Tutti i posts di: Nuda veritas

La teoria dell'”Ironilienza”: come sopravvivere alla sfiga e divertirsi pure

Chi legge il mio blog l’avrà percepito nel corso di questi anni, chi mi conosce bene lo sa per certo e spesso mi viene chiesto anche durante le presentazioni del mio romanzo. Di cosa sto parlando? Della teoria dell’Ironilienza. L’ironilienza è una prassi quotidiana e la sua teorizzazione è avvenuta a posteriori rispetto alla sua pratica; è uno stile di vita, un esercizio di volontà, una filosofia. Per me, è soprattutto la risposta necessaria ad affrontare i problemi dell’esistenza e permettermi di godere del tempo che rimarrò in vita. Quando ero piccola guardavo con ammirazione gli anziani, chiedendomi se si rendevano conto della fortuna che avevano per aver potuto usufruire di così tanto tempo. Crescendo, ho dedicato parte dei miei studi alle testimonianze orali, alle micro-storie, alla memoria individuale: una delle costanti delle tante interviste, che ho rivolto per la maggior parte a persone ultraottantenni, era il rapporto tormentato con il Tempo. Poche persone avevano avuto il lusso – o forse la lungimiranza – di percepire lo sgocciolio di attimi che sarebbero andati perduti per …

Coming out sul lavoro: pro o contro?

Durante una delle ultime presentazioni del mio romanzo mi è stato chiesto se il coming out sul posto di lavoro è preferibile al glissare sulle proprie preferenze sessuali-affettive ed è così indispensabile. Per me, ovviamente, la risposta è sì. Chi sostiene il contrario afferma che dichiararsi sia una forma di ostentazione, perché non c’è bisogno di spiattellare a tutti il proprio vissuto, dal momento che si può anche diventare facili prede di sfottò e azioni di mobbing. Lasciate che vi chieda una cosa: siete davvero sicur* che mentire sul genere della persona che amate vi renda immuni da questa caccia alle streghe? Il pettegolezzo è un’arma potente e spesso sono proprio i non detti e la volontà di camuffare e negare che ci gettano in pasto a questo tipo di atteggiamenti. Personalmente mi sono sempre trovata bene nei vari comung out. Forse perché lo dico con naturalezza e serenità, non come se dovessi confessare un crimine. Ovviamente non è che io mi presenti al lavoro con la bandiera arcobaleno sulla schiena o inserisca il mio …

A te. E un po’ anche me, perché dall’adolescenza s’impara

A te, quando ci siamo guardati la prima volta e ci siamo studiati con lo sguardo perplesso e ci siamo domandati se saremmo stati capaci di essere mamma e figlio; quando hai imparato a camminare, ma non mi perdevi di vista e mi tenevi la mano per paura di cadere; quando ti sei infilato il grembiule per il primo giorno di scuola e mi hai abbracciato forte con gli occhi gonfi di lacrime, ma ti sei fatto coraggio e sei entrato in classe; A te, quando hai il cuore in subbuglio e la testa confusa, perché tutto ciò credevi di sapere adesso non lo riconosci. E non riconosci l’odore della tua pelle, né il timbro della tua voce. E non riconosci l’odore della mia pelle, né il timbro della mia voce; quando le voci dentro di te graffiano gli occhi, fanno stringere i pugni e si attenuano solo con il volume della musica sparato dentro le cuffie; quando i confini si fanno sfumati e la mia presenza ti sembra un’ombra minacciosa che ostacola i tuoi …

