Mese: maggio 2017

Ai suoi presento i miei. Oltre al mio ex marito.

Sì, sono viva. Viva e stanca, ma di quella stanchezza bella che ti fa sorridere. Anche se di un sorriso che assomiglia a una colica. Manca poco, pochissimo, all’uscita del libro (questione di un paio di settimane: io sto impazzendo dall’ansia) e ho passato questi ultimi quindici giorni a scrivere, riscrivere, modificare, limare, implementare, tagliare il romanzo. Adesso non è più in mano mia e spero davvero che il risultato sia quello desiderato. Scusate, sono andata fuori tema, tipo quelle mamme che gli chiedi com’è andato il viaggio di lavoro e ti tengono quattro ore a descriverti la palette pantone della cacca dei loro virgulti. Ma un libro è una specie di figlio, con il vantaggio che non sporca e dove lo metti sta. Torniamo al post. Ecco. Dunque, vi ricordate che dovevano venire a pranzo i genitori di Manu? (Se non ve lo ricordate o ve lo siete perso, cliccate QUI). Ci tengo a tranquillizzarvi che è andato tutto bene e che ho scoperto di possedere anche una personalità massaia anni cinquanta. Ecco com’è andata. Intanto …

Procrastinare il cambio di stagione con stile e dignità

Il caldo è arrivato. E io vi vedo, tutte sorridenti mentre sfoggiate shorts girochiappa e top giropuppe. Vi osservo mentre con disinvoltura grondate sudore da ogni poro della pelle e andate a caccia di raggi solari come fossero la coda dell’arcobaleno. E un po’ v’invidio. Perché io avrei goduto ancora per un po’ dell’innaturale frescura dei giorni precedenti, di quel clima autunnale che mi ha permesso di spararmi una ribollita alle otto di sera mentre fuori c’era ancora il sole. E invece, niente. Tra poco è estate e devo fare pace con le vostre ascelle aromatizzate al ragù di cinghiale, con la pressione che mi dona la vitalità di una medusa spiaggiata, i piedi doloranti e le mani gonfiate a due atmosfere. Che poi, capiamoci, se io potessi vivere su un’isola e sciaquettarmi in chiare e fresche acque cristalline, mi piacerebbe anche, questa stagione. Se il mio unico pensiero fosse abbinare il pareo (sono ancora in uso?) al costume, o quanto lime pestare nel mojito, la amerei anche, la calura. Però, mannaggia, lavoro! E per giunta …

Giuseppe, ti presento i suoi

[EDIT. Breve riepilogo per i nuovi e per i distratti: da circa un anno vivo in una specie di Comune insieme a Manu (la mia fidanzata), Giuseppe (il mio ex marito) e i miei figli.] Nel nostro inconsueto scenario familiare, sta per accadere anche questo: per la prima volta, i genitori di Manu verranno a trovarci. L’occasione sarà un fine settimana di vacanza per loro, in cui – finalmente – vedranno in che razza di casa è andata ad abitare la loro figlia. Ho sempre pensato che siano stati molto sportivi ad accettare di buon grado questa nostra bizzarra composizione residenziale. A suo tempo, la comunicazione da parte di Manu ai suoi genitori, si era svolta più o meno così: «Mamma, papà, allora io nel fine settimana e quando non lavoro a Milano, vado a stare da Vero a Lucca» dice lei al telefono, buttando lì il discorso, tipo sasso nello stagno. «Ah, avete preso casa insieme? Già?! Non sarà un pochino presto?» rispondono loro perplessi. «Tranquilli, è che per motivi pratici abbiamo deciso di …

Le gioie del diventare madre da giovane

A ventidue anni, quando ho visto il test di gravidanza positivo, mi è preso un colpo. Il colpo è nato di 3300 grammi, un giorno di 14 anni fa e adesso mi stressa perché non vede l’ora di comprarsi un motorino. Adesso, con 14 anni di esperienza come madre e 36 anni dichiarati sui documenti, posso stilare una lista di benefici che, ai tempi del colpo, non avevo previsto. [La maternità è sempre un colpo. Lungi da me propinarvi la lezioncina sulla genitorialità. Volete figli? Figliate. Non volete figli? Non figliate. Avrete le vostre valide e sacrosante ragioni. Ah, è un post ironico. Se volete sfogare livore o elargire consigli di vita non richiesti andate altrove.] INFANZIA La maestra dell’asilo non ti sgrida se arrivi a prenderlo in ritardo Ti guarda benevola e non si irrita con te, come invece hai visto fare con la mamma di Luca. Non ti dice niente perché ci mette almeno un trimestre a convincersi che sei davvero tu, la mamma della creatura, e non sei la sorella grande a cui è stato affidato …