Nuda veritas
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L’auto-persuasione elevata a talento

Io non descrivo i fatti, io romanzo forte.

Me lo ha detto Figlio. Era sera e stavamo riordinando la cucina, il giardino fuori era pieno di lucciole. Forse splendeva anche la luna, ma non ne sono sicura. Non ricordo neppure di cosa stessimo parlando e se il cane fosse o meno sdraiato nella sua cuccetta grigia e morbida davanti alla porta. Ma non ha importanza. Non ai fini di questa confessione. Sono invece certa che Figlio mi abbia stoppato a metà di un ricordo, sono rimasta in bilico sul filo della parola troncata in bocca.

-“Mamma, perché abbellisci sempre tutto? Il tuo cervello romanza la realtà, lo sai? Non è mai davvero così bella, o poetica o divertente come la racconti tu.”

Che rumore produce, nella realtà, un velo che si squarcia? Perché dentro di me è stato il silenzio delle stelle di inverno, il fondo oscuro del pozzo in cui niente si muove.

È vero? Sì, è vero. E credo di averlo sempre saputo. Fin da quando ero piccola e scrivevo storie sui quaderni di scuola, quando mi perdevo ore e ore nei libri per sfuggire a una realtà troppo dura per chi ha la pelle del cuore sottile come la mia e le emozioni, anche le più lievi, arrivano a pungere, strappare e lacerare. Crescendo, mi dicevano, la pelle diverrà più robusta. Sono sopravvissuta semplicemente ponendo dei filtri tra me e il mondo. Ma la pelle no, è rimasta una copertura leggera di lacrime non piante.

Credo che fisiologicamente sia spiegabile così: i sensi percepiscono la realtà e la inviano al cervello, ma interviene il cuore a urlare NO! Così no, per pietà! E allora il cervello butta davanti agli occhi dei filtri per rendere il tutto più bello. O, almeno, accettabile. Il che spiegherebbe anche perché ho gli occhi cangianti: azzurri, ma a volte grigi o verdi.  E soprattutto fornirebbe una spiegazione al motivo che mi ha portato a glitterare pezzi di merda di dimensioni epiche, dipingendole come “persone con qualche difetto, come tutti”. Nella vita ho piallato le imperfezioni altrui perché avevo un disperato bisogno che fossero esseri belli e buoni, mi sono appiccicata addosso i desideri delle persone che amo per una disperata necessità di non vedere la realtà per quella che è. E per non essere causa del loro dolore.

Per me, dire No, è faticoso, spesso impossibile, se so che quella negazione sarà una freccia imbevuta di curaro nel cuore di chi mi vuole bene. Sono duttile ai cambiamenti perché la mia comfort zone è dentro di me. È un filtro che sì, salva la vita, la rende speciale, degna, ma mi fa vivere di abbagli, inseguendo effimere chimere che finiscono per sbriciolarmi e lasciarmi a terra.

C’è chi lo chiama “Farsi i film”, io lo chiamo “Farsi le seghe con le saghe”.

E, adesso, non so più di che colore è il mondo, perché era una consapevolezza che forse avrei voluto ignorare ancora per un po’.

Stavolta, i consigli, sono io a chiederli a voi.

 

 

 

 

 

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  1. ti potrei dire un sacco di cose a riguardo ma preferisco lasciarti un link che riassume bene cio che penso, cio che mi capita, quando appunto indosso i famosi filtri rosa, e cioè le nostre dinamiche emotive che ancora non sappiamo gestire, a cui non sappiamo dire di no. A cui rispondiamo come abbiamo imparato quando eravamo piccoli e non avevamo molte scelte se non quella di adeguarci velocemente.
    Adesso però possiamo scegliere e dobbiamo farlo.
    Buona lettura

    https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/05/31/la-comprensione-del-fenomeno-della-regressione-infantile-in-relazione-alla-sindrome-della-vittima-narcisistica/

  2. Anna dice

    Nessuno sa di che colore sia il mondo, perché il modo è visto da noi, da quel groviglio variegato e complesso fatto di psiche, anima, corpo e saggezza più o meno intrinseca che siamo noi. Esiste un mondo al di là di chi lo percepisce? Vecchio problema 🙂 ! ma non importa, non ci è dato di cogliere “oggettivamente”, l’importante è cercare di capirsi lucidamente e conoscersi il più serenamente possibile, per non farsi e non fare troppo male. Per il resto… non mi pare mica male avere dei filtri rosa!

  3. Con me caschi male a consigli, sull’edulcorare la realtà, sul mettere uno specchio deformante tra me e lei, sono come me… e quindi ti darei un consiglio con una versione riveduta e corretta …

  4. PS: uno specchio deformante tra me e lei, sono come me… era:
    uno specchio deformante tra me e lei, sono come te

    Freud avrebbe si sarebbe fatto una villa ccn piscina con me 😛

  5. Miky dice

    I figli sono una clessidra dicevano gli antichi… ma in realtà sono molto di più! Un meraviglioso specchio d’acqua dolce, poichè il loro sapore ci è squisito, ma la loro verità è impossibile ignorarla… I figli parlano e noi spesso pensiamo parlino di noi, da lì mille domande, molti dubbi, una vera analisi.

  6. E però questi filtri ci regalano gioie insperate e persone inaspettate, che senza di essi non avremmo incontrato.
    Perché andiamo per il mondo con un sorriso che gli altri non regalano così facilmente, anche se ci costa 10, 100 volte tanto quando scopriamo che non era proprio come pensavamo noi.
    Se tu fossi stata diversa avresti accanto tua moglie? E come sarebbero i tuoi figli? (Lo chiedo a me stessa ogni giorno, ovviamente)

  7. Beh, che dire… Tutto ciò è bellissimo. Consigli non amo darne. L’unica cosa che mi sento di dirti (soprattutto riferita al tuo glitterare etc… E alle conseguenze della glitteratura) è di non ignorare ciò che vedi: fa le tue valutazioni, pondera e non dimenticare che hai visto cose che, se non opportunamente glitterate… potrebbero anche essere 💩

    Tuo figlio ti ha chiesto il perché. D’altra parte lui è “abituato” a questo tuo modo di interagire con la realtà e ha notato che talvolta le cose…te le fai un po’ tornare…

    Pensa che io ho avuto a lungo a che fare con una persona che trasformava tutto in *erda!!! E come probabilmente sai…sono persone che è piuttosto faticoso avere accanto

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