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Scene da un matrimonio. Il mio.

Non so se ci riesco. Non so se sia possibile trovare le parole, andarle a scovare nel caledoiscopio delle mille sfumature di gioia ed entusiasmo. Però ci provo, perché è vero che la felicità va condivisa, è incontenibile e non ne va sprecata nemmeno un po’. Forse è bene che inizi dalla sera precedente. Non riuscivo a prendere sonno e ci sono voluti un paio di bicchieri di vino corposo per stendere il mio Io saltellante e tarantolato, ricordo un’agitazione simile solo quando, alle elementari, aspettavo l’indomani per partecipare alla mia prima gita scolastica. Al confronto, pure l’attesa di Babbo Natale impallidisce. Il sabato mattina mi sono svegliata euforica e sorridevo a tutti, persino allo specchio e -considerato che erano le 6, avevo dormito poco, fuori diluviava e avevamo i minuti contati per riuscire a truccoparruccarci entrambe ed arrivare puntuali in Comune – tutto ciò ha del miracoloso. Mentre sfoglio i ricordi con la mente non riesco a trovarne uno che mi abbia emozionato più degli altri. È stato tutto meraviglioso. Tutto perfetto. Compresi gli invitati …

Domani mi sposo

Domani mi sposo. La casa è silenziosa. I vestiti sono adagiati sulla gruccia. Le fedi accanto al cuscino. E tu sei qui. Accanto a me. Sei pensierosa e controlli la lista che ci ricorda che è tutto pronto. Chissà se pensi che domani andrà tutto come desideravi, come hai sempre sperato che fosse quel giorno importante. Ci saranno gli amici più cari, i parenti di sangue e quelli di cuore. Ci saranno i cioccolatini che tua nonna ci ha regalato quando siamo andati a trovarla, perché la salute e l’età non le permetteranno di partecipare. Ci sarà la promessa che quel giorno le ho fatto, quel giorno che a Milano pioveva e noi siamo uscite per portarla al ristorante cinese e lei si è avvicinata, così piccola, ma tenace come i nodi del legno, e mi ha messo la mano sul braccio per farmi avvicinare e mi ha sussurrato: “Trattala bene, si merita di essere felice”. Amore mio, so che non sarò sempre all’altezza della tua felicità, perché i gorghi dell’esistenza sono sempre in agguato. …

Quando procrastinare non basta: abbiamo rimandato le nozze

Lo sapevo che saremmo arrivate al punto del soffocamento. A forza di procrastinare, ma anche per una serie di contingenze logistiche –  ad esempio il realizzare che non è possibile avere il dono dell’ubiquità – siamo giunte alla soluzione estrema: rimandare. Ma niente panico, non abbiamo spostato la data, solo posticipato l’orario. Alle 11 non saremmo mai riuscite ad arrivare: parrucchiera alle 8 per me, Manu e Figlia, poi trucco, poi vestizione delle spose e dei ragazzi, poi ritiro dei bouquets. Insomma, nemmeno volendo, dai. Così abbiamo tentato il colpaccio e telefonato al Comune. Come sempre, allego dialogo telefonico. – Buongiorno, vorrei un’informazione. La mia compagna ed io abbiamo prenotato già la sala per l’unione civile, ma ci chiedevamo se per caso non fosse possibile spostarla e nel caso quale fossero la procedura e la tempistica. – Beh, sì… In teoria di può fare, ma non è detto che ci sia disponibilità. Insomma, dipende… Quando sarebbe la data scelta? – Il ## Febbraio. – Ah, ma siete Barsotti-Amerio! (Risposta immediata, senza il tempo fisico di consultare …

Unione civile che?! Ma quanti siete? Un fiorino!

Ieri abbiamo telefonato all’ufficio che si occupa di fornire i pass per entrare nella ZTL di Lucca ed arrivare nel palazzo comunale in cui viene celebrato il rito di unione civile. Il dialogo è stato più o meno così: – Buongiorno, vorrei avere qualche informazione sul ritiro del pass per accedere alla ztl. – Certo, per cosa serve? – Per l’unione civile – Ah, ma quanti siete? – Ehm, due… – Quante auto? – Una – E per quanto tempo? – Per il tempo di arrivare al comune, celebrare l’unione civile e uscire dalla città. – Sì, ma quanto vi trattenete? Un giorno, una settimana, un mese… – Ehm, come le dicevo: per il tempo dell’unione civile. Non so, la mattinata? – Sì, ma per cosa vi serve? – Per l’unione civile… – Scusi, non ho capito: è una manifestazione? Ma siete dei privati? Un’associazione? Un ente? Una ONG? – Siamo una coppia! Ci dobbiamo sposare… – Ah, un matrimonio! E perché non l’ha detto subito, eh! Allora basta che vengano qui la sposa e …

