Margherita: il femminismo s’impara da piccole

È di ieri la notizia della bambina di sette anni picchiata da alcuni compagni di scuola tanto da finire in ospedale. La vicenda (che potete leggere QUI) scuote l’anima per essere avvenuta nel prestigioso (e costoso) Collegio San Carlo di Milano e perché gli aggressori sono dei bambini di 10 anni, figli della Milano bene.

I bulli non sono sempre e non sono solo figli del degrado sociale, ma di un’incapacità genitoriale sempre più diffusa. E questo episodio, purtroppo, non è che un avvenimento emblematico. Sono figli le cui famiglie, molto spesso, delegano il ruolo educativo – che non riescono più o non vogliono più esercitare – alla società, alla scuola. Famiglie che pagano la loro assenza, elargendo regali e concessioni per lenire il senso di colpa derivato dalla mancanza di tempo o della mancata volontà di trovarne. Ho assistito personalmente, da mamma e da docente, a scene degradanti in cui alcuni genitori si accanivano sul professore, ritenendolo responsabile della pessima condotta o del basso rendimento scolastico del figlio. La scuola è un alleato importante, non l’unico luogo deputato all’educazione. Siamo diventati dei deleganti. Deleghiamo però, la nostra parte più importante, una delle poche per cui vale la pena essere genitori: educare un essere umano ad essere migliore di chi lo ha preceduto, insegnando il rispetto, la correttezza, l’empatia.

Ho letto l’articolo insieme a Margherita, che ha la stessa età della vittima. È rimasta sconvolta. Poi è diventata furiosa.

– È terribile, mamma. Io non so che avrei fatto al posto di questa bimba. La prima cosa che mi viene in mente adesso sono tante parolacce, anche se non si devono dire. Però vorrei dire ai genitori di quelli lì (dei ragazzini che hanno picchiato la bambina) che razza di cafoni sono, che non hanno insegnato ai loro figli che le femmine non si picchiano e che siamo (noi femmine) brave quanto i maschi! Per studiare o lavorare serve il cervello, mica il pisello! (Ride) Ecco, ora lo scrivo su un cartello e poi ci vado in giro! Secondo me questi qua (i genitori) sono pure quelli che da piccoli ai figli regalavano solo i “giochi da maschio” (mima le virgolette con le dite, cosa che io odio e lei lo sa, ma soprassiedo), quelli che “No, ma la cucina è da femmine, il rosa è da femmine, le bambole sono da femmine!” Idioti!. Scusa, mamma, per la parolaccia. Dovrebbero mandarli a scuola quelli lì (i genitori) che magari imparano. Mamma, ma non c’è la scuola per i genitori? Tu dove hai imparato? Tu sei brava – certo, ogni tanto un po’ rompina, se posso…- però sei dolce e non ci educhi come dei viziati bulletti. Comunque anche per quei bambini lì, ci vorrebbe qualcosa. Magari mandarli nei Paesi dove c’è la guerra, ecco, magari gli viene più voglia di essere buoni e gli passa la voglia di fare i bulli. E a quella bambina vorrei dire di non arrendersi mai, che i maschi non sono tutti così e di diventare più forte e libera di prima.

Ariele, come sempre sintetico, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

– Mamma, il mondo è pieno di bulli che pensano che la fragilità sia l’occasione per sfogare la rabbia. Purtroppo bisogna imparare a difendersi e chi è più forte – tipo me – deve difendere gli altri”.

Da mamma rompina è tutto. Con l’augurio che Margherita e Ariele contribuiscano a rendere il mondo un posto migliore.

10 commenti » Lascia un commento

  1. Petizione per Margherita presidentessa della galassia subito! “Per studiare o per lavorare serve il cervello, mica il pisello” deve diventare virale!

  2. Buongiorno e grazie della condivisione dei commenti fatti dai tuoi bimbi. Ho suggerito il sito ad una studentessa minorenne molto incerta nel muovere i primi passi nelle relazioni affettive, spero che ne possa avere qualche spunto di riflessione.

  3. meravigliosa… piccola “grande” Brita….
    meraviglioso….grande “piccolo” Ariele…
    grande!! mamma rompina… ( 😛 !!)
    scusa il virgolettato 😉
    :*

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