Le “verdurine” e la multipotenzialità

Sono facile preda della noia. Ma no, non una di quelle persone annoiate dalla vita, che non si lasciano più sorprendere dalle buffe forme delle nuvole, da un brusco cambio del paesaggio oltre la curva, da un messaggio d’amore appoggiato sulla tazzina del caffè. No, non sono così, anche perché, più che annoiata, mi definirei avvilita. Non so se a te capita di perdere interesse per le cose, a me molto spesso. Ho bisogno di stimoli continui, altrimenti mi affloscio. Prendo delle fittonate tremende, mi lascio travolgere da passioni smodate, in quel preciso momento è come se tutto dentro di me vibrasse con le stesse frequenze del nuovo progetto, del nuovo percorso, della novità.  E mi ci tuffo a bomba, tappando bene il naso e chiudendo gli occhi. Do tutta me stessa, sacrificando ore di sonno e utilizzando qualsiasi risorsa a mia disposizione. Poi un giorno mi sveglio. Apro gli occhi e non trovo più il senso dei miei affanni e dei miei afflati. Se mi sento arrivata, se mi percepisco imparata, è la fine. Come quando …

“Ma siete un gruppo o una famiglia?” Dialogo alla Reception

Lo scorso fine settimana siamo andati a sciare. I ragazzi ed io, Manu si è chiusa nel rifugio a disegnare, approfittando della quiete tipica dei rifugi montani. Peccato fosse il weekend dell’Epifania e ci fosse la stessa quantità di gente che c’è sul molo di Viareggio il giorno di Ferragosto. Ma tant’è. Avevamo prenotato una quadrupla in albergo. In uno di quei tipici hotel montani che non vedono una ristrutturazione dalla data di fondazione. Ma tant’è. Alla reception veniamo accolti dal titolare, che chiede a Manu il documento d’identità e a me i ragazzi le generalità. E il dialogo è stato il seguente. – Buongiorno, lei è? – Veronica Barsotti. – E i ragazzi? – Loro sono Pinco Panco e Panca Pinca. – E chi sono? – I miei figli. – E lei, rispetto alla signora Amerio, chi è? Un’amica? Una parente? – Sono la compagna. – [Silenzio] Ah, ok. Quindi siete un… gruppo? – Direi una famiglia (?!) – [Disagio] Io devo scrivere il foglio… Sa, per la questura… Quindi gruppo? – Noi due …

Bilanci e bilance

La mia bacheca di Facebook è equamente divisa tra bilanci di fine anno e buoni propositi per quello appena arrivato. Per me il Capodanno è ogni giorno, quando mi sveglio e mi chiedo se sto bene, se sono felice della mia vita e delle mie scelte. A questo 2017 sono grata: mi ha insegnato tanto, soprattutto a lasciar andare e mi ha regalato la pubblicazione del mio primo romanzo e la promessa di matrimonio. Questo 2018 mi regalerà il matrimonio con la donna che amo, il secondo romanzo e poi, chissà. Non pianifico più, tanto la vita si diverte a giocare con i progetti come le onde con i castelli di sabbia. Ieri parlavo con i miei figli proprio di questo, di quanto io sia grata per ciò che ho – che alla fine per me è avere intorno le persone che amo e impegnarmi per rendere il mondo un posto migliore – di quanto io mi senta appagata per i traguardi raggiunti e che, davvero, tutto quello che avrei desiderato nella vita l’ho ottenuto. …

A Natale sei l’Elfo, il Grinch o Will?

Il Natale o lo ami o lo odi, tanto che da circa un mese, la mia bacheca Facebook è teatro di scontri tra Grinch, Elfi e pure Will (della serie televisiva Stranger Things). Le argomentazioni, a suffragio di uno o dell’altro, sono più o meno queste: Il repertorio del Grinch Il Natale è solo una festa ipocrita. Non c’è motivo di fingere di essere buoni, che tanto si sa, che a Pasqua e Natale si è cattivi uguale. Il Natale è un’invenzione consumistica di importazione americana. Babbo Natale è un obeso con disturbo della personalità inventato da Coca Cola, il Presepe una ricostruzione fallace di un falso storico e i Re Magi portavano dei regali di merda. Tipo la Mirra, che per anni si è creduto fosse un refuso di Birra. Ma poi la birra per chi? Per Gesù o per i genitori che si schiantavano di freddo in una grotta scaldata a fiatella? Il Natale è per i leziosi e poi ci sono più lucine, pacchianità e glitter di quanto se ne siano viste …

