Mese: novembre 2017

Lesbiche invisibili, ma perché?

Lo scorso martedì ho partecipato a una conferenza sul Diversity Management e sulle discriminazioni che le persone LGBT si trovano ad affrontare sul posto di lavoro. Ho seguito con interesse il dibattito, condotto dall’associazione Parks, Diversity Lab e promossa da Pink Riot Arcigay Pisa e Glauco Associazione universitaria lgbtqi+ Pisa. Trovo parimenti allucinante che sia ancora necessario operare all’interno delle aziende per il benessere delle persone LGBT e grandioso e impegnativo lo sforzo di queste associazioni per diffondere best practices di integrazione. Mi ha colpito, ma purtroppo non stupito, il tema dell’invisibilità delle lesbiche. In anni di attivismo e militanza sono consapevole della problematica. Che si può riassumere con i dati statistici: le lesbiche esistono, ma non compaiono. Non pervenute. E viene da chiedersi perché. Perché ci si vergogna anche solo di pronunciare la parola lesbica, nemmeno fosse una parolaccia? Perché sul posto di lavoro si temono ritorsioni da parte di colleghi e datori di lavoro? Perché si teme lo stigma sociale se diciamo di avere una compagnA, una fidanzatA, una moglie? E così ho …

Poetica del Cordon Bleu: memorie di famiglia e altre cosette

Non sono credente, o almeno, lo sono in un modo un po’ buffo e tutto mio. Sulla morte ho una mia filosofia trascendentale che somiglia un po’ al buddismo, solo più rozza e burina. Potremmo definirlo uno Spiritualismo alla Cazzodicane, se proprio sentissimo questa impellente e dirompente necessità di categorizzarlo. [In questa visione barsottesca dell’esistenza, ampio spazio è dedicato al culto della vita e del tempo che fugge – inteso come necessità di celebrare il presente come un dono (culto sincretico che affonda le sue radici in Kung Fu Panda) – al praticare la gentilezza, confidando così nella speranza di accumulare Punti Karma a credito e non a debito (colgo l’occasione per ricordare al Karma che sono a credito ancora un bel po’). Questa tensione al Bene Supremo si attua attraverso l’Amore, motore immobile dell’esistenza, inteso come Cura delle persone amate, Presenza ed Empatia.  In questo presente trovano spazio, però, anche il ricordo e la malinconia per quei volti la cui memoria ormai inizia a sfumare, per gli odori, i luoghi e i sapori che si sono …

Le mie mille me ©

Ieri era una giornata piovosa. Una di quelle umide domeniche autunnali in cui si può optare tra film, libro, coccole o pulizie. E noi siamo state costrette a scegliere l’ultima alternativa per evitare di essere fagocitate dal terribile Mostro Peloso che vive sotto il letto e si nutre di polvere, peli di Iole e capelli. Mentre spolveravo con Figlia la sua camera, mi sono imbattuta in questa graziosa Matrioska, regalo che le abbiamo portato io e Manu dalla Bulgaria. Una faccina carina e sorridente, colori vivaci e glitter q.b. Premetto che sono nata negli anni’80, precisamente proprio nell’anno millenovecentoottanta. Ciò implica che io abbia (quasi, essendo nata il 22 dicembre) trentasette anni, che abbia assistito agli effetti dell’esplosione di Chernobyl e sia sopravvissuta (almeno finora) all’abuso di coloranti&conservanti, agli fltalati della plastica, al fumo passivo in ogni ambiente, alle autovetture prive di cinture di sicurezza e seggiolini, al latte in polvere arricchito con grassi saturi – altrimenti non mi spiego perché tutti noi fossimo degli infanti obesi. Ma, soprattutto, sottintende che io sia stata cresciuta dalla …

Soliloquio sulla cisti che vive nella mia tiroide

Qualche giorno ho fatto un controllo alla tiroide. Niente di grave o drammatico (almeno per ora, però se muoio giovane ricordatemi mentre mangio pizza e leggo un libro), anche se dopo la nascita di Margherita sono diventata leggermente ipocondriaca e con una soglia di sopportazione del dolore che si è assottigliata negli anni; roba che, se continua così, mi metterò a piangere anche per ogni nuova doppia punta. Comunque. Vado in ospedale per la visita dall’endocrinologo, con la lista di esami già fatti, le ecografie precedenti, un libro, un gioco, del cioccolato: ‘che le attese mi annoiano quasi come le polemiche inutili. Mi accoglie un paffuto dottore dal sorriso simpatico. Mi fa accomodare e prepara la scheda di anamnesi. Lui scrive, io mi guardo intorno cercando di tenere a bada l’agitazione. Mi fa poi sdraiare sul lettino e inizia l’ispezione ecografica sul collo. Momenti di silenzio. Lui guarda il monitor. Io guardo lui che guarda il monitor. Nessun gatto a guardare alici, stavolta. “Bella cisti! 23 x 18!” esclama lui, mentre io penso al commiato …