Mese: giugno 2018

Solitudine

Sono sola. In una piccola tana in mezzo al bosco, custodita nel cuore della Lunigiana. Il mio rifugio. Avevo bisogno di lasciare riposare i pensieri e provare ad addolcire i fantasmi che si sono svegliati e mi sbranano da dentro come un verme silente, in agguato nelle pieghe di una vita che sembra perfetta. Si sente solo il sussurro delle fronde degli alberi che si agitano, in attesa di un temporale che non riesce a sfogarsi. A tratti sembrano provare a strapparsi dal suolo, ma le radici li imprigionano alle viscere della terra, nel luogo dove la loro intera esistenza ha inizio e fine. Mi tengono compagnia la luce soffusa delle candele e il ticchettio delle mia dita che imprimono pressione sui tasti e parole sullo schermo. Ed è l’unica che riesco a tollerare. Ci sono molti modi di pensare alla solitudine. Temibile e spettrale quando imposta, un balsamo pietoso quando è il cuore, a chiedere di essere libero di battere al tempo che vuole. Sotto la cassa toracica è un magma che cerca di …

All we need is Pride

È difficile trovare le parole quando le emozioni sovrastano la razionalità, ancora di più quando ci si sente parte di un progetto concreto, che smuove le masse e i cuori di tant*. Essendo  in giro per la presentazione del romanzo, quest’anno ho dovuto restringere di parecchio la mia partecipazione – solo fisica – all’Onda Pride. Ma sono riuscita comunque ad andare a quello toscano. Siamo partiti con un pullman carico di ragazzini universitari, mi sono sentita un po’ la Prof. che porta in gita la scolaresca, ma il mio lato stupidera riesce comunque ad accorciare la distanza di quei dieci anni di differenza. Almeno a chiacchiere. Una Siena gremita, allegra e colorata ci ha accolto, i miei figli erano euforici e anche consapevoli del fatto che quest’anno – dato il clima di intolleranza e rigurgito medievale che si respira nel Paese – fosse davvero fondamentale la partecipazione di tutta la società civile, non solo delle persone LGBTQAI+. E così è stato. Sono davvero felice di aver incontrato amiche e amici di vecchia data, conoscenze che …

L’auto-persuasione elevata a talento

Io non descrivo i fatti, io romanzo forte. Me lo ha detto Figlio. Era sera e stavamo riordinando la cucina, il giardino fuori era pieno di lucciole. Forse splendeva anche la luna, ma non ne sono sicura. Non ricordo neppure di cosa stessimo parlando e se il cane fosse o meno sdraiato nella sua cuccetta grigia e morbida davanti alla porta. Ma non ha importanza. Non ai fini di questa confessione. Sono invece certa che Figlio mi abbia stoppato a metà di un ricordo, sono rimasta in bilico sul filo della parola troncata in bocca. -“Mamma, perché abbellisci sempre tutto? Il tuo cervello romanza la realtà, lo sai? Non è mai davvero così bella, o poetica o divertente come la racconti tu.” Che rumore produce, nella realtà, un velo che si squarcia? Perché dentro di me è stato il silenzio delle stelle di inverno, il fondo oscuro del pozzo in cui niente si muove. È vero? Sì, è vero. E credo di averlo sempre saputo. Fin da quando ero piccola e scrivevo storie sui quaderni …