Ti tiro un pacco

Qui a La Comune c’è sempre un bel via vai di pacchi in consegna. Siamo tre adulti che, per esigenze diverse, comprano parecchio online (DISCLAIMER: questa è una frase paracula che vuole mascherare il mio essere shopaholic).

I corrieri delle varie ditte ci conoscono e hanno smesso di essere confusi dalla sfilza di nomi e cognomi sul campanello e anche di domandarsi perché principalmente ritiro sempre io i pacchi, a prescindere da chi sia il destinatario della spedizione. La postina ha avuto un leggero spaesamento quando ha chiesto a Manu se fosse lei la moglie di Giuseppe e si è sentita rispondere un evasivo “No, ma vivo qui.”

Quando non trovano nessuno in casa, bussano ai vicini, soprattutto a quella che da mesi sta impazzendo per capire chi abita qui e quando. Nel ritiro dell’ultimo pacco si è qualificata come “zia – custode” e mi ha rincorso, in uno dei nei miei pit stop a casa alla Fast&Furious, per lanciarmelo attraverso il finestrino.

Quando non c’è nemmeno lei la situazione diventa una buffa caccia al tesoro. A volte mollano i pacchi incastrandoli nella grata della porta, a volte li nascondono nel giardino comune, dopo avermi mandato un sms per darmi qualche indizio su dove trovarli. Mai troppi, per carità, che magari poi qualche ladro si ruba il mio stock di mutande di Zalando. Nell’ultima ricerca ho anche ritrovato un portachiavi che avevo perso due anni fa.

Ma quello che sto per raccontarvi vince il Premio Corriere Merda.

È andata così. Dato che tra un mesetto è il compleanno di Brita, Giuseppe, Manu ed io abbiamo deciso di regalarle un orologio. Ne abbiamo trovato uno bellissimo, viola con gli unicorni e lo abbiamo acquistato direttamente dal sito del brand. Tutto bene. Mi arriva la mail di spedizione e di avviso di consegna. Perfetto. Tranne per il fatto che io non ci sono quando il corriere arriva. Una volta a casa, trovo un foglietto in fondo alla buca delle lettere. È del corriere che mi avvisa che il pacco è dentro il porta ombrelli. In preda all’ansia estraggo due ombrelli gocciolanti, un bastone da passeggio, un cacciavite arrugginito, due mozziconi di sigaretta di qualche stronzo di passaggio e la busta contente l’orologio. Peccato che il tutto fosse immerso in mezzo metro d’acqua putrida e rugginosa. Apro la busta ed escono almeno due litri di acqua del Gange in piena. Ormai poco speranzosa, apro anche la scatola dell’orologio, che infatti ha il cinturino rovinato dall’ammollo e i manuali cartacei che ormai sono buoni per il bidone dell’umido.

Scrivo al brand spiegando l’accaduto e mi dicono che manderanno un corriere a ritirare l’orologio incidentato e ne invieranno uno nuovo. Bene. Io soddisfatta, anche se dispiaciuta per il povero corriere che forse sarà cazziato. Trascorro i giorni dell’attesa tormentata da questo sottile senso di colpa e finalmente arriva il giorno della consegna. Arrivo a casa e cosa trovo nella cassetta delle lettere? Lo stesso foglietto, dello stesso corriere, che mi avvisa che il pacco è nel porta ombrelli.

Fortuna vuole che stavolta l’avessi svuotato dall’acqua stagnante e che fosse stata una settimana priva di precipitazioni. L’orologio era salvo.

Ma.

Ma a te, corriere, come ti viene in mente? Io lo so che è un lavoro infame. Credimi che lo so. Che avete orari folli e poco tempo per le consegne. Giuro che lo so.

Ma tu, corriere, mi stai perculando, vero?!