E la scelta del bouquet (scansando gli omofobi bigotti ignoranti)

È un po’ che non vi aggiorno, lo so. Sono fidanzata con un raro esemplare di manageressa efficiente sul lavoro e procrastinatrice nella vita privata. Fosse per lei arriveremmo al giorno precedente l’Unione Civile in preda al panico e costrette a fare tutto nelle ultime 24 ore. Per fortuna ci sono io. Che sono fatta della stessa sostanza dell’ansia e pianifico pure le visite al gabinetto. Orbene, vi annuncio che il weekend è stato particolarmente fruttuoso. Abbiamo finalizzato l’acquisto delle fedi. La proprietaria della gioielleria si è ricordata di noi e voglio sperare che fosse perché siamo belle&simpatiche e non perché siamo state l’unica coppia di donne che abbia servito. Le fedi sono meravigliose e sceglierle non è stato facile. Volevamo che si vedesse chiaramente che si tratta di un anello matrimoniale, ma allo stesso tempo che non fosse quello classico. Oh, incredibile, ci siamo riuscite. Abbiamo optato per un modello in oro giallo, ma dalla lavorazione un po’ ondulata. Riflette così tanto la luce che si può usare anche per rovinare la retina di …

E la scelta delle fedi

Finalmente Manu è a casa (a spargere tazzine di caffè in ogni stanza – vedi QUI) e stiamo cercando di ritagliare il tempo per iniziare a organizzare il matrimonio. Non avendo ancora chiaro lo stile dell’evento, non abbiamo ancora deciso gli abiti, il luogo del ricevimento e neppure il numero degli invitati. Quello che sappiamo è che sarà very low budget (quindi sbizzarritevi pure con idee e suggerimenti). Siamo dunque partite da quello che probabilmente è uno degli ultimi impicci: la scelta degli anelli. Sapevamo che ci sarebbe piaciuta una fede che si capisse a dieci miglia che è una fede, che non si confondesse con un anello “altro”, ma – siccome la fede classica era troppo classica – ne avremmo voluta una che fosse un po’ diversa.  Tronfie di aver fatto della confusione il nostro vessillo, ci siamo recate in una gioielleria artigiana. Entriamo, dopo aver suonato il campanello, in un ambiente austero, molto tradizionale e che ha ben poco a che spartire con l’idea di artigianalità e creatività che staziona nel mio cervello. …

E la richiesta di Unione Civile in Comune

E quindi siamo andate in Comune a Lucca per “prenotare” la nostra Unione Civile. Ad aspettare, nella sala dell’anagrafe, un altro paio di coppie. Dal fatto che fossero uomo&donna, ho presunto che fossero coppie etero(arguta, eh). Mi sarebbe piaciuto che non fossimo state le uniche due donne, ma pazienza. Ho anche tanti amici etero e sono brave persone. Quando è arrivato il nostro turno ero così emozionata che ho avuto un lapsus a scrivere la mia data di nascita. E la penna non funzionava a dovere e il risultato è stato un puntinismo da alcolista effetto “ho scritto t’amo sulla sabbia della gatto”. Al momento del colloquio per definire la data, la scelta della location, l’orario e il tariffario del Comune, l’impiegata ci ha edotte anche sulle regole di buon senso della sala: Niente lancio di sampietrini e ciottoli, niente iguane al guinzaglio, né volo di coleotteri. Soprattutto, se speravate che avrei installato un allevamento di San Bernardo con il barilotto pieno di grappa al collo, mi spiace – ma niente. Gli invitati dovranno venire …

E Barz si sposa!

Salve, fedelissimi lettrici e lettori Chi mi segue sui social sa che pochi giorni fa ho annunciato con fanfare e giro pizza virtuale il mio matrimonio con Manu (ribadendo che sì, lo so che è un’unione civile, che lo Stato ci tratta da cittadini discriminati, che è il contentino per tenerci zitti – e infatti mica smetto la lotta per la parità dei diritti – ma per me è un matrimonio a tutti gli effetti. Quindi, sappiate che in culo a tutt*, lo chiamerò così). La cosa era nell’aria, tempo fa era arrivato anche l’anello, ma io avevo un po’ fatto Nostra Signora della Procrastinazione Assistita e avevo differito il responso previa consultazione del futuro tramite lettura delle bolle di mozzarella e dei disegni che le ali dei fenicotteri glabri formano durante la stagione dei monsoni australi. Il motivo principale di cotanta palinculaggine era la strizza. Avete presente no? Quel bolo che si forma all’altezza dello stomaco e crea un effetto cinghiale lardellato a colazione e poi scende a liquefare le viscere tipo… Sì, dai, …