Nuda veritas
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L’adolescenza sai, è come il vento…

…rompe i coglioni. Proprio come un tifone nel giorno della messa in piega. Come una bufera negli anni ’70 quando gli uomini avevano il riporto ai capelli. Un figlio adolescente è in grado di cambiare la tua visione idilliaca sulla genitorialità, più di quanto abbiano fatto anni di nottate in bianco tra pannolini, rigurgiti, coliche e vacanze rimandate a mai più.

Da gioia dei miei giorni a strazio delle mie gonadi il passo è breve. Più breve della tua serie preferita su Netflix, ma non abbastanza da concederti una difesa consapevole. Il figlio adolescente ti fotte. Sempre. Ti fotte perché tu non hai avuto tempo di creare un alibi abbastanza solido a tutti quei difetti che cercavi di dissimulare e che ora ti vengono sbattuti in faccia senza tante riserve. Non hai avuto tempo di crescere, mentre tuo figlio sì, e mentre lui sputa sentenze come uno Sgarbi qualunque, tu stai ancora cantando la sigla dell’Incantevole Creamy e pensando se la girella è meglio mangiata a morsi o srotolandola; hai da poco superato il trauma dei capelli ricci con la frangia liscia che tuo figlio si presenta con i risvoltini e le converse di tela senza calze, quando fuori il termometro segna -7.

L’adolescente ti fotte. E lo sa. Ti fotte perché, mentre sbraita teorie insostenibili sopra la tua testa – spesso fregiandosi di questa posizione sopraelevata e dominante – sa che non lo ucciderai perché in quegli occhi feroci, intravedi ancora gli occhioni del poppante che ti guardava come se tu fossi la rosa e lui il Piccolo Principe; sa che non lo torturerai con perizia perché, mentre agita goffamente le manone, tu le osservi e ci ritrovi i lineamenti delle manine cicciose con le fossette che ti tendeva, pargoletto, quando voleva esser preso in braccio.

L’adolescente sa che tu l’ami anche mentre lui ti odia. E ti fotte, sempre. E lo sa.

È più facile decifrare il pianto di un neonato, il frinire delle cicale o il richiamo d’amore dell’unicorno fucsia, piuttosto che il pensiero di un adolescente. Gli stati d’animo s’inseguono nel suo cervello e si scontrano così velocemente che ti pare di avere a che fare con uno schizofrenico paranoico con manie di persecuzione, salvo poi trovarlo, un attimo dopo, giulivo e sorridente a fare il solletico alla sorella piccola.

E il mio pensiero benevolo corre a tutti coloro che adottano un figlio adolescente o a chi sceglie come compagna o compagno un genitore con figli grandicelli. A chi non riesce a cogliere il cucciolino che era, dietro l’essere odioso che è; a chi subisce i no, le opposizioni insensate senza il beneficio del ricordo.

Voi siete eroi ed eroine. Siete stupefacenti.

Oppure ne fate uso. In doti massicce. E vi capisco.

20 Commenti

  1. Io non so come sia un adolescente maschio, ma so che son spopravvissuta a una adolescente femmmina… che manco puoi contare sulla sindrome di edipo con loro… coraggio poi avrai una femmina (adolescente) a seguire 😛

  2. Sono stata una dei tuoi eroi e… ti dico con onestà che ho tirato un gran sospiro di sollievo quando assieme all’ex compagno psicopatico è sparito anche l’adolescente a carico.

  3. Qui arrivano i due fanciulli alle medie del mio compagno….
    Ecco perché non li tollero, non lo ho visti da neonati pulciosi!!! 😉
    Pesantezza infinita!!!!!

  4. Mamma tu non capisci! Mamma vai via (salvo dopo 5 secondi: mamma dove sei?)! Non è giusto! Non posso mai fare niente! Ecco mamma, mi hai rovinato la giornata. Mamma mi rovini la vita!
    OOOhmmmmmm
    P.S.: Figlio1, 5anni e mezzo. Cosa faccio quando arriverà la pre/adolescenza? Giuro che sono tutte frasi uscite dalla sua boccuccia. Alcune urlate nel parcheggio dell’asilo questa mattina.

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