Nuda veritas
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La retorica sulla maternità ci ha sfranto le gonadi

Già qualche tempo fa avevo scritto un post riguardo al falso mito della maternità. Essere madre sembra un imperativo categorico imposto dalla società. Se non hai figli, sei una donna a metà.

Stronzate.

Essere madre, per me, è un’esperienza meravigliosa, che rifarei mille volte, ma non è questo a definirmi come essere umano e nemmeno come donna. Ma ci sono altri aspetti, in questa narrazione catto-sacrificale, che mi creano prurito ogni volta che mi ci imbatto: la retorica del come essere madre.

Il parto sembra essere l’argomento principale di discussione: raccomandato quello naturale, meglio se privo di epidurale, perché soffrire è catartico. Io, che del primo figlio sono arrivata in ritardo per poterne beneficiare e della seconda mi ha fatto effetto per poco tempo, posso affermare con sicurezza che avrei regalato un braccio pur di non sentire gli effetti nefasti dell’ossitocina che mi apriva in due come una mela squarciata. Onestamente mi chiedo perché soffrire, quando si può non farlo. Non parliamo poi delle poverine che si sono sottoposte a taglio cesareo, c’è uno stuole di madri perfette pronte a compatirle. Un giorno Piero Angela ci spiegherà perché, spero.

Altro orrore: il fanatismo dell’allattamento al seno. Se non offri il seno alla tua creatura, fino al compimento del sessantesimo mese dalla nascita (badate bene che si parla di mesi, nemmeno i bambini fossero forme di Parmigiano) sei una sfigata, tuo figlio crescerà immunodepresso e tu sarai etichettata come una madre difettosa.

E mentre leggo queste robe, che un po’ mi fanno orrore e un po’ ridere, penso a quanto sia pericoloso questo tipo di informazioni. Se la vita è piena di dubbi, la maternità ne è il vaso di Pandora; è davvero necessario provare a sentirsi migliori denigrando chi – per necessità o scelta – opta per decisioni diverse? Perché c’è questa retorica della beatificazione del dolore? Iniziamo a diffondere il pensiero che si possa godere dei momenti belli senza inutili sensi di colpa? E soprattutto: la maternità non è il belletto di ogni donna e non si è meno mamme se non si è sofferto come delle bestie da soma brutalizzate.

Inizio a pensare che siamo sempre più sprofondati in un periodo di regressione totale e senza possibilità di recupero.

A voi il cilicio, io preferisco la seta.

 

 

8 Commenti

  1. Ho sentito anche dire che se una è sottoposta al parto cesareo, non si può dire che abbia veramente partorito, quindi non ha voce in capitolo. Che opinioni meravigliose.

  2. Lenny dice

    Io ho delle carissime amiche di sorellanza a cui voglio un bene dell’anima..ma tutte e tre mamme! Ho passato la sera del mio compleanno a sentire parlare solo esclusivamente di pappe, pannolini, mariti e pediatri. Quando ho detto: ragazze ma se andassimo a ballare una sera? Mi hanno guardato come in aliena, dicendomi: beata te che lo puoi fare ancora. Ma perché? Se sei mamma non puoi lasciare tutto una sera per pensare a te?

  3. Io di cesarei ne ho fatti due, entrambi in travaglio. Dopo il primo non mi potevo chinare a prendere mia figlia nel lettino, dopo il secondo Brufen tutti i giorni per due mesi e mezzo se no non stavo in piedi, poi Tachipirina 1000 per un altro mesetto. Giusto perché non fa male…
    Comunque meglio una mamma convinta di diventarlo, che anche se imperfetta troverà un modo per dimostrare il suo amore, rispetto a una mamma costretta da famiglia o convenzioni sociali, perché soffriranno sia lei sia il figlio.

    Detto ciò, penso al terzo figlio. Così potranno criticarmi ancora…

  4. Cla dice

    Ognuna partorisce come può è vuole. Ci mancherebbe è non fa di lei una madre diversa dalle altre. Però sul seno non sono d’accordo è non lo è la medicina in generale. Un conto è chi non ha latte, un conto è chi decide di non farlo. È provato che l’allattamento forma il sistema immunitario, è il miglior nutrimento per il neonato e lo protegge tramite la madre dalle malattie. Conosco una persona che non ha allattato perché le si sarebbe rovinato il seno. Meglio non fare figli allora se queste sono le preoccupazioni. Ti seguo da tempo e di norma sono sempre d’accordo ma stavolta lo sono solo in parte

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