Tutti i posts con tag: ddl cirinnà

“I froci? Basta che non ostentino” [omofobia for dummies]

Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare questa frase. A me è capitato spesso, pure troppo, e ogni volta la mia reazione è la stessa. Respiro, inghiotto e mando all’attacco l’antropologo cagacazzo e pignolo che è dentro di me. Quello che, ogni volta che sente pronunciare la frase è contro natura, diventa un serial killer. Chi mi segue su facebook sa che la scorsa settimana, viaggiando con Bla Bla Car, ho avuto il piacere di dividere la vettura con un altro passeggero. Un ventenne saccente e figlio di papà. Simpatico come un attacco di diarrea su un volo Ryanair, il virgulto ha trascorso il viaggio cercando di convincere me e il conducente di quanto fosse figa e intellettualmente stimolante la sua vita. Un tono da chi insegna senza conoscere e l’aria volutamente trasandata di chi ha troppe cose da fare, per curare la barba o lavarsi i capelli. Ecco cosa è successo. Durante il viaggio ci supera una macchina con un adesivo sul lunotto posteriore. Sull’adesivo c’era scritto “Gay a bordo”. Il ragazzetto si gira verso …

“Ti giuro l’amore, ma non l’eterna fedeltà”. [Unioni Civili: che bella cagata]

Crescendo ho imparato che ogni evento negativo può essere trasformato in un’opportunità. Che quello che ti fa male ti fortifica, ti stronzifica. Insomma, dai, cresci e diventi la bellissima persona squilibrata che sei. Quella che si compra le bolle di sapone, perché il mondo è troppo grigio per essere guardato senza filtri. Tipo che pesti una cacca per la strada e non devi pensare che avevi i sandali e stavi andando ad un appuntamento, ma solo che la fortuna ha scelto te e sei stato baciato dalla sorte. Se poi ti olezzano i piedini di sterco di canide poco importa. Tipo che se prendi un brutto voto ad un esame, vieni licenziato o la tua azienda chiude dopo 3 mesi non devi sdraiarti sulle rotaie, no, devi essere grato per questo immenso insegnamento. Respira, il fallimento non esiste. È solo questione di prospettiva. Prova a spiegare al direttore della filiale che non puoi pagare il mutuo, ma non è il caso di farne un dramma: stai offrendo alla Banca la possibilità di comprendere che il …

E i bambini? (Riflessioni random su genitorialità e diritti calpestati)

Mi sto ambientando bene nella mia nuova vita, meno al fatto di non vedere i bambini tutti i giorni. Non mi basta sentirli su skype perché, come dice Brita, ci possiamo vedere e sentire ma non ci possiamo abbracciare. Gli abbracci mancano. La pelle, l’odore, il fruscio dei capelli sulle guance e le il naso contro naso sono assenze dense di rumore. Ovviamente non è tutto. Ariele è in settimana bianca e il primo giorno si è spalmato sulle piste fratturandosi il polso. Niente di che, per fortuna. Solo una seccatura, per lui, che si aggiunge al fatto che io non ci sono e non posso prendermi cura di lui. In questi giorni, però, non faccio che ripetermi che io sono fortunata. Che i miei figli sono fortunati. E che sì, siamo dei privilegiati. Perché qualsiasi cosa accada i miei figli hanno due genitori che hanno pari diritti e doveri nei loro confronti. Non riesco a credere che, nonostante la massiccia partecipazione popolare, nei giochi di Palazzo alla fine stia prevalendo la meschinità di una …

La StepChild Adoption serve a proteggere i bambini. La storia di Elena e Sofia.

Elena ha 14 mesi. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma non biologica da quel giorno non vuole più saperne di lei. Sparisce nel nulla. Mai una visita, mai una telefonata, mai un aiuto economico. Elena perde un genitore. Lo Stato  non interviene. Sofia ha 8 anni. E ha due mamme. Ma solo quella biologica viene riconosciuta dalla legge italiana. Un giorno le sue mamme si lasciano. E la sua mamma biologica decide di non farle più vedere l’altra mamma. Nega le visite, le telefonate e qualsiasi tipo di contatto. Sofia perde un genitore. La Stato non interviene. Di questi casi ce ne sono tantissimi. Perché negando i diritti a un genitore si negano automaticamente anche i doveri. E a farne le spese sono, come sempre, proprio i bambini. La genitorialità omosessuale non è né migliore né peggiore di quella eterosessuale, anche detta “tradizionale” (e da antropologa ogni volta che sento questa definizione mi assale l’orticaria). Ci sono genitori …

E se a subire discriminazioni fossero gli etero?

