Nuda veritas
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La mia fidanzata e la Sindrome dello Sheraton

Oggi parleremo della Sindrome – con tanto di maiuscola, ‘sì da permettervi di coglierne l’importanza e la gravità – dalla quale è affetta la mia fidanzata.

Tale Sindrome è altamente virale, ha già contagiato il resto della famiglia, compreso il mio ex marito. Pertanto si consiglia la lettura del post accucciati in un angolo buio. Se siete sui mezzi pubblici potete fissare una macchia di sudiciume a caso. Pare che tenebre, puzza e zozzo impediscano la propagazione del virus.

Per capire di cosa si tratti, dovrete concedermi anche una breve digressione narrativa. Siamo nel decennio scorso, quando Manu, giovane e spavalda manager di primo pelo si accingeva ad abbracciare la causa del nomadismo intercontinentale per soddisfare la propria bramosia di conoscenza e carriera. La giovane e spavalda di cui sopra era avvezza saltare da un aereo a un treno più volte la settimana, si nutriva di croccantelle al bacon delle macchinette, caffè nero e Pringles e pernottava in hotel & residence di vario genere.
Ma negli ultimi 3 anni, la sua vita aveva avuto un upgrade e l’esistenza imbruttita era stata in parte ricompensata dal pernottamento – scelto e pagato dall’azienda per cui lavorava – in Hotel della catena Sheraton.

La sopracitata catena, famosa per la nanna di lusso, offre una serie di comfort che io ho potuto testare una sola volta – quando Manu, per fare la figa, mi ha portato in vacanza in Thailandia – e prevede: materassi paradisiaci da cui non alzeresti il culo nemmeno se ci fosse Angelina Jolie a chiedertelo per favore, camere impeccabili  con tanto di cioccolatino serotoninico della buona notte, una selezione di lussuosi set cortesia da bagno – tipo che c’è perfino il balsamo, che per una coi capelli pazzi è un desiderata mica da poco – le pantofoline di pelo di muflone artico tessuto al telaio peruviano, accappatoi di cotone così morbido che ti viene voglia di indossare solo quello per sempre anche per andare a lavoro e sposarti.

E poi il servizio. Qualunque richiesta viene soddisfatta praticamente in tempo reale. Vuoi un caffè? Un tramezzino con l’avocado lunare? Una tavola da surf? Un gentile addetto si precipita alla porta della camera in men che non si dica. Nemmeno io con i miei figli neonati ero così scattante.

Inutile dire che la manager imbruttita – immaginiamola stanca dalle molte ore di lavoro e viaggio – si sia spesso concessa queste coccole extra. Pensate cosa comporti il vivere anni in questo modo.

Adesso torniamo al presente. A noi, alla nostra convivenza ne La Comune. Alla mia vita frenetica, al mio bisogno di tempo e concentrazione. Ecco. Praticamente sto per sposare un mostro.

Le porto il caffè in camera? La tazzina rimane a lasciare culaccini sul comodino.

Si fa la doccia? L’accappatoio rimane appallottolato per terra, sempre che non sia steso a fare da sindone sul letto.

Fa merenda davanti al pc? Indovinate dove rimane il piatto? Tra le pagine chiare e le pagine scure del mio smerigliamento di gonadi.

Non c’è verso. Non ce la fa. C’è chi crede a Babbo Natale o agli Gnomi del Bosco, lei crede nella presenza della Fatina dei Resort di Lusso che assieme all’Elfo Dorato dell’American Express, volteggia leggiadra alle sue spalle, raccogliendo gli oggetti che lascia graziosamente scivolare dalle mani.

E non solo. La Sindrome ha iniziato a diffondersi all’interno de La Comune, producendo vestiti in odor di salma dell’adolescente che rimangono a imputridire nella sua camera, mollette per capelli della Piccola sapientemente sparpagliate sul pavimento del bagno, in modo da devastare i piedi scalzi con una ferocia pari solo al mattoncino angolare dei Lego.

Ma il morbo può e deve essere debellato. Sono corsa ai ripari. Ho creato una tabella dei vari servizi con tanto di costi e l’ho appiccicata sulla porta di ogni singola fottuta stanza.

Adesso i prezzi dello Sheraton sembreranno quelli dell’Ostello della Gioventù.

17 Commenti

  1. Questo post è meraviglioso! Compatisco e comprendo il problema.
    Io ho il moroso obiettore di coscienza alla chiusura di ante e cassetti. Tant’è che ogni volta che lascia aperta la porta dell’armadio gli chiedo se lo fa per permettere al fantasma della nonna trapassata di entrare e uscire a suo piacimento.

  2. daniela dice

    Casa della mia fidanzata è perfetta: profuma sempre di pulito e di bucato appena fatto. Il pavimento lo potresti leccare, tutto è in ordine maniacale. Quando viene da me, che sono disordinata e faccio tanta fatica a tenere la casa in condizioni decenti, a volte la lascio dormire e io vado al lavoro. Quando torno lei è andata via e trovo: carte di caramelle ovunque (io non mangio caramelle), bottigliette vuote o iniziate e abbandonate in ogni angolo della casa, i pezzi di carta del rullo levapeli (per i peli dei gatti sui vestiti) anche quelli abbandonati qua e là, le ciabatte davanti al divano, dove evidentemente si siede per infilare le scarpe. Ogni volta il pensiero è: “ma io, ma.. boh!”. Non sono in grado di pensare altro

  3. Mi piace la tabella dei prezzi! Mi piace infinitamente! Avessi preteso 1 euro ogni volta che ho dovuto riappallottolare la prolunga che l’uomo usa per ricaricare il tablet ovunque egli si trovi… ricca, ricca sarei!

  4. Isabella dice

    Temo che sia indipendente dallo Sheraton… Mi stavo chiedendo… sei proprio sicura di volerla sposare???

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