Tutti i posts con tag: adolescenza

Le gioie del diventare madre da giovane

A ventidue anni, quando ho visto il test di gravidanza positivo, mi è preso un colpo. Il colpo è nato di 3300 grammi, un giorno di 14 anni fa e adesso mi stressa perché non vede l’ora di comprarsi un motorino. Adesso, con 14 anni di esperienza come madre e 36 anni dichiarati sui documenti, posso stilare una lista di benefici che, ai tempi del colpo, non avevo previsto. [La maternità è sempre un colpo. Lungi da me propinarvi la lezioncina sulla genitorialità. Volete figli? Figliate. Non volete figli? Non figliate. Avrete le vostre valide e sacrosante ragioni. Ah, è un post ironico. Se volete sfogare livore o elargire consigli di vita non richiesti andate altrove.] INFANZIA La maestra dell’asilo non ti sgrida se arrivi a prenderlo in ritardo Ti guarda benevola e non si irrita con te, come invece hai visto fare con la mamma di Luca. Non ti dice niente perché ci mette almeno un trimestre a convincersi che sei davvero tu, la mamma della creatura, e non sei la sorella grande a cui è stato affidato …

L’adolescenza sai, è come il vento…

…rompe i coglioni. Proprio come un tifone nel giorno della messa in piega. Come una bufera negli anni ’70 quando gli uomini avevano il riporto ai capelli. Un figlio adolescente è in grado di cambiare la tua visione idilliaca sulla genitorialità, più di quanto abbiano fatto anni di nottate in bianco tra pannolini, rigurgiti, coliche e vacanze rimandate a mai più. Da gioia dei miei giorni a strazio delle mie gonadi il passo è breve. Più breve della tua serie preferita su Netflix, ma non abbastanza da concederti una difesa consapevole. Il figlio adolescente ti fotte. Sempre. Ti fotte perché tu non hai avuto tempo di creare un alibi abbastanza solido a tutti quei difetti che cercavi di dissimulare e che ora ti vengono sbattuti in faccia senza tante riserve. Non hai avuto tempo di crescere, mentre tuo figlio sì, e mentre lui sputa sentenze come uno Sgarbi qualunque, tu stai ancora cantando la sigla dell’Incantevole Creamy e pensando se la girella è meglio mangiata a morsi o srotolandola; hai da poco superato il trauma dei capelli ricci …

“Vorrei avere due padri gay”, disse mio figlio

Rientro a casa accaldata, puzzolente e affamata dopo la palestra. Sono le 14,45 e l’Adolescente è seduto in cucina a pranzare. Saluto, dico qualche bischerata come mio solito e nel mentre lancio la borsa sulla cassapanca. Dall’alto una voce di uomo. Non è dio – non abita qui – bensì Giuseppe (per i nuovi: Giuseppe è il mio ex marito, il padre dei miei figli, il mio nuovo coinquilino e nuovo amico della mia fidanzata) che mi tuona: -Tuo figlio deve dirti una cosa Inghiotto e con la calma Kungfuica che mi deriva dall’aver visto tutti i Kungfu Panda, compresa la serie TV, mi approccio all’Adolescente cercando di non fissarlo troppo negli occhi, affinché non si senta aggredito. Cerco di capire cosa deve dirmi. Probabilmente lui, pur avendo nelle nari l’odore del pesto (sì, pure ieri – che non ho fatto in tempo a cucinare altro) fiuta l’odore della tensione che mi sale quando mi attanaglia l’ansia. -Che succede? Che devi dirmi? -No, niente -Papà ha detto che devi parlarmi -No, io no. Se vuole te lo …

Eterni adolescenti e vita liquida

[Nel post precedente sono emerse considerazioni molto variegate sull’adolescenza, sia nei commenti che tra i messaggi personali che ho ricevuto. Ho pensato fosse quindi doveroso approfondire la riflessione.] Trovo che l’adolescenza sia un periodo della vita molto affascinante. Per la prima volta siamo costretti, come individui, ad uscire dal bozzolo rassicurante dell’infallibilità e della logica rigida che ci faceva vivere nel’illusione di una realtà binaria in cui al bene fa da controparte il male, al bello il brutto e che ad ogni azione corrisponde un’unica azione certa. L’adolescenza ci mette davanti la variabile non prevedibile e non pianificabile, ci costringe ad alzare lo sguardo su un orizzonte mutevole e avido di certezze. Trovo teneri i conflitti interiori di mio figlio. E non fatico a sentirli miei. Io, che di certo so di avere ancora molto da imparare su di me e sugli altri, m’infilo nei suoi abiti troppo stretti e imperfetti. Sento la sua paura sulla mia pelle. I cambiamenti spaventano, soprattutto quando si ha la presunzione di poter controllare tutto e sentirsi i soli artefici del proprio …

