Tutti i posts con tag: diritti LGBT

Le 9 verità assolute che regolano una relazione lesbica

[Post ad alto tasso di stereotipi, contrapposizioni binarie, binari morti, doppi sensi e cattiverie più o meno meritate. Non puoi fare il bagno prima di 3 ore dopo averlo letto. Si sconsiglia la lettura durante le ore calde se ci sono anziani in giro.]  1 Alimentazione Una coppia di donne tende all’obesità. Ci hanno cresciute insegnandoci che in amore vince chi prende per la gola. E vince chi fugge, ma non fugge chi ha la panza piena. E quindi. Scusate, vado avanti. Dicevo che le lesbiche non sfuggono certo a questo retaggio culturale. Di manicaretto in manicaretto per soddisfare il palato dell’amata ci si sfida amorevolmente a preparare piatti da gourmet con presentazione ad effetto. Perché si sa, siamo attente al dettaglio. Pure al dettaglio del fatto che dopo qualche mese il nostro guardaroba è da rinnovare perché i vestiti si sono magicamente ristretti di due taglie. Ovviamente il dubbio di aver esagerato con le portate e con l’aumento ponderale coglie entrambe ma, essendo donne, sappiamo come trattare l’argomento con la partner uscendone incolumi. Grasse …

La StepChild Adoption serve a proteggere i bambini. La storia di Elena e Sofia.

Elena ha 14 mesi. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma non biologica da quel giorno non vuole più saperne di lei. Sparisce nel nulla. Mai una visita, mai una telefonata, mai un aiuto economico. Elena perde un genitore. Lo Stato  non interviene. Sofia ha 8 anni. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma biologica decide di non farle più vedere l’altra mamma. Nega le visite, le telefonate e qualsiasi tipo di contatto. Sofia perde un genitore. La Stato non interviene. Di questi casi ce ne sono tantissimi. Perché negando i diritti a un genitore si negano automaticamente anche i doveri. E a farne le spese sono, come sempre, proprio i bambini. La genitorialità omosessuale non è né migliore né peggiore di quella eterosessuale, anche detta “tradizionale” (e da antropologa ogni volta che sento questa definizione mi assale l’orticaria). Ci sono genitori …

Unioni Civili. Perché #Svegliatitalia mi ha fatto tornare l’ottimismo

Che dire, sono ancora frastornata. Non pensavo che in quasi cento piazze si sarebbero riversate un milione di persone per manifestare. Davvero, non ci speravo. Dopo mesi di discussioni che mi hanno provocato una certa intimità col Maalox, aver speso tempo a dialogare con chi non alza il culo dalla sedia se non è punzecchiato dall’interesse personale, confesso di essermi fatta prendere dallo sconforto. Lo sconforto di chi deve elemosinare un’esistenza degna di tale nome per sé e per i propri figli e l’indignazione di vivere in un Paese che di laico ha solo la definizione. E invece. E invece l’Italia si è svegliata, ha reagito, è scesa in piazza. Finalmente il messaggio che le Unioni Civili sono una conquista per tutti, pare sia stata recepita. Io ero a Milano, i miei figli a Massa con Giuseppe. Il mio facebook è stato letteralmente inondato di post, messaggi di solidarietà e tantissimi video e foto delle diverse manifestazioni. Non solo omosessuali, ma persone di diverso orientamento, genere, credo politico e fede religiosa, tutti con la stessa voglia …

Il cancro non chiede il permesso

Laura e Marina sono una coppia. Stanno insieme dal 2010 e si sono conosciute tramite un amico comune. Si sono “viste e prese”, come mi ha raccontato Marina. Un colpo di fulmine, sostiene Laura, che poi è diventato amore. Una storia normale. Una coppia normale. Laura e Marina ci hanno messo un po’ a far accettare la loro storia alle rispettive famiglie. Ma è andato tutto bene, come nel più bel lieto fine delle storie d’amore. Vacanze insieme, cene in famiglia, Natale coi parenti e con i figli di Marina che non solo hanno accolto Laura come membro della famiglia, ma che le vogliono proprio un gran bene. Perché i bambini ascoltano il cuore, non consultano l’albero genealogico e nemmeno l’esame del DNA. Una storia speciale. Una coppia che si ama e decide di condividere la vita. Poi è arrivato un ospite inatteso. Laura scopre di avere un cancro. Iniziano le cure che, per fortuna stanno funzionando. La famiglia fa quadrato intorno a lei e Marina si prende cura della sua compagna. Ma per poterlo …

Non fermate l’Onda!

Questo mese è stato talmente stancante, emozionante, devastante, commovente che – come avrete notato – ho pure un po’ tralasciato il blog. L’Onda Pride è stato davvero un vortice che ha travolto noi persone LGBT e un sacco di etero che, pensa un po’, hanno capito che per sostenere i diritti di una minoranza è sufficiente essere umani. Avete letto, no, quella storia che non serve essere panda per aderire al WWF. Ecco, uguale. Non ci sono parole per descrivere la felicità. Per sentirla, bisogna viverla. Ho sentito un forte senso di appartenenza, sostenuta anche dalla solidarietà di amici che lottano affinché anche la mia vita possa godere della stessa dignità della loro. Che sia per sposare la donna che amo, per assisterla in ospedale o per avere i soldi del mantenimento in caso di divorzio e poter arricchire il mio avvocato che deve cambiare la barca. Pensiamo anche a lui. E alla mia amica che fa la wedding planner. E al mio parrucchiere. E al fioraio del mio paese. E al noleggiatore di macchine. Che sia …