Istruzioni per l’uso: la seguente intervista contiene allusioni, torpiloqui e soprattutto un’elevata dose d’ironia. Astenersi gastritici cronici e gomblottisti. Qualche tempo fa ho conosciuto Avvocatolo ed è scattata una simpatia reciproca, basata su interessi comuni. [Tra cui, appunto, la phya. O patata, che dir si voglia.] È nata un’intervista semi seria, paradossale: in un mondo omosessuale, cosa comporterebbe essere etero? L’idea non è nuova, ma ci siamo divertiti tanto a realizzarla e ci è sembrato doveroso proporre una riflessione, visto che gli argomenti Unioni Civili, Stepchild Adoption e Omofobia sono all’ordine del giorno. Il nostro intento era strapparvi un sorriso – del resto è venerdì – e magari qualche riflessione. Buona lettura da me e da Massimo Della Penna, aka Avvocatolo. V- Io non ho niente contro gli etero, ma vorrei sapere un po’ di cose. Sai, sono sempre stata un po’ curiosa. Quando ti sei accorto che ti piaceva la patata? E come hai vissuto quel momento? A- Mi è sempre piaciuta, ma ricordo il giorno in cui l’ho capito chiaramente. Oh, è stato terribile. Mi …

Unioni civili: perché è importante scendere nelle piazze il 23 gennaio

Il 23 gennaio scendiamo tutti nelle piazze italiane per dovere civile e morale. Di fronte all’ignoranza voluta, alla cattiveria intenzionale e alle menzogne diffuse ad arte da chi, addirittura, chiede di pregare CONTRO i diritti altrui, non si può e non si deve rimanere in silenzio. La battaglia per i diritti civili riguarda tutti come cittadini. Come essere umani. Scendiamo nelle piazze per chiedere UGUALI DIRITTI, non privilegi. A meno che non si voglia far passare come un privilegio quello di assistere la persona amata in ospedale, avere accesso alla reversibilità pensionistica o essere – finalmente – riconosciuto genitore dei propri figli. Io – che ho sempre ritenuto offensivo il DDL Cirinnà, considerandolo un ghetto giuridico e ho sempre pensato che l’unica cosa da fare fosse la semplice estensione dell’istituto giuridico del matrimonio – vi chiedo di scendere in piazza con me. Non vi chiedo di farlo per me né per i tanti bambini a cui viene riconosciuto un solo genitore pur avendone due e neppure per le tante coppie omosessuali che vorrebbero tutelare la persona …

Un’altra orfana. E la colpa è vostra, omofobi e bigotti.

Miriam ha otto anni. E come tutte le bambine di otto anni dovrebbe pensare a giocare, a fare i compiti, a fare i capricci e a farsi coccolare quando torna da scuola o si sente male. Miriam ha una mamma che l’ha voluta fortemente e si è presa cura di lei da quando è stata concepita. E ne aveva anche un’altra, di mamma. La sua madre biologica si è ammalata di cancro quando Miriam aveva solo 3 anni. E ha lottato, tanto, la sua mamma. Con la forza e la disperazione di chi vorrebbe vedere sua figlia crescere, metterle le candeline sulla torta, aspettarla quando rientra la sera e vederla spiccare il volo. E invece è morta. Lasciando sua figlia in un vuoto di dolore senza nome e senza nessuna tutela, perché l’altra mamma, per questo paese assurdo, non esiste. Sua madre è meno di qualsiasi altro estraneo che vaghi su questa terra. Miriam ha otto anni. E in un solo momento è rimasta orfana di entrambi i genitori. Perché solo il buon senso di un giudice, che …

Unioni civili inesistenti in un paesucolo triste e poverello e altre oscenità

Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. Sì, lo so che è triste. Per favore, non guardatemi con quella faccina mogia che mi viene da piangere ancora di più. Noi non abbiamo Alexis, non abbiamo salvatori, non abbiamo speranze né eroi ma solo un branco di lupi affamati che si sposta alla ricerca del cibo. E quel cibo siamo noi. Siamo gli agnelli sacrificali sull’altare del compromesso sociale, i gladiatori mandati a morire per distrarre il popolino dai problemi economici e dal degrado culturale. Crediamo a tutto, adoriamo gli imbonitori da due soldi che promettono, preghiamo per essere accettati o almeno tollerati. Lasciateci vivere, promettiamo che non vi daremo troppo fastidio, non saremo troppo omosessuali e nemmeno marcatamente noi stessi per non creare problemi. E poi, dai, in Italia non va così male, guarda in Russia. Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. Qui va tutto bene purché non se ne parli, che la sessualità mica la devi sbandierare. Figuriamoci l’amore. Che ti frega se la donna che ami tutti la chiamano “amica”? Che …