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Siamo tutti Principianti. La saggezza dei bambini.

Domenica, mentre attraversavamo la strada per andare – come di consueto – ad abbuffarci di cornetti nella nostra pasticceria preferita, Brita ha notato una macchina con l’adesivo “P” appiccicato sul lunotto posteriore. Da quando ha imparato a leggere non le sfugge niente. Legge tutto, dalle etichette nelle magliette, all’INCI delle creme. Legge pure le mie chat sui social, avvicinandosi furtivamente alle mie spalle. – Mamma, perché quella macchina ha la “P”? Quello che guida è un Papà? O uno che si chiama Paolo? – No, amore. Quella “P” vuol dire Principiante. – Cos’è un principiante? Un principe che coltiva le piante? – No, è una persona che inizia. In questo casa una persona che inizia a guidare la macchina – E si usa per tutto? Io, anche se ormai sono brava, sono una Principiante ad andare in bici e anche a scrivere e leggere. Perché io non ho una “P” sulla schiena? – Beh, effettivamente siamo tutti principianti in qualcosa. Ma la “P” si mette solo sulla macchina di chi impara a guidare – E …

Grazie, Zara

Il tuo musetto che sbucava in mezzo a quello dei tuoi fratellini, tutti bianchi e con gli occhi neri che sembravano truccati, lo ricordo anche ora che sono passati 10 anni. Mi eri venuta incontro saltellante, come tutti i cuccioli, ma eri magrissima e tutta coperta di schizzi di fango. In macchina sei stata tutto il tempo in braccio a me, con il tuo corpicino ossuto che cercava il contatto con il mio. Quando ti abbiamo portata dal veterinario ci ha detto che, per vaccinarti, sarebbe stato meglio aspettare una settimana perché eri talmente denutrita che non eravamo certi della tua sopravvivenza. Una volta a casa ti ho preparato un ciotolona di riso e uova che hai divorato a tempo di record, con la velocità che solo la fame vera può misurare. Sei cresciuta bene e sei diventata bella e fiera, dolce e protettiva. Giocavi con Ariele in giardino, eravate inseparabili. Due cuccioli che giocano e non pensano che al presente. Come se il tempo esistesse solo qui e ora e il divenire fosse solo un’estensione …

L’amore tra due donne: cose che devi sapere

Una delle frasi che mi sento ripetere più spesso dalle altre donne, quando dichiaro la mia lesbicaggine, è questa – Uhu, ma che bello! Tra donne sì, che ci si capisce pienamente. C’è ascolto, dolcezza e comprensione. Mica come con gli uomini! – Cara amica, questo post è per te. Sì, per te. Non fare quella faccia stupita. Proprio per te, che quando ti ho confidato che vivere con una donna non è una passeggiata in riva al mare con la brezzolina che ti solletica la ricrescita dei peli sulle gambe, mi hai guardato con un’espressione schifata e mi hai stoppato dicendo che io sono una privilegiata, perché la convivenza con una donna è meravigliosa, nessuno rutta sul divano e lascia il rasoio nel lavandino. Cara amica, permettimi di ragguagliarti su un paio di concetti. Non ti farò una colpa per la tua ingenuità, io stessa ne sono stata vittima quando ho iniziato ad approcciarmi a lesbolandia, convinta che fosse tutto uno sbattimento di ciglia, messaggi struggenti inviati nel cuore della notte e romantiche conversazioni al chiar …

Effettivamente un altro maschio in casa c’è: Botolo

Giusto ieri, l’amica Laura mi ha fatto notare che per completezza d’informazione dovrei raccontare che in realtà Ariele non è l’unico maschio di casa. Effettivamente, dalle varie saghe familiari con le quali vi ammorbo da più di un anno, manca proprio lui: Botolo. Botolo, che in realtà è un nome d’arte perché lui si chiama Pai Pai, è il cane di Nina. Un rotolone regina di ciccietta e pelo che sembra un Beagle gonfiato col compressore. Botolo ha 9 anni e fino al trasferimento ha vissuto protetto nel recinto di casa sua. Un carattere schivo e pigro, amava trascorrere le sue giornate sdraiato sul fianco sinistro finché le lunghe elucubrazioni sulla condizione canina nel terzo millennio non lo portavano a girarsi sul fianco destro. Tendenzialmente apatico, si approcciava alla ciotola con la superbia tipica delle classi aristocratiche che del cibo fanno più un vezzo, che una fisiologica necessità. Il trasloco ha sconvolto i suoi piani poco inclinati, portandolo a vivere rocambolesche avventure che prevedono, addirittura, 20 minuti di camminata a passo svelto – sciogli panza a …