Nuda veritas
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La Sindrome dell'”Altrismo” spiegata a mia figlia

La Sindrome dell’Altrismo è una patologia piuttosto diffusa tra gli esseri umani. Non se ne conoscono le cause; sebbene, secondo le ipotesi più accreditate, si stima che sia piuttosto antica. Pare sia nata quando l’uomo di Neanderthal, parlando con un proprio simile che gli chiedeva se non fosse il caso di preoccuparsi di non avere provviste, gli abbia risposto che doveva accendere il fuoco e che i problemi erano altri.  Nel corso della Storia poi, la sindrome è dilagata, ci sono testimonianze in ogni epoca, ma per amor di sintesi ne ricorderemo una sola: una certa Maria Antonietta Regina di Francia che, informata che i propri sudditi erano in rivolta perché morivano di fame e stavano assaltando i forni, rispose “I problemi sono altri, che mangino i croissant”. Come sai, né i Neanderthal, né la Maria Antonietta fecero una bella fine. Come sai, in natura vince chi collabora.

L’umanità ha da sempre un problema di ipocrisia e di multitasking. Se uno solleva il problema del femminicidio, c’è già una mano alzata a dire che c’è quello dei papà separati che arrancano per sopravvivere, se si parla di diritti LGBT ce n’è un’altra lì, bella tesa, a testimoniare che le famiglie non arrivano a fine mese, se si parla di migranti eccone una pronta ad urlare che per gli italiani non c’è lavoro, un brand fa una pubblicità sessista e tutt* ad alzare la manina per dire che dai, c’è di peggio in TV!

E quindi non ci si trova mai d’accordo su quale problema affrontare, perché appena qualcun* inizia a esprimerne uno, ne viene fuori un altro che sembra più importante, ma lo è meno di quello che viene sollevato subito dopo, che però è solo un granello di polvere se paragonato a quello che quel signore laggiù in fondo ha appena denunciato. Eppure siamo tanti, non sarebbe più semplice se ci occupassimo un po’ di tutto? Facciamo come a scuola, quando la maestra ci divideva in gruppi per studiare le stagioni. C’erano quelli che preparavano il cartellone dell’autunno, altri quello della primavera e poi ancora quello dell’inverno e un ultimo a raffigurare l’estate. Alla fine c’erano tutte le stagioni, una più bella dell’altra ed ognuno poteva essere orgoglioso di aver fatto la sua parte per la realizzazione del lavoro di classe.

Che poi, questi lamentoni non è che avendo a cuore quel problema , più di quel problema , si danno da fare per risolverlo. No no. Lo scrivono su Facebook che i problemi sono altri, ma le mani le muovono solo per digitare sulla tastiera che non gli sta bene. Tanto poi si può dare la colpa al governo, a Trump, a Gigino che da piccolo gli ha rubato la gomma e da allora non ci si fida più di nessuno.

Io non lo so, bambina mia, come si risolve questa faccenda, forse basterebbe partire dall’inizio, da quando da piccoli eravamo capaci di dividerci i compiti perché sapevamo che insieme sarebbe stato più facile sopportare la fatica e più bello il risultato raggiunto.

 

2 Commenti

  1. ericagazzoldi dice

    Il fatto è che chi dice perennemente che “i problemi sono altri”, di solito, NON VUOLE risolverli (almeno, un dato set di problemi che non interessano a lui/lei). E vuol pure creare rancore verso chi osa attirare l’attenzione verso bisogni che non sono i suoi. 😉 Insomma, un po’ di obliquo e vigliacchissimo egoismo.

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