BarZAndManuWedding
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E la scelta del bouquet (scansando gli omofobi bigotti ignoranti)

È un po’ che non vi aggiorno, lo so. Sono fidanzata con un raro esemplare di manageressa efficiente sul lavoro e procrastinatrice nella vita privata. Fosse per lei arriveremmo al giorno precedente l’Unione Civile in preda al panico e costrette a fare tutto nelle ultime 24 ore. Per fortuna ci sono io. Che sono fatta della stessa sostanza dell’ansia e pianifico pure le visite al gabinetto.

Orbene, vi annuncio che il weekend è stato particolarmente fruttuoso.

Abbiamo finalizzato l’acquisto delle fedi. La proprietaria della gioielleria si è ricordata di noi e voglio sperare che fosse perché siamo belle&simpatiche e non perché siamo state l’unica coppia di donne che abbia servito. Le fedi sono meravigliose e sceglierle non è stato facile. Volevamo che si vedesse chiaramente che si tratta di un anello matrimoniale, ma allo stesso tempo che non fosse quello classico. Oh, incredibile, ci siamo riuscite. Abbiamo optato per un modello in oro giallo, ma dalla lavorazione un po’ ondulata. Riflette così tanto la luce che si può usare anche per rovinare la retina di un eventuale vicino di sedile che in treno grida al telefono.

Ci siamo poi dedicate al bouquet. Abbiamo stabilito che il tema principale sarà l’edera (no, il fatto che io ne abbia un metro tatuata sulla schiena non fa di me colei che l’ha proposta perché sta in fissa). Di conseguenza chiederemo agli invitati (alla lista stiamo lavorando, sappiamo che saranno pochi) di arruciolarsene un rametto su un polso, in un’asola, di cingersi la testa l’Italia chiamò, prima di arrivare in Comune. Ovviamente pure nel bouquet l’edera sarà la protagonista. Che poi in realtà di mazzi ce ne servono due, più quello di Figlia che sarà la damigella. E no, non tutte le esercenti a cui ci siamo rivolte hanno ben compreso la faccenda. In ben due negozi la scena è stata questa.

_ Buongiorno, vorremmo chiedere un preventivo per i bouquet da sposa

_ Sì, ovviamente dipende dalla tipologia, chi è la sposa?

_ Entrambe

_ Cioè? [Sguardo allibito] Vi sposate lo stesso giorno e lo volete uguale (WTF?)?

_ No. Ci sposiamo tra di noi e sì, ci piacerebbe – se non uguale – che avessero un senso insieme. Poi ce ne servirebbe un terzo, più piccolo, per la bimba, che è mia figlia e sarà la damigella. E anche un ferma occhiello per mio figlio.

_ [Faccia da panico della fioraia. Silenzio.] Ah, beh, sì… [Fissa me, fissa Manu – che non sa se ridere o incazzarsi – fissa Figlia che assume l’espressione di cui segue immagine.]

La fioraia conclude con un “Non so, devo valutare, cercare delle idee, non so dirvi… Potete ripassare più avanti?”

Sì, ripassiamo quando avrete capito come si gestisce un’attività commerciale, quando imparerete il concetto di cura del cliente e, soprattutto, quando sarete meno omofob*.

Al terzo negozio è andata bene. La proprietaria ci ha accolte nonostante avesse appena chiuso per la pausa pranzo perché ci ha viste al di là della porta. Ha chiesto la data della cerimonia, ha discusso con noi idee e prezzi, suggerito soluzioni. Ci siamo scambiate i recapiti e non abbiamo deciso subito che sarà la nostra fioraia. È giusto premiare chi mette il cliente al centro del business, a prescindere dall’orientamento sessuale ed affettivo di chi ha di fronte. [Ecchecazzo, imparatela un po’ di educazione – che poi vi lamentate della crisi!].

Abbiamo dunque chiuso il fine settimana con un trend decisamente positivo sul fronte dei preparativi. Mal che vada staremo ignude, ma con gli anelli e l’edera. Effettuo statua. Che a Febbraio farà talmente freddo che non ci saranno nemmeno i piccioni a cagarci scaldarci.

 

 

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