Nuda veritas
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Ai suoi presento i miei. Oltre al mio ex marito.

Sì, sono viva. Viva e stanca, ma di quella stanchezza bella che ti fa sorridere. Anche se di un sorriso che assomiglia a una colica. Manca poco, pochissimo, all’uscita del libro (questione di un paio di settimane: io sto impazzendo dall’ansia) e ho passato questi ultimi quindici giorni a scrivere, riscrivere, modificare, limare, implementare, tagliare il romanzo. Adesso non è più in mano mia e spero davvero che il risultato sia quello desiderato. Scusate, sono andata fuori tema, tipo quelle mamme che gli chiedi com’è andato il viaggio di lavoro e ti tengono quattro ore a descriverti la palette pantone della cacca dei loro virgulti. Ma un libro è una specie di figlio, con il vantaggio che non sporca e dove lo metti sta.

Torniamo al post. Ecco. Dunque, vi ricordate che dovevano venire a pranzo i genitori di Manu? (Se non ve lo ricordate o ve lo siete perso, cliccate QUI).

Ci tengo a tranquillizzarvi che è andato tutto bene e che ho scoperto di possedere anche una personalità massaia anni cinquanta. Ecco com’è andata.

Intanto la sorpresa è stata che si sono aggiunti i miei genitori. Se vi state immaginando un ricevimento formale, con tanto di fidanzamento ufficiale, anche in questo caso voglio rasserenarvi: nessuna ha chiesto la mano di nessuna, ognuna si è tenuta le proprie e non c’è stata la fatidica scampanellata del bicchiere a metà pranzo per annunciare un matrimonio imminente. E nemmeno una gravidanza. Le due madri si sono piacevolmente confrontate su ricette, nipoti e pedagogia anni ’80, vantandosi di essere di mano lesta e pochi compimenti. I due padri baffuti, invece, hanno discorso di lavoro. Ci sono sembrati tutti rilassati e contenti. O almeno hanno finto bene.

Il menù. Ecco, alla fine ho optato per i grandi classici: antipasto toscano di salumi e crostini, tordelli di carne al ragù, involtini di fesa di tacchino con pancetta e provola e come dessert un dolce tipico lucchese. I genitori di Manu si sono complimentati, mio padre era entusiasta e mia madre mi ha elogiata più volte; una roba mai accaduta nella vita, quella di ricevere un tributo pubblico da lei; sto ancora lacrimando per l’emozione! Insomma molta fierezza e molti chili in più per me, che purtroppo non appartengo a quel gruppo di persone che se cucinano perdono l’appetito. Io, nemmeno quando vengo lasciata, mollo lo sportello del frigo.

I ragazzi hanno accolto l’occasione con gioia e confidano nella ripetizione di questo evento, così da potersi cibare di qualcosa di più elaborato di pasta al pesto, al pomodoro, al tonno, all’olio e all’aria fritta che di solito propino loro durante la settimana.

Giuseppe si è trattenuto coi suoi per un caffè e poi se n’è andato a Massa, che di pranzi in famiglia gli ci mancano solo i miei.

E Manu? Non lo so, credo stia ancora digerendo, perché la zozza ha avuto anche il coraggio di cenare con gli avanzi.

 

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