Nuda veritas
5 Commenti

Il cinismo ha rotto le palle (non quelle di Natale)

Là, proprio là. Dietro l’angolo. Protetto dalla tastiera. Eccolo lì. È il cinismo. Sai cos’è il cinismo? È il lato triste dell’intelligenza che si diverte a giocare come il gatto fa con il topo prima di papparselo.

Il cinismo non è ironia. L’ironia è leggerezza, è spensieratezza. È l’intelligenza che utilizza la dialettica affinché tutti i soggetti coinvolti ne traggano piacere. Troppo spesso si cerca di confondere i piani: chi si sente offeso da una battuta sessista, omofoba, razzista, misogina, transfobica viene trattato come un povero cretino privo di senso dell’umorismo.

Non mi piace il cinismo, mal tollero il sarcasmo se usato per prendere in giro una persona o farne oggetto di scherno e derisione. Chi è intelligente e gode di brillantezza intellettuale e padronanza dialettica non ha bisogno di sbeffeggiare il prossimo per emergere e dimostrarlo.

Adoro l’umorismo, l’ironia sagace, il calembour. Mi diverto con le parole, con le situazioni e con le persone. Ma rido sempre CON, mai DI qualcuno.

Perché le parole sono importanti. E anche le preposizioni. Sono strumenti potenti, che leniscono ferite, suscitano commozione, ma scagliano anche odio e conducono alla violenza.

Facciamo tutt* un bel passo avanti: prima di rispondere a un commento, di deridere qualcun*, di postare contenuti sui social, pensiamo alle conseguenze.

Vivere leggeri non significa prendere alla leggera la sensibilità altrui.

5 Commenti

Rispondi