Tutti i posts con tag: crescita personale

La persona che avrei voluto accanto

In questo periodo mi stanno capitando una serie di eventi (alcuni sfortunati, altri decisamente positivi) che mi hanno a portato a riflettere su me stessa e la mia vita. Una riflessione da ruttino del dopo cena, insomma, come ad esempio: Chi sono davvero? Cosa mi rende felice? Su quale base appoggiano i miei piedi? Quali stelle seguono i miei sogni? Ma anche “Quali funghi mettere sulla pizza?”. E così ho capito una cosa – una cosa proprio perché è materica, tanto grossa da colpirmi in piena fronte – che io sono felice perché non solo ho scelto di esserlo, perché cerco di circondarmi di amore e di donarne, perché m’impegno a rendere il mondo un posto migliore di quello che ho trovato, ma soprattutto perché sono diventata la persona di cui avevo bisogno. (Per i funghi preferisco gli champignon in primavera ed estate e i porcini in autunno e inverno). Per me è stata una conquista faticosa – non i funghi – la consapevolezza, dico; per un lungo periodo della mia vita non sono stata in …

Alla mia nemica

Dai, tanto lo sai che quest post è per te. E secondo me lo aspettavi da un po’. Perché io lo so, che sei sempre lì a gioire quando le cose mi vanno male. E hai pure la presunzione di conoscermi meglio di chiunque altro. Quando sono felice scompari per un po’, ma solo apparentemente, tranne poi lanciare messaggi trasversali che minino un po’ la mia sicurezza e mi smorzino il sorriso. E sì, devo riconoscere che sai dove andare a ferire a colpo sicuro. Ammettilo, su. Ora puoi anche giocare a carte scoperte. Sono consapevole di non esserti mai piaciuta. Di me hai sempre e solo notato i difetti, le mancanze, giudicando negativamente ogni piccola stramberia, ogni sbavatura alla convenzione. Neppure il mio essere madre ti va a genio, mi fai spesso notare che le altre madri sono migliori di me. Ecco, lo vedi? Ti ho stanata. Quando ero piccola, mi indicavi beffarda le altre bambine e la loro socievolezza, mentre io me ne stavo in un angolo a leggere perché ero l’ultima arrivata …

Stare comodi: materassi e relazioni

Da un po’ di tempo ho mal di schiena. Sicuramente inizio a invecchiare, me ne ricordo ogni mattina davanti allo specchio quando do il benvenuto alle rughe nuove e ai capelli bianchi. Si dev’essere sparsa la notizia che li accolgo senza troppo scalpore. Solo non mi è chiaro perché compaiono le rughe, ma continuino a spuntare anche i brufolazzi. Non dormo bene, a volte i pensieri si rincorrono e la schiena fa male e li incita a proseguire. Per scongiurare le nottate in bianco, che chi mi conosce sa quanto io sia simpatica i giorni successivi l’insonnia, ho cambiato materasso. Ho consultato forum online, offerte, letto recensioni e mi sono recata nei negozi. Ho scartato Ikea, perché dopo aver dormito in quasi tutti i materassi presenti in catalogo sono giunta alla conclusione che li imbottiscano con i trucioli della lavorazione del legno e mi alzo più isterica della Principessa sul Pisello (qui è quando potete formulare ironiche congetture). Il dramma è che quando li provo mi sembrano tutti comodi, tutti confortevoli. Gli addetti alle vendite sono …

Prolegomeni alla vastità del cazzo che me ne frega

Sono annoiata. Come diceva l’amico Schopenhauer: la vita è un pendolo tra noia e dolore. E io la noia la riconosco dal rumore. È il tonfo delle mie gonadi che si staccano e cadono al suolo come quelle di un burattino. Mi succede con le situazioni strette che cerco di cucirmi addosso, con le persone spinose che cerco di farmi piacere e coi lavori deprimenti che svolgo per necessità economica. Ho una resistenza limitata alle mutande strette. Alla fine devo liberarmene. Crescendo sono sempre meno incline al compromesso, al punto che a breve sarò più insopportabile dei vecchiacci incazzati in fila alla posta il giorno del ritiro della pensione. La differenza è che io non avrò una pensione e posso iniziare ad incazzarmi già adesso. Tra poco festeggerò il mio 36esimo compleanno e come regalo a me stessa diventerò egocentrata. Non egocentrica, quello lo sono già, è un’attitudine. Se non lo fossi non avrei fatto teatro, radio, aperto un blog e nemmeno mi sarei vestita da Dracula per uscire a cena il giorno del mio 21esimo compleanno. …

Poetica della rottura e della rinascita.

Ho scoperto di essere fragile. E di essere soggetta a rottura. Tutto si rompe. La sommatoria dei danni dipende, va da sé, dal materiale. Penso al cristallo, nella sua purezza e lucentezza, basta una vibrazione sbagliata, una disattenzione anche minima e la deflagrazione in tanti piccoli pezzi è inevitabile. Non solo: il cristallo non si ripara. La ceramica, che sia di pregio o dozzinale, che sia terracotta o fine porcellana, necessita di attenzione e cura quanto il cristallo. Penso ancora con tristezza a un piatto giallo ocra che, sbeccandosi, ha rovinato per sempre il mio amato servizio da sei. Che non era più da sei, ma da cinque se l’ospite era a dieta e non mangiava la pasta. Lacrime anche per la mia tazza, comprata in quinta liceo durante la gita a Parigi. Tutto si rompe e quel che si rompe provoca lacrime. In questi ultimi mesi ho scoperto di non essere trasparente e luminosa come il cristallo, ma di possedere la fragile solidità della ceramica. Sono un pezzo di vasellame abbastanza carino – dicono …