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Unione civile che?! Ma quanti siete? Un fiorino!

Ieri abbiamo telefonato all’ufficio che si occupa di fornire i pass per entrare nella ZTL di Lucca ed arrivare nel palazzo comunale in cui viene celebrato il rito di unione civile.

Il dialogo è stato più o meno così:

– Buongiorno, vorrei avere qualche informazione sul ritiro del pass per accedere alla ztl.

– Certo, per cosa serve?

– Per l’unione civile

– Ah, ma quanti siete?

– Ehm, due…

– Quante auto?

– Una

– E per quanto tempo?

– Per il tempo di arrivare al comune, celebrare l’unione civile e uscire dalla città.

– Sì, ma quanto vi trattenete? Un giorno, una settimana, un mese…

– Ehm, come le dicevo: per il tempo dell’unione civile. Non so, la mattinata?

– Sì, ma per cosa vi serve?

– Per l’unione civile…

– Scusi, non ho capito: è una manifestazione? Ma siete dei privati? Un’associazione? Un ente? Una ONG?

– Siamo una coppia! Ci dobbiamo sposare…

– Ah, un matrimonio! E perché non l’ha detto subito, eh! Allora basta che vengano qui la sposa e lo sposO o uno dei due o un delegato per consegnarci una copia del libretto di circolazione dell’auto. Tutto chiaro? Arrivederci.

Click.

Tratto da “Pensavo fosse un matrimonio, invece era un’unione civile”.

 

 

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  1. Eh, ma ora va di moda indignarsi per i sacchetti biodegradabili e lo ius soli, la gente ha dimenticato che esistono le unioni civili! Io per confondere le cose ancora di più manderei l’ex sposo di una sposa, all’impiegato dovrebbe andare in corto circuito il cervello 😀

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