Il cinismo ha rotto le palle (non quelle di Natale)

Là, proprio là. Dietro l’angolo. Protetto dalla tastiera. Eccolo lì. È il cinismo. Sai cos’è il cinismo? È il lato triste dell’intelligenza che si diverte a giocare come il gatto fa con il topo prima di papparselo. Il cinismo non è ironia. L’ironia è leggerezza, è spensieratezza. È l’intelligenza che utilizza la dialettica affinché tutti i soggetti coinvolti ne traggano piacere. Troppo spesso si cerca di confondere i piani: chi si sente offeso da una battuta sessista, omofoba, razzista, misogina, transfobica viene trattato come un povero cretino privo di senso dell’umorismo. Non mi piace il cinismo, mal tollero il sarcasmo se usato per prendere in giro una persona o farne oggetto di scherno e derisione. Chi è intelligente e gode di brillantezza intellettuale e padronanza dialettica non ha bisogno di sbeffeggiare il prossimo per emergere e dimostrarlo. Adoro l’umorismo, l’ironia sagace, il calembour. Mi diverto con le parole, con le situazioni e con le persone. Ma rido sempre CON, mai DI qualcuno. Perché le parole sono importanti. E anche le preposizioni. Sono strumenti potenti, che …

Lesbiche e femminismi: spunti e chiarimenti

Da tempo imperversa il dibattito sul femminismo: la sua necessità, quanti “tipi” di femminismo ci sono, a chi si rivolge. Di che stiamo parlando, insomma? Facciamo un po’ di chiarezza, perché la questione appare intrecciata e spesso non molto comprensibile, anche a causa dei molti acronimi. Prima di iniziare mi preme chiarire, però, un concetto base: il femminismo è un movimento che si contrappone al maschilismo, ma non per ribaltarne le dinamiche di potere; ovvero non auspica la superiorità della femmina. Il femminismo è un movimento inclusivo, paritario ed egualitario (nel rapporto maschio-femmina, per capirci). Il femminismo non è una questione che riguarda solo le donne, ma la società tutta. Purtroppo, ed è davvero triste, ci sono donne che portano avanti battaglie di odio contro maschi, categorie lavorative e altre donne. Si definiscono femministe radicali. Il che è un ossimoro, come se qualcuno si presentasse come un pacifista guerrafondaio. Se avete quindi sentito parlare di: femminismo radicale – TERF e SWERF – vi invito alla lettura dei rispettivi link cliccando sul nome, in modo da dipanare meglio …

La Sindrome dell'”Altrismo” spiegata a mia figlia

La Sindrome dell’Altrismo è una patologia piuttosto diffusa tra gli esseri umani. Non se ne conoscono le cause; sebbene, secondo le ipotesi più accreditate, si stima che sia piuttosto antica. Pare sia nata quando l’uomo di Neanderthal, parlando con un proprio simile che gli chiedeva se non fosse il caso di preoccuparsi di non avere provviste, gli abbia risposto che doveva accendere il fuoco e che i problemi erano altri.  Nel corso della Storia poi, la sindrome è dilagata, ci sono testimonianze in ogni epoca, ma per amor di sintesi ne ricorderemo una sola: una certa Maria Antonietta Regina di Francia che, informata che i propri sudditi erano in rivolta perché morivano di fame e stavano assaltando i forni, rispose “I problemi sono altri, che mangino i croissant”. Come sai, né i Neanderthal, né la Maria Antonietta fecero una bella fine. Come sai, in natura vince chi collabora. L’umanità ha da sempre un problema di ipocrisia e di multitasking. Se uno solleva il problema del femminicidio, c’è già una mano alzata a dire che c’è …