Nuda veritas
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Procrastinare il cambio di stagione con stile e dignità

Il caldo è arrivato. E io vi vedo, tutte sorridenti mentre sfoggiate shorts girochiappa e top giropuppe. Vi osservo mentre con disinvoltura grondate sudore da ogni poro della pelle e andate a caccia di raggi solari come fossero la coda dell’arcobaleno. E un po’ v’invidio. Perché io avrei goduto ancora per un po’ dell’innaturale frescura dei giorni precedenti, di quel clima autunnale che mi ha permesso di spararmi una ribollita alle otto di sera mentre fuori c’era ancora il sole.

E invece, niente. Tra poco è estate e devo fare pace con le vostre ascelle aromatizzate al ragù di cinghiale, con la pressione che mi dona la vitalità di una medusa spiaggiata, i piedi doloranti e le mani gonfiate a due atmosfere.

Che poi, capiamoci, se io potessi vivere su un’isola e sciaquettarmi in chiare e fresche acque cristalline, mi piacerebbe anche, questa stagione. Se il mio unico pensiero fosse abbinare il pareo (sono ancora in uso?) al costume, o quanto lime pestare nel mojito, la amerei anche, la calura. Però, mannaggia, lavoro! E per giunta devo inventarmi programmi di svago e intrattenimento per i miei figli che, invece, sono in vacanza.

La cosa che in assoluto odio di più – nel senso che può quasi competere con l’ascella gusto morte – è il cambio di stagione. Il fatto che siano bruscamente arrivati 46 gradi all’ombra, con uno sbalzo termico di 32 gradi rispetto al giorno precedente, non mi ha aiutata. Per farla breve: qui dormiamo ancora con il piumone grado di calore Siberia, abbiamo in dotazione scarpe invernali, giubbetti, jeans imbottiti di pelo di foca e magliette a manica lunga.

Io me la cavo, a dire il vero, ho scavato nel ventre dell’armadio e ho raccattato tre o quattro t-shirt che erano rimaste appallottolate in posizione fetale sul fondo. Il problema sono i miei figli che si lamentano.

Non avendo né voglia né tempo per sbrigare il gravoso compito di sgombero, pulizia e ripristino degli armadi, ho iniziato a rispondere così alle obiezioni. Lo condivido con voi, che lo so che non sono l’unica ad essere rimasta indietro.

Per i pantaloni lunghi in cotone pesante o in fresco di lana (ossimoro che ho sempre trovato di gran classe)

“Amore, è per proteggerti dalle zanzare! Hai idea di quanto siano affamate a inizio stagione? Roba che io a dieta, in confronto, sono inappetente!”.

Per la maglia dolce vita che di dolce ha solo il nome

“No, amore, è solo una sensazione. Sai che una volta a un bambino si è staccata la testa perché ha preso una corrente d’aria condizionata sul collo?”.

Il piumone pesante grado di calore Siberia

“Lo capisco. Se vuoi lo leviamo anche subito, però a maggio si aggira il Mostro del Sottoletto che ama cibarsi dei bambini che non si proteggono sotto una coperta spessa”.

Calzature in pelle di zebù, camoscio, renna, alce, alpaca e Moon Boot®

“Amore, sei un ingrato. Tu sei nato dalla parte fortunata del pianeta. Sai che in Africa i bambini non hanno le scarpe?! E tu ti lamenti pure?!”.

Nella migliore delle ipotesi non funzionerà. Nella peggiore i vostri figli inizieranno presto un percorso di analisi.

Ma mi è sembrato comunque una valida alternativa al decidere di fare il cambio degli armadi.

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  1. Condivido ogni singola parola, ma soprattutto la vitalità da medusa spiaggiata. Qui poi ogni tanto scoppia un temporale a caso e la temperatura precipita per due ore. Poi torna su, generando un clima tropicale in cui vivono solo le mangrovie.
    Oggi ho deciso di tirare fuori dall’armadio le scarpe di tela e abolire le scarpe da ginnastica semi-impermeabili. Quindi prevedo un fortunale in arrivo.
    No, ma che bella la primavera, eh!

  2. Io non ho problemi, mia figlia è atermica. Tipo l’altro ieri, 32 gradi, è uscita dalla scuola con indosso la giacca a vento ben abbottonata fin sotto al mento. E lo scaldacollo in lana. E sotto, canottiera e maglia a maniche lunghe.
    “Amore ma non senti caldo?”
    “Ah forse sì mamma, ADESSO CHE ME LO FAI NOTARE!”
    -____-
    beata adolescenza

  3. Io per fortuna ho trovato in questa casa un armadio ampio..sposto da destra a sinistra in base alla temperatura e stop..
    Già recuperare le scarpe leggere e i sandali da sopra l’armadio è missione impossibile..
    Ma chi l’ha inventato sto cambio??
    Che tanto, un giorno ci sono 30°, il giorno dopo 15°…grrrr

  4. laperfezionestanca dice

    Io vivo meglio da quando non lo faccio più. Tutto insieme nell’armadio, due cassetti per i maglioni, 3 per le magliette. Solo le scarpe vanno su e giù. Il cambio di stagione non può ucciderti, ma perché dargli una chance?

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