Nuda veritas
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A Natale sei l’Elfo, il Grinch o Will?

Il Natale o lo ami o lo odi, tanto che da circa un mese, la mia bacheca Facebook è teatro di scontri tra Grinch, Elfi e pure Will (della serie televisiva Stranger Things).

Le argomentazioni, a suffragio di uno o dell’altro, sono più o meno queste:

Il repertorio del Grinch
  • Il Natale è solo una festa ipocrita. Non c’è motivo di fingere di essere buoni, che tanto si sa, che a Pasqua e Natale si è cattivi uguale.
  • Il Natale è un’invenzione consumistica di importazione americana. Babbo Natale è un obeso con disturbo della personalità inventato da Coca Cola, il Presepe una ricostruzione fallace di un falso storico e i Re Magi portavano dei regali di merda. Tipo la Mirra, che per anni si è creduto fosse un refuso di Birra. Ma poi la birra per chi? Per Gesù o per i genitori che si schiantavano di freddo in una grotta scaldata a fiatella?
  • Il Natale è per i leziosi e poi ci sono più lucine, pacchianità e glitter di quanto se ne siano viste ai Gay Pride. Nessuno pensa ai bambini?! E vogliamo parlare dei maglioncini con le renne? Sobrietà e contrizione, se proprio vuoi festeggiare il compleanno di un tizio che morirà crocefisso tra tre mesi.
  • Il Natale conduce/aggrava l’obesità. È scientificamente provato che le calorie ingurgitate durante le Feste si depositano sotto forma di cristalli di grasso insolubile sulle superficie tondeggianti del corpo. Tranne che sulle tette.
  • Il Natale è un periodo ad alto contatto. Tutti si sentono in dovere di abbracciarti, baciarti e farti gli auguri. Pure gente a cui leveresti il saluto se non fosse socialmente deprecabile, pure la commessa del negozio in cui sei entrato per sbaglio e solo perché era l’unico aperto e stavi per finire in coma da ipotermia, pure coloro che non si lavano i denti da quando hanno perso quelli da latte. Forse in segno di lutto.
  • Il Natale è panettone o pandoro. Ma io li schifo entrambi e mangio solo le Girelle dal 1984.
Il repertorio dell’Elfo
  • Il Natale è magico e si torna bambini, anche quelli che bambini non lo sono stati all’età giusta, perché troppo impegnati a combattere per la sopravvivenza all’interno di contesti familiari disfunzionali.
  • Le lucine sono bellissime, rendono la città, le case, i negozi, i vicoli tristi e lerci almeno più accettabili. È lo stesso principio per il quale se un dolce viene brutto lo si copre con lo zucchero a velo e ciao.
  • Il Natale è scartare i regali. E incartarli nuovamente per riciclare quelli che ti fanno cagare. Il trucco è segnarsi su un quaderno il donatore così da non confondersi.
  • Il Natale è acquistare i regali per le persone care. Senza cedere alla tentazione di sterminare l’umanità con il Napalm il sabato pomeriggio di dicembre al centro commerciale. Sopravvivere e divertirsi allo shopping natalizio equivale a sei mesi di terapia farmacologica e psichiatrica. Pensa al risparmio e all’ottimizzazione delle risorse.
  • Il Natale sono i momenti in famiglia, ad apprezzare il tempo condiviso con i parenti. E poi, sai con quanta gratitudine accogli il silenzio il 27?
  • Il Natale è dei bambini, che poi crescono, se ne vanno e tu rimpiangerai questi momenti. Inoltre è scientificamente dimostrato che incartare i regali per i bambini produce lo stesso effetto del pettinare il giardinetto zen con la sabbia o colorare i mandala.
Il repertorio di Will:
  • Il Natale è: chissenefrega. Pensavo di aver toccato il fondo essendo il figlio di una donna squilibrata con delirio di persecuzione, un fratello depresso e un padre assente, invece sono stato rapito da un’entità mostruosa, vivo in una dimensione parallela e comunico con mia madre utilizzando le lucine dell’Albero. E tu? Vuoi ancora lamentarti del tuo Natale con la suocera?!

E poi ci sono io. Che sono nata il 22 Dicembre e da trentasette anni convivo con il disagio di ricevere  gli auguri in combo, tipo: “buon compleanno buon Natale e già che ci siamo buona fine e buon inizio a te e famiglia” (ma pure quelli del compleanno?!), combatto con la scelta tra un regalo grosso e due piccoli (tirchi, metteteli via due soldi a giugno, che il mio compleanno arriva tutti gli anni e sempre nella stessa data, non è che vi coglie impreparati!), che tra il pandoro e il panettone opterò sempre per la pizza e le lucine le lascio accese tutto l’anno (anche se non parlo con Will).

Ah, e se non torno in tempo: “Anche a te e famiglia!”

7 Commenti

  1. Tante angurie a te per domani, quindi! Io sono nata il 18 ma combatto la stessa battaglia del monoregalone o due regalini. Dovrebbero farci il Natale a data variabile, come pasqua.

  2. cristiancantoro dice

    Ci sono 2 refusi: un trentasette a cui manca “anni” e poi non dovrebbe essere 27? 🙂

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