[Ora poi sarei curiosa di sapere quali sono i posti più assurdi in cui i corrieri vi lasciano i pacchi.]

pacco

Illustrazione di Manuela Amerio

 

32 commenti » Lascia un commento

  1. Oddio qua da me non lascinano pacchi se non firmi la ricevuti, ti lasciano al massimo un fogliettino in cui praticamente ti dicono “baby domani ci riprovo, non so come, quando e a che ora, se non ci sei domani prenditi mezza giornata di ferie e vieni a ritiralo a katmandu, alla nostra filiale che tiene in giacenza i pacchi”

  2. oltre il cancello, ma è capitato anche a me di sollevarne uno zuppo come una spugna con interno da buttare perché se quando il pacco è stato lanciato c’era il sole, il tempo bizzoso ha mandato un temporale ben prima del mio rientro a casa…

  3. Storie di vita vera, queste! Comunque, io generalmente faccio recapitare direttamente a casa di mia madre (che mi rassicura costantemente dicendomi: “Fallo portare qui, tanto io a quell’ora sono sempre a casa!”, basandosi sul fatto che generalmente il corriere passa a l’ora di pranzo… ma dipende dal corriere! Ce n’è uno (in rubrica ho memorizzato “Corriere” seguito dall’azienda che effettua le consegne) che mi chiama sempre chiedendomi puntualmente se c’è qualcuno in casa e al mio no puntualmente dice: “ma c’è qualcosa che si può rompere? sennò io lo lancio nel giardino!”. L’ultima volta gli ho detto: “Aspetta chiamo mia madre e poi ti richiamo!” Mentre ero al telefono con mia madre lui aveva già suonato e recapitato il pacco!

  4. Non ho pacchi, ma ho la storia assurda di come le poste francesi riuscirono quasi a perdersi la raccomandata con la patente francese, solo per aver incautamente cliccato sull’opzione “ritira in un altro ufficio postale”. Vale lo stesso?
    Per i pacchi ho risolto con l’opzione “ritira in un esercizio commerciale”, che di solito è il minimarket a fianco alla metro in cui si riforniscono gli alcolizzati (ma chiude a mezzanotte e sono sicura di riuscire a trovarlo aperto rientrando dal lavoro).

  5. Pessimo rapporto con i corrieri dell’ikea… ci schifano solo perchè stiamo al terzo piano… senza ascensore… con degli scalini dalle altezze improponibili fatti da un muratore ubriaco.
    Peccato che la consegna al piano se la fanno pagare.

  6. Io come la prima..
    Se non ti trovano devi cirumnavigare il globo alla ricerca del pacco depositato nel loro magazzino..
    L’assicurazione auto addirittura mi ha mandato una cavolo di raccomandata tramite corriere, non c’ero, sono dovuta andare in culandia a ritirarla..e..mi era già arrivata via mail quella comunicazione!! Ma vaff…..
    Cmq, come si fa a ricevere pacchi senza dover firmare?? Anche qui è impossibile!!!
    Ma manco la multa che arriva con il postino..mi hai giusto fatto venire in mette che oggi devo andare a ritirarla per il mio compagno! Con tanto di delega e fotocopia carta d’identità..per dire!!!!

  7. Solitamente i miei pacchi vengono lanciati in cortile…mai firmato una ricevuta.

  8. Protip: portaombrelli con i buchi in fondo per far scolare l’acqua. A meno che non venga un alluvione sei a posto.

  9. Soluzione: Acquisto di orologio + portaombrelli. Con la speranza che non cerchi di mettere il portaombrelli dentro l’orologio.
    Io non faccio acquisti online, ma i miei figli si, e li fanno a nome mio e al mio indirizzo. E sono contenta perchè mi danno la possibilità di vedere e parlare con i miei bambini.. in più, io lavoro quando i corrieri dormono e dovrei dormire quando i corrieri lavorano. 🙂

  10. Sono postina a tempo determinato( nuova definizione di “schiava”)…mi sento di difendere in parte la categoria dei “consegna pacchi” perché anche noi,ahimè, dobbiamo recapitarne…a firma e senza firma…quelli senza firma pur di non riportarli indietro e doverli riportare il giorno dopo magari in culonia li lasciamo anche noi in posti fantasiosi…ma la gente è buffa! Spesso non ha il civico segnato sulla casa,non ha nome ne’ sul campanello ne’ sulla cassetta ( ammesso che abbia la cassetta) e poi si lamenta se la cover cinese per il telefono pagata 0,10€ non viene recapitata!!!!

  11. A Milano ho la fortuna di avere portineria con orario esteso (unico difetto: commenta le poche informazioni che si evincono dall’esterno – prima o poi gli dico che in realtà sono indumenti da sexy shop camuffati!). In montagna (carezza) mi hanno lasciato un pacco imperdibile (la racchetta friggi insetti) al distributore del paese sotto (circa km) perché “era un casino” (con accento cingalese)

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