Hai un’altra?” O ancor peggio: “Ti vedo nervosa, hai il ciclo?”. Quel genere di domande che, insomma, le butti lì e lo stomaco ti si contorce all’idea che probabilmente la risposta ti farà male, malissimo. Lei invece non ci pensa neppure un attimo, si gira, allarga gli occhi e la bocca in un sorriso. “Oh, mamma. Che tenera …

Legami col cuore. L’amore dei bambini va oltre gli accenti

Basta un accento a trasformare una relazione in una costrizione. Basta un attimo a trasformare un abbraccio in uno strangolamento e una carezza in un ceffone. Basta poco a ridurre l’amore a uno schiavo di compromessi ed abitudini. Basta un niente per rovinare un castello costruito su basi incerte e traballanti. Le relazioni tra adulti sono complesse. Ci si arrocca sulle posizioni, si scavano fossati emozionali e alla fine la comunicazione si annoda come una palla di pelo vomitata dal gatto. I bambini no. I bambini hanno fantasia per risolvere i conflitti, usano il cuore al posto del cervello. E il risultato è infinitamente migliore. Io e Nina ci siamo lasciate, ma i tre nani no. Ari, Brita e Ita continuano a vedersi e fare cose insieme. Continuano a volersi bene, si abbracciano, si mandano a quel paese e si ri-abbracciano. Esattamente come quando vivevano tutti e tre nella stessa casa. Per fortuna le due case sono vicine. Spesso Nina prende Brita a scuola e Giuseppe prende Ita. Io sono attiva solo il lunedì e …

Famiglie omogenitoriali tra orgoglio e pregiudizi

La cosa che m’imbarazza di più come essere umano [oltre al pensiero di quella volta in cui sono uscita nuda in salotto non sapendo che ci fossero gli amici dei miei] è la tendenza diffusa – che i social hanno amplificato – di sentirsi in dovere non solo di esprimere un’opinione su questioni ignote, ma di sentirsi detentori unici di una Verità Assoluta. E così, sono stati tutti esperti di moto mondiale nella diatriba Marquez – Rossi, tutti sceneggiatori e cineasti in quella Muccino – Pasolini, tutti social media strategist con il caso Gianni Morandi e tutti sociologi esperti di terrorismo internazionale dopo la strage di Parigi. Tutti pronti a urlare la propria posizione e a difendere il castello di sabbia delle convinzioni campate per aria. Lo stesso fenomeno è facilmente riscontrabile un po’ su qualsiasi argomento. A questo teatrino non sfugge neppure l’opinione che molti si sentono in dovere di esprimere sull’omogenitorialità. Siamo in Italia e le famiglie omogenitoriali sono discriminate e prive di tutela, i bambini oggetti di una battaglia tra il papato …

Margherita ha la sua mamma e tutti fan la nanna. Forse.

Creare confusione nel prossimo gestendo due figlie che si chiamano Margherita. Lo stiamo facendo bene. Preambolo Brita quest’anno ha idee piuttosto confuse sullo sport che vuole praticare. Le piace la danza, ma non si trovava bene alla vecchia scuola. Allora ne abbiamo provata un’altra dalla quale siamo scappate. La Maestra che la gestisce, una mummia dagli occhi a biglia che probabilmente ha addestrato pure Carla Fracci, ci ha illustrato i suoi metodi educativi: i principi pedagogici a cui s’ispirava erano una sintesi ibrida e perfetta di  Mein kampf e de Il Libretto Rosso. Quando ho letto il regolamento interno mi è venuta voglia di abbracciare mia figlia e portarla via buttandomela in spalla a mo’ di sacco, arraffando con la mano libera tutte le bambine che erano nello spogliatoio, per poi portarle a casa e organizzare un torneo di lotta nel fango e una merenda ricca di carboidrati complessi e cose unte. Brita non si è arresa al richiamo del divano e ha deciso di provare pallavolo. A me pareva motivata quanto potrei esserlo io a tenere …

Una famiglia semplicemente…famiglia

Anche se per questo Paese siamo considerate una non realtà da infilare sotto i tappeti insieme alla polvere e ai peli del gatto, noi esistiamo. E come noi, tante altre famiglie formate da due mamme, due papà, una sola mamma o un solo papà. Famiglie come tante, che fanno la spesa il sabato mattina, la fila alla posta, portano i bambini al parco, dal pediatra e a scuola. Famiglie che tagliano il prato la domenica mattina e preparano i biscotti fatti in casa. Famiglie che lottano per essere famiglia e non Genitore Biologico e Nessuno. Famiglie che devono spiegare sempre e perché sono famiglie a chi non le considera tali. In un Paese come quest’Italia, in cui ci sono persone che si sentono in diritto di manifestare contro il nostro diritto ad esistere ed amare è uscito questo video. http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VDSxvuSwh96ErbGa Grazie. Non solo a Saverio Tommasi, ma a tutti voi che leggete la storia di questa famiglia che, secondo alcuni, non esiste.