Nuda veritas
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“Amore omosessuale è patologico? Certo che no!” articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo

La prima tragedia della vita sono le azioni, la seconda le parole. Le parole, forse, sono la peggiore.

Le parole sono spietate. (Oscar Wilde)

[Articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo, esperta di MTS]

Sono recenti le polemiche, di cui si è ampiamente dibattuto sui mezzi di comunicazione, relative alla liceità di alcune pratiche sessuali (sesso anale) chiamando in causa dati scientifici per colpire, in definitiva, l’amore omosessuale definito patologico.

[n.d.a. Per aggiornamenti sul “caso” De Mari, leggi QUI.]
Utilizzare dati epidemiologici, estrapolati dal proprio contesto, per trasmettere il messaggio che un preciso gruppo di riferimento sia sempre affetto da determinate patologie (o che una pratica sessuale comporti sempre determinate conseguenze) al fine di provocare reazioni emotive ed irrazionali nella popolazione generale, per veicolare e rafforzare indicazioni fornite dal proprio credo religioso o politico che sia, è in contrasto con il giuramento professionale.

Qualche informazioni utile, priva di connotazione morale (o moralistica):

Il sesso anale abituale, tra persone etero od omosessuali, per conformazione anatomica e funzione del canale anale, può esporre ad alcune lesioni: dalle lacerazioni della mucosa fino ad arrivare al tumore dell’ano, che colpisce 1-3 persone ogni 100.000 (in associazione particolarmente con il papillomavirus).
La frequente presenza di lacerazioni, e quindi il contatto con il sangue con le feci e lo sperma comportano, senza opportune precauzioni, la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili come HIV, sifilide, gonorrea, epatiti, papillomavirus, herpes.
Alcune infezioni sono invece più strettamente correlate al contatto della bocca con le feci: questo si verifica nei rapporti oro-anali o mettendo in bocca le dita dopo una penetrazione anale.

La World Health Organization ha stabilito come le cause di tale maggiore diffusione siano essenzialmente tre: il mancato utilizzo del condom, la frequentazione di molti partner e l’impiego più diffuso di sostanze stupefacenti.
Sono le stesse organizzazioni mondiali deputate alla tutela della salute a fornire, nelle loro linee guida, le indicazioni per prevenire questi problemi:

Uso del condom/dental dam e di idonei lubrificanti, la vaccinazione contro epatiti A e B e papillomavirus ( nuovi Livelli Essenziali Assistenza approvati dal governo includono il vaccino per il papillomavirus nei maschi), rispettare le basilari norme igieniche (lavare le mani, lavare i genitali e l’ano) limitando, i contatti ano-bocca, limitare il numero di partners sessuali, astenersi dall’uso di sostanze stupefacenti che, alterando la percezione dei propri limiti, possono portare a comportamenti non sicuri, effettuare eventualmente la profilassi pre e post esposizione per il virus HIV.

Quanