Nuda veritas
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Io e te – eppure non ci avrei scommesso manco una birra

Sarà che quando parti rimango sempre un po’ spaesata. Ti accompagno all’alba a prendere il passaggio che ti porterà a Milano e passo le due ore successive a girare per casa a vuoto, aspettando di vederti sbucare con in mano il pc o l’ennesima tazzina di caffè. Invece no.

Oggi sono malinconica, perché è stata un’estate bella, piena di caos e amore e progetti condivisi. E mi manchi. Penso alla nostra storia.

Ci siamo conosciute per caso in un gruppo di lavoro, la simpatia è scattata subito reciproca, ma niente di più. Io avevo la mia vita e tu la tua; ci piaceva chiacchierare, confrontarci e ridere con il nostro senso dell’umorismo non comprensibile a tutti, quello sì. Io vivevo a Lucca, tu a Stoccolma. Poi la vita si è accartocciata. Io facevo l’ospite in quella che all’epoca era casa mia, insieme a una compagna che ha fatto di tutto per allontanarmi – salvo poi fare la vittima e lamentarsi di essere stata lasciata. Mi sono dovuta trasferire a Milano per lavoro e per scappare al dolore di quella separazione. Tu mi hai accolto nel momento più disperato della mia vita: quando ero lontana da casa, dai miei figli, con un lavoro nuovo, in una città sconosciuta. Sono entrata nella tua casa vuota – tu eri a Stoccolma e ci incrociavamo raramente  – con una valigia di vestiti, scarpe e lacrime. Non c’eri, ma c’eri. Mi sei stata vicina, mi hai ascoltata e consolata. Quando ero per terra ti sedevi accanto me anche se eri in un altro Paese. Lo sentivo sai? È lì che ho imparato che la vicinanza non è una questione geografica. Poi, l’amicizia si è trasformata in Amore.

I maligni hanno visto un piano di broccolaggio ben congegnato, di te che ti spianavi la strada risalendo la corrente tra le mie lacrime e io che te lo permettevo. Ma a noi fottecazzo delle opinioni dei poracci di cuore. Noi lo sappiamo che ogni granello di amore lo abbiamo posizionato con pazienza, costruendo castelli di sabbia che venivano spazzati via da circostanze sempre sfavorevoli, dalla mia capacità di boicottare le cose belle preferendo le mazzate (per fortuna non è più così – special thanks anche alla mia terapeuta), dal tuo carattere da riccio che mal si sposava con il mio atteggiamento da istrice.

Se siamo ancora qui è grazie a te. Che non te ne sei andata quando ti ho gridato di farlo, dopo aver giocato a trovarci tutti i difetti del mondo per dimostrare che non meritavo il tuo amore. Sei rimasta, nonostante tu abbia visto il peggio di me, ascoltato i miei deliri e saltellato nel campo minato delle mie fasi umorali poco prevedibili. Ce l’ho messa tutta a sfasciare ogni cosa, perché quando impari a essere trasparente e a relazionarti con qualcuno che ti fa sentire sbagliata e inutile, alla fine è sempre chi viene dopo che ne paga le conseguenze.

Siamo qui. Perché mi fai sentire amata per come sono e mi hai insegnato che quel che sono è amabile.

Siamo qui. Perché ci abbiamo creduto. A volte a senso alternato, molto spesso insieme e adesso ho smesso di essere terrorizzata all’idea di una nuova convivenza.

Siamo qui. Io e te. Alle porte dell’ennesimo cambiamento.

Io e te – eppure non ci avrei scommesso manco una birra.

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  1. Bellissimo questo post. Ci sarà anche Manu il 23? Mi piacerebbe salutare anche lei 😀 Però: ma allora non vi siete conosciute in lavanderia!!!! Ohhhhhhhhh……… (scherzo)

  2. Ho gli occhioni lucidi (e a proposito di birra, no, non è perché ho bevuto)

    Basterebbero queste parole a spiegare perché ti amo così tanto.
    Sai parlare così intensamente e profondamente di sentimenti, perché sei capace di provarli,
    riconoscerli e agire con coraggio per difenderli.

    Grazie anche a te, per avermi vista mentre ero schiacciata dall’invisibilità (a quanto pare, essere in due non è sinonimo di essere in coppia).
    Grazie per avermi lasciato idealmente accovacciare assieme a te sul pavimento, in quelle lunghe chiacchierate che hanno insegnato ad entrambe che calore ed empatia – quando ci sono – raggiungono l’altra ovunque si trovi.

  3. Flora dice

    Veronica le tue parole arrivano sempre al cuore, alla pancia e poi la lacrimuccia scende. Sei una donna da ammirare e da prendere come esempio per il coraggio di osare e metterti sempre in gioco. Un abbraccio forte Flora

  4. isaelevan dice

    Vabbè, ho pianto, lo devo ammettere. Forse perchè hai descritto un pò me, forse perchè alle cose belle non ci credo nemmeno io. Forse perchè ho vissuto le tue tappe, identiche (figli, ex compagno, ex compagna, …ora boh….).
    Insomma, a volte mi sento meno sola e meno piagnona. A volte….. Baci

  5. Ho letto la tua lettera d’amore ad Alessandra.
    E ci siamo ritrovate, abbiamo trovato noi stesse e il nostro inizio nelle tue parole….
    ma lo vedi quanto sei grande? Quanto potenti le tue parole?
    Un grosso abbraccio a te e Manu!!

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