Mese: luglio 2018

La retorica sulla maternità ci ha sfranto le gonadi

Già qualche tempo fa avevo scritto un post riguardo al falso mito della maternità. Essere madre sembra un imperativo categorico imposto dalla società. Se non hai figli, sei una donna a metà. Stronzate. Essere madre, per me, è un’esperienza meravigliosa, che rifarei mille volte, ma non è questo a definirmi come essere umano e nemmeno come donna. Ma ci sono altri aspetti, in questa narrazione catto-sacrificale, che mi creano prurito ogni volta che mi ci imbatto: la retorica del come essere madre. Il parto sembra essere l’argomento principale di discussione: raccomandato quello naturale, meglio se privo di epidurale, perché soffrire è catartico. Io, che del primo figlio sono arrivata in ritardo per poterne beneficiare e della seconda mi ha fatto effetto per poco tempo, posso affermare con sicurezza che avrei regalato un braccio pur di non sentire gli effetti nefasti dell’ossitocina che mi apriva in due come una mela squarciata. Onestamente mi chiedo perché soffrire, quando si può non farlo. Non parliamo poi delle poverine che si sono sottoposte a taglio cesareo, c’è uno stuole …