Tutti i posts con tag: famiglia espansa

Keep calm &…una famiglia ricostruita, arcobaleno e numerosa

Bella la famiglia numerosa! Le voci argentine dei bambini che risuonano nelle stanze della casa, i loro giochi ovunque che mettono allegria e rendono la casa vissuta. Vero. MA Le corse frenetiche per rispettare la logistica? Le montagne e montagne di roba da lavare, stendere, raccogliere e piegare?  I 3 pranzi a 3 orari diversi quasi tutti giorni? La spesa che finisce velocemente nonostante i sistemi di stoccaggio più sofisticati? I programmi che saltano perché i bambini si ammalano a turno? Fin qui, niente di nuovo. In tutte le famiglie è così. Credo. Forse. Chissà. Fatto sta che sono allo stremo delle forze. A questo si aggiunga che i tre bambini non sono fratelli tra di loro, hanno abitudini diverse e spesso la convivenza richiede doti di intermediazioni che, con la stanchezza, diventano quasi impossibili. Convivere è un lavoro e a volte mi viene da pensare che l’amore è eterno finché ognuno vive a casa propria. Va bene, forse così è esagerato. Allora facciamo che ritrovarsi a convivere da grandi con figli provenienti da relazioni precedenti è decisamente provante. …

Abbiamo mandato in tilt anche la pediatra. Vogliateci bene lo stesso

Era inevitabile ed è ormai un dato di fatto. Ovunque si vada, creiamo scompiglio nella burocrazia di questo Paese. Ieri è toccato alla nuova pediatra. La prima volta era andato tutto liscio: Brita si era ammalata e Giuseppe l’aveva accompagnata alla visita. La dottoressa l’aveva registrata, avevo chiesto una breve anamnesi familiare e tutto era scivolato via. Un papà e sua figlia. Niente di sconvolgente. Poi è successo che mentre io ero fuori per lavoro, Nina aveva fissato, sempre dalla solita pediatra, il controllo annuale per tutti e tre. E già la cosa ha iniziato a creare delle difficoltà. La scena è stata più o meno questa: – Buongiorno, devo fissare il controllo annuale per i miei 3 bambini: Ariele Pinco, Margherita Pinco e Margherita Palla – Scusi, ma non è Pinco il cognome? Sì, ma sono due: Pinco e Palla. – Ma tutte e due Margherita? – Sì! – Ah… [—] Ma il caos vero, quello verace, l’abbiamo creato ieri. Presentandoci, per una serie di equivoci – vai tu, no vado io, allora vediamoci là, sì …

Escatologia della fine dell’anno vecchio e fisiognomica dell’anno appena iniziato

[Per chi si sta chiedendo cosa cavolo c’è scritto nel titolo – si può riassumere con le parole di mia nonna, che per Capodanno se ne usciva sempre con la massima “Buona Fine e Buon Inizio”] Non sono mai stata brava con i bilanci. Non riesco ad essere parziale ed oggettiva nemmeno con i miei desideri. E poi mi spaventano: odio darmi degli obiettivi che non sono sicura di riuscire a raggiungere, ma odio sognare col freno a mano tirato. E quindi evito i convenevoli di chiusura e pure gli auguri di buon inizio. Anche con me stessa. Quello appena concluso non è stato un anno né brutto né bello, con i suoi giorni né brutti né belli. Non mi piace schierarmi a favore degli anni. Ho sempre amato il trascorrere del tempo, spero che ogni istante che passa mi depositi addosso un po’ di polvere di saggezza in più. Guardo i bambini che crescono implacabili, saluto con simpatia le rughe nuove quando le scovo sul mio viso o su quello di Nina (se stasera mi mette …