Quando una mamma cresce

Oggi è il compleanno di Ariele. E un po’ anche il mio. Quando sono rimasta incinta avevo 21 anni. Pochi per aver imparato a fare la figlia, ancor meno per essere madre. A quest’età i pensieri sono altri: gli esami all’università, le cene con gli amici, i libri da leggere, le vacanze da pagare con i risparmi della borsa di studio e dei lavoretti estivi. O, almeno, quelli erano i miei pensieri. Ancora ho l’immagine nitida di me, seduta nel bagno, a fissare quelle due stanghette  – che invece doveva essere una. E la faccia di Giuseppe quando ha visto il test di gravidanza. Ci siamo guardati come i dispersi in un sotterraneo durante un terremoto. I primi a cui l’abbiamo detto sono stati i nostri amici, poi mia sorella e infine i nostri genitori. Le reazioni loro sono state come le nostre. Nonostante i consigli dei perplessi abbiamo deciso che quel bambino sarebbe nato e che noi ci saremmo sposati. E così è stato. Tornassi indietro rifarei la stessa cosa. Il 14 maggio del …

Social media e adolescenti. Riflessioni davanti allo schermo.

Giovedì Ariele compie 12 anni. Respiro, perché non mi sento per niente pronta ad affrontare l’adolescenza di mio figlio, non avendo ancora risolto la mia. Non era ancora successo, ma sapevo che la richiesta sarebbe arrivata prima o poi e infatti ieri, mentre eravamo a cena, si è rivolto a me, Giuseppe e Nina, guardandoci con aria solenne e tono un po’ imbarazzato: Ecco, io per il compleanno vorrei uno smartphone. Non di quelli costosi, però. Uno da poco ma che possa avere whatsapp e facebook. Devo ammettere che pur occupandomi di comunicazione digitale e social media, sono rimasta incollata alla sedia scambiando sguardi dubbiosi con gli altri due adulti seduti a tavola. Non sono tra quelle mamme che dotano di telefono hi tech il proprio bambino. Ho sempre avuto paura dell’estraniazione e del rimbambimento infantile, perché facendo un lavoro che richiede una mia connessione full time, temevo la stessa sorte per mio figlio. Ammetto di aver sempre guardato con sospetto e diffidenza quei branchi di bimbetti che al parco e alle feste di compleanno s’impallavano sui …

Il concetto di perfezione nel pre – adolescente e un comodo decalogo per stopparlo. Spero.

Sono giunta alla conclusione che durante la notte un gruppo di alieni si sia introdotto in casa mia ed abbia manipolato il cervello del mio cucciolino amoroso duddù daddadà, trasformando un amore di bambino in un pre – adolescente mediamente isterico. Agli sbalzi di umore mi ci stavo quasi abituando, ad un senso dell’umorismo alterato un po’ meno, ma ci stavo lavorando. E invece ogni tanto mi prende lo sconforto. Eppure è sempre stato una bimbo simpatico, gioviale competitore di battute al vetriolo con me, un temperamento molto easy&ciao . Nulla, dai. Devo settarmi su questo nuovo esserino che sfugge alla mia conoscenza, che è alto quasi quanto me, ma ascolta le favole che leggo la sera a Brita e si accoccola in braccio. Ok, proprio accoccola no, dal momento che sembro un bonobo che abbraccia uno scimpanzè, però sempre core de mamma rimane. Da qualche tempo è pure paranoico e ha l’ansia da prestazione. A scuola deve essere bravo, il suo look dev’essere curato – secondo i suoi canoni, i compiti a casa devono …

Essere mamma di un pre – adolescente: come crescere Il dottor Jekyll e mr. Hyde

Ariele è sempre stato un bambino sorridente, solare, tranquillo. Sempre. Fino a poco fa. Ultimamente ha atteggiamenti scontrosi ed acidi, con cambi d’umore che credevo tipici solo delle donne in pre – mestruo. Da cicciolotto pacioccone e sempre assertivo, è diventato un burbero taciturno. A volte risponde a grugniti e, se interpellato, risponde monosillabici si – no – nulla, più o meno in ordine sparso. Di sé parla poco, è più riottoso di un cow boy bivaccante nel Gran Canyon. Riesco a raccimolare notizie sulla sua vita scolastica direttamente dalle maestre. O dalle altre mamme. Faccio davvero fatica a comunicare con lui. Anche perché io appartengo alla generazione che gode di un’adolescenza tardiva che si allunga fino ai 40 anni. Lui, alla generazione precoce. Praticamente siamo coetanei. E il ruolo genitoriale va a farsi friggere come una zeppola a San Giuseppe. A nulla valgono tomi e tomi di pedagogia steineriana, montessoriana e vattelappesca. Nemmeno ricombinati in un frullato e riadattati alla contingenza. Un attimo è sorridente. Il secondo successivo, una piccola iena permalosa. È felice …