Nuda veritas
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Quando la vita quotidiana assomiglia a una puntata di “Friends”

Spesso mi rendo conto di quanto sia anomala la mia situazione abitativa. Come sapete abito in casa con mia moglie (dai, unita civilmente non si può sentire), i miei figli, il mio cane e il mio ex marito. Occasionalmente anche alla fidanzata del mio ex marito, che è anche la migliore amica di mia moglie. Questo spesso suscita domande, ma soprattutto stupore. A volte persino a me, che pure ho studiato Lévi-Strauss (l’antropologo, non quello dei jeans).

Scrivo questo post per raccontarvi la domenica appena trascorsa, dunque, giusto per darvi un’idea.

Manu ed io rientriamo dalla presentazione a Savigliano, intorno alle 15.30. Stiamo parcheggiando davanti a casa, quando ci raggiunge la macchina di Giuseppe con a bordo lui, i ragazzi ed Erica.

Entriamo tutti insieme. Loro sono di ritorno dal mare, noi reduci da un viaggio e abbiamo tutti bisogno di una doccia. Inizia la consultazione per i turni sulla base del Chi puzza di più. Decidiamo di comune accordo di dare la priorità ai più piccoli. Ammazzo il tempo preparando la tinta e stendendola sui capelli di Manu, non prima di aver messo su il caffè. Nel frattempo Giuseppe stende una lavatrice ed Erica bada al suo cane, anche lui in traferta a Lucca. Espletate queste incombenze, ne approfitto per applicarmi un impacco a base di erbe mentre Manu chiama la pizzeria per ordinare la cena. Intanto disfiamo le valigie e le borse del mare.

A un certo punto irrompe in cucina Figlia, che da un po’ ha preso ad allevare farfalle, con la teca che contiene i bruchi. È allarmata e preoccupata: i bruchi vomitano e si contorcono.

Inebetita dalla sorpresa che anche gli invertebrati vomitino, lascio la palla ad Erica e Giuseppe, decisamente più competenti, i quali ipotizzano un avvelenamento delle foglie del nostro salice – alimento elettivo dei suddetti animalini – probabilmente dovuto all’utilizzo di pesticidi nell’orto dei vicini.

Riusciamo però a docciarci tutti, quando un temporale ci costringe a correre fuori per ritirare i panni stesi, ma nello stesso momento ci accorgiamo anche che la lavastoviglie perde e il caffè si è bruciato. Ci dividiamo in squadre di pronto intervento.

I bruchi continuano ad agonizzare nel panico generale della nostra impotenza e vengono monitorati a vista, mentre mangiamo la pizza.

Decretiamo la giornata finita solo quando Figlia ci chiama dal suo letto a castello per ricevere la buonanotte, Erica e Giuseppe vanno via, Manu ed io ci accasciamo sul divano. Ma Iole Topocane ci ricorda che non è uscita per la passeggiatina annusatinepipìcacca serale piantandoci le unghiette sulle gambe e fissando la porta. Piove, siamo distrutte e tentiamo la carta della corruzione, scoprendo che, per cinque euro, Figlio è disponibile ad accompagnare la pelosetta ad espletare le sue funzioni fisiologiche sotto la pioggia scrosciante. Mai soldi furnono spesi in modo migliore.

Noi sveniamo, credo, perché ci risvegliamo dopo qualche ora infreddolite sul divano.

Bella la vita ne La Comune, eh. Si ride, si scherza, ci si dividono i compiti. Ma io sono certa di non essere l’unica degli abitanti adulti che, a volte, preferirebbe un monolocale in cima a una montagna.  

 

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  1. Curiosità del NonSonoAffariMiei: si riesce ogni tanto a mantenere la privacy? Non dico per fare cose innominabiliTM, anche solo per guardare un film.

  2. Non so se riuscirei a convivere con così tante persone…
    A volte ho difficoltà anche solo con me stessa, …ouf…
    Comunque è un bel quadrettino. Siete più organizzati che mai, nonostante tracollo di lavatrici, caffè e bruchi poverini!

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