Brita, i bulletti ed altre cose da asilo

Sono reduce (il termine adatto per tutti quei genitori che passano 3 ore in piedi, accalcati in fila per i colloqui) dal confronto pre natalizio con le insegnanti della scuola di Brita. Anche per lei il cambiamento si è fatto sentire: l’ultimo anno di asilo con scuola e compagni nuovi. Sono sincera, essendo lei una bambina molto socievole, non ero particolarmente preoccupata per il suo inserimento. E infatti non sbagliavo. La maestra si è sdilinquita in molti complimenti, tranquillizzando le nostre più ataviche perplessità: si troverà bene? le creerà problemi la nostra famiglia “diversa”? Serena, responsabile, intelligente, creativa e vivace senza essere molesta. Parla con entusiasmo della sua famiglia non convenzionale: adora Nina e racconta in classe dei litigi ed i giochi con Ita. Questo il responso. Fin qui tutto bene, se non fosse per l’aneddoto seguente, riportato dalla maestra. In classe c’è un bambino particolarmente vivace che spesso si dimostra aggressivo con le femmine. Brita spesso e volentieri lo tiene a bada quando supera la misura, soprattutto quando si rivolge in modo sgarbato alle bambine …

Come creare il panico in uno studio dentistico

Di tre bambini, ne avessimo uno con i denti dritti. Ognuno di loro ha una dentizione fuori norma e necessita di apparecchio. Ari e Ita hanno concluso il primo ciclo di apparecchio mobile ed ora devono passare al fisso, Brita ha il morso da piranha con tanto di mandibola un po’ in fuori. E così abbiamo iniziato a fare qualche giro di ortodontisti nella nostra zona. Ieri è toccato ad uno non troppo lontano da casa, da cui vanno anche M. (l’amica di Ari) e suo fratello. Entriamo in sala d’aspetto. L’attesa è noiosa per noi grandi (non è vero – per me non lo è – ne approfitto per leggere, scrivere, fare di conto e ricordarmi di telefonare a mia madre), figuriamoci per i più piccoli. Dopo aver commentato per bene tutte le riviste a disposizione: guarda questa com’è vestita, questa che brutta borsa che ha, questo che faccia da scemo; i 3 mostrini hanno pensato bene d’iniziare a canticchiare a bassa voce “Attenti al Gorilla” di De André. Per fortuna l’assistente del dentista è …

Ma quanti siete in questa casa?!

Da piccola amavo il nascondino. L’idea di perdermi in mezzo a tanta gente ed essere poi ritrovata, mi dava la percezione di trovarmi sempre in compagnia, lasciandomi però la sensazione di godere del dono dell’invisibilità. In questa nuova dimensione familiare sono riuscita a ricreare la stessa atmosfera. La casa dove abitiamo è molto vecchia. Le stanze si rinconcorrono e si intersecano su corridoi, falsi piani e scale. Pur vivendoci in cinque riusciamo a ricavarci delle nicchie di silenzio e d’intimità. Quasi sempre. La nostra casa ci rappresenta. È un circo domestico. Sul palcoscenico del salotto si svolgono diverse situazioni che passano dal buffo, al comico, al semi tragico. I bambini amano trascorre lì i momenti condivisi. Spesso il tappeto all’ingresso diventa l’arena di lotte di solletico all’ultima risata o il ring di zuffe all’ultima lacrima. Stiamo valutando di inserire un distributore automatico di pop corn e uno di noccioline. La nostra casa è un via vai di volti, sorrisi e caffè. A tutte le ore del giorno ci sono amici di passaggio, parenti, vicini di casa e amici dei bambini. A volte …

Lei non è mia madre! Cronaca di uno shock annunciato

Quando Nina ed io abbiamo deciso di vivere insieme, eravamo entrambe ben consapevoli che non sarebbe stato semplice. Già la convivenza tra due essere umani adulti è un’esperienza devastante. Dover rinunciare ai propri schemi, trovare un compromesso tra ritmi ed abitudini diverse, comporta una buona dose di voglia di mettersi in discussione per un progetto comune. Ed anche un bel po’ di stress. Decidere di convivere ad un’età relativamente matura, portando in dote 3 figli non fratelli tra di loro e di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è una sfida quotidiana. Da sempre lucide e consapevoli che se il mulino è così bianco è perché c’è chi lo lustra con fatica ed olio di gomito, siamo sempre state disilluse – seppur ottimiste, circa le possibili reazioni dei tre bambini. In questi pochi mesi abbiamo tutti preso le misure con le novità, saggiato le asperità altrui e cercato di dare il meglio. Non è stato, soprattutto per loro, solo un cambio di casa e di città, ma un vero e proprio stravolgimento …

Primo giorno di tutto – famiglia espansa e staffetta mattutina

Non siamo una famiglia normale. Semmai vi fosse balenato per sbaglio nella mente. Click. Spegnete questa immagine. Mai che ci riesca una cosa fatta bene. O, almeno, vagamente coerente con i programmi prestabiliti. Oggi. Primo giorno di Ariele alle medie. Primo giorno di Ita in quinta elementare. Primo giorno di Brita all’ultimo anno di asilo. Scuola nuova per tutti. La sveglia suona alle 6,45. In un attimo ho pensato di aver sbagliato era geologica nel programmare lo smartphone. Io e Nina ci trasciniamo giù dal letto e ci dividiamo i figli da chiamare. Tu piano sopra Ari – io bambine Del resto, appena sveglia, a malapena respiro. Figuriamoci se riesco ad articolare frasi di senso compiuto. Muovetevi. È tardi. Hai cambiato le mutande? Hai preso la cartella? Cazzo, il caffè sul fuoco! Amore, magari mi lavo gli occhi prima di uscire?! Prendi il gatto che è uscito? Io con su il trucco della sera prima (mi sono dimenticata di struccarmi e stamani l’effetto panda estinto era evidente). Ho inforcato gli occhiali da sole da diva, …

L’avventura del Parco Avventura

Approfittando di una di queste rare domeniche soleggiate, abbiamo deciso di portare i bambini in montagna, al Parco Avventura. Ora, chi mi conosce, sa bene quanto io sia portata per la lettura acrobatica sul divano e le abbuffate pantagrueliche di pizza, come unici sport degni di considerazione. Ma essere la compagna di una ex atleta spesso mi porta spesso a stringere dei compromessi. Cosa non si fa per amore. Ci siamo alzati presto, preparato i panini e caricato gli zaini. I bambini tutti entusiasti della gita della famiglia espansa in versione adventure. Io ho iniziato a ridere già al momento di fare i biglietti. – Buongiorno, quanti biglietti? – 9 in totale – 4 adulti e 5 bambini – Bene, allora potete usufruire dello sconto comitive. Dovete compilare il modulo. Siete una famiglia? – Sì Faccia basita della bigliettaia. Che ha guardato Giuseppe con un certo stupore. Di sicuro avrà pensato che fosse una specie di sultano un po’ slavato in gita con le 3 mogli e la sua numerosa figliolanza. Compiliamo il foglio e …

Brita nel Paese delle Meraviglie

Tieni in braccio il tuo battuffoloso Bianconiglio e ti avvicini saltellando da leprotto quale sei.  Mamma, lui si chiama Nuvola. È il più piccolo di tutti i suoi fratelli e sorelle e io gli faccio più coccole che agli altri. Gli piace essere preso in braccio e quando lo accarezzo mi guarda con degli occhietti così teneri che mi viene da mangiarlo di baci. Ma solo di baci, perché mica me lo mangerei davvero! Te l’ha detto papà che la sua mamma è morta? All’inizio Nuvola era triste, ma poi ha iniziato a fare amicizia con gli altri coniglietti e la loro mamma ha iniziato a fare le coccole anche a lui. Praticamente ha due mamme. Una in cielo e una nuova mamma qui nel prato. E poi ha i suoi fratelli e questi nuovi fratellini – che non sono proprio fratelli. Anche lui ha una famiglia speciale, perché ci sono tanti conigli che gli vogliono bene e anche io gli voglio bene. Mamma, è vero che le famiglie vere sono quelle dove ci sono …