Roma Pride 2015: un’onda di emozioni e orgoglio

Mi sento ancora in balia delle emozioni e sopraffatta dallo stupore e dalla gioia. Mi spiace se troverete questo post al limite dell’iperglicemia. Tanto di qualcosa dovrete pure morire. Dicevo. Quest’anno sono riuscita ad andare al Roma Pride con tutti i bambini al seguito. Non c’erano mai stati ed erano un po’ resistenti, secondo me pensavano di essere trascinati ad una manifestazione triste, grigia e sfigata tipo Family Day. Ovviamente in casa sentono parlare di diritti e uguaglianza da quando sono nati e non è stato difficile appassionarli. Ariele ha persino rinunciato alla gara di pattinaggio della morosa. Le ultime loro resistenze sono crollate quando siamo arrivati in una piazza grondante musica, colore, entusiasmo e voglia di esserci. Persone di tutte le età, vecchi, giovani, bambini, di tutte le razze, vestiti normali, stravaganti, eccentrici, con gli striscioni, con le bandiere, coi palloncini, con le pistole ad acqua, con le ghirlande e con un unico denominatore: la consapevolezza dell’importanza di essere scesi in strada per uscire dall’ombra, per riprendersi la propria vita, quella dei propri figli …

Due lesbiche al Pronto Soccorso

Come vi avevo accennato nel post precedente, lo scorso week end ero con Nina in quel di Varese. Doveva essere l’occasione di prendere un po’ di fiato dopo la maratona festiva e godere della compagnia reciproca. Insomma, volevamo fare un po’ le fidanzatine senza pensieri, dopo aver mollato i bimbi nelle mani dei briganti (prima che attiviate i servizi sociali e Barbara D’Urso, sappiate che sto scherzando: i 3 porcellini erano sani e salvi da padri e parenti vari). Per farla breve, quello che sembrava un tranquillo Hotel di Provincia, si è rivelato essere una schifezza degna delle peggiori bettole dei film degli orrori. Poltrone rotte, arredi anni ’70 rovinati e decadenti, moquette puzzolente e tendaggi che ricordavano il circo sia nel design che nel puzzo acre di animaletto trascurato. Personale scortese, becero e disattento che durante la colazione non si è nemmeno scusato per averci servito del burro andato a male. E il burro e la cameriera di sala, probabilmente, non erano le uniche note “acide” del pasto, tant’è che abbiamo iniziato a sentirci …

Lei non è mia madre! Cronaca di uno shock annunciato

Quando Nina ed io abbiamo deciso di vivere insieme, eravamo entrambe ben consapevoli che non sarebbe stato semplice. Già la convivenza tra due essere umani adulti è un’esperienza devastante. Dover rinunciare ai propri schemi, trovare un compromesso tra ritmi ed abitudini diverse, comporta una buona dose di voglia di mettersi in discussione per un progetto comune. Ed anche un bel po’ di stress. Decidere di convivere ad un’età relativamente matura, portando in dote 3 figli non fratelli tra di loro e di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è una sfida quotidiana. Da sempre lucide e consapevoli che se il mulino è così bianco è perché c’è chi lo lustra con fatica ed olio di gomito, siamo sempre state disilluse – seppur ottimiste, circa le possibili reazioni dei tre bambini. In questi pochi mesi abbiamo tutti preso le misure con le novità, saggiato le asperità altrui e cercato di dare il meglio. Non è stato, soprattutto per loro, solo un cambio di casa e di città, ma un vero e proprio stravolgimento …

Ma ‘ndo vai se poi al Pride non ce stai?!

Allora. Post brevissimo al limite del messaggio da bacio Perugina. Domani – 28 giugno – un po’ di Pride in giro per l’Italia Giusto qualche riflessione: #1 Il Pride non è un’ostentazione di gente con le piume, unta&bisunta che cammina con le mani sul proprio e altrui pacco, inneggiando alla promiscuità sessuale #2 Durante i Pride non vengono distribuite droghe ai partecipanti etero per farli diventare a loro volta omosessuali #3 Per partecipare al Pride non è necessario essere omosessuali, ma semplicemente aver voglia di manifestare per quelli che sono diritti civili di tutti.  Insomma, nessuno vi chiederà il certificato di sana e robusta gayezza #4 Sono consapevole che io manifesto e combatto – contro l’ingiustizia di essere, in quanto lesbica, discriminata come cittadina di serie B – vivendo la mia vita alla luce del sole, tenendo aperto questo blog e sentendomi libera e felice come la protagonista di una pubblicità del lines seta ali. Ma la partecipazione ad eventi come il Pride è fondamentale per la causa #5 Chi pensa che il Pride sia una pagliacciata, lo crede perché non …

Gli omosessuali sono malati?

Dopo l’ennesima dichiarazione pubblica, secondo la quale tutti gli omosessuali sono malati, continuare a tacere è impossibile. E la Rete è insorta. Tra le reazioni più simpatiche del web c’è, senza dubbio, il video di Carlo Gabardini che risponde per le rime a simili idiozie. Effettivamente sono un po’ stufa di sciropparmi i commenti dei vari ottusi in giro per il mondo. Sono certa che gli imbecilli inciamperanno anche nelle vite dei miei figli e l’idea che la mia omosessualità possa essere causa di derisione, non mi rallegra. Confido di essere stata una madre sufficientemente capace e di aver dato loro gli strumenti necessari a rispondere in maniera appropriata. Ma la stupidità è imprevedibile, tristemente creativa e pericolosa. Soprattutto quando risiede in personaggi pubblici e politici. Se non ci concedono i diritti, che almeno ci concedano anche i “benefici” dell’essere affetti da “ricchionite cronica”. Grazie Carlo.