Nuda veritas
Lascia un commento

Burocrazia e transfobia: la storia di Ethan

Ethan deve sottoporsi a un intervento in anestesia totale alle corde vocali programmato per il 19 luglio.

Segue tutto l’iter burocratico ospedaliero per la preospedalizzazione: compila moduli, esegue esami diagnostici e visite. Sembra filare tutto liscio.

Poi accade che – sempre dopo aver seguito anche l’iter snervante a cui in Italia sono sottoposte le persone che decidono di intraprendere un percorso di transizione – pochi giorni fa, sentenza alla mano, Ethan può finalmente cambiare i propri documenti anagrafici.

Questa mattina la sorpresa.

Ethan telefona all’Ospedale San Luca e scopre che non essendo più Cinzia Ricci, ma Ethan Ricci, la sua pre-ospedalizzazione non è più valida. Gli viene comunicato che dovrà rifare tutto da capo: visite, esami e soprattutto finirà di nuovo in coda alla lunga lista di attesa.

Non importa che abbia le sentenza e una cartella clinica. Secondo la burocrazia dell’ospedale basta cambiare nome che, magicamente, i valori delle analisi cambino e non siano più validi.

Sono profondamente indignata per quanto successo al mio amico Ethan. Spero vivamente che le istituzioni si muovano per risolvere questa discriminazione e inadeguatezza burocratica.

 

 

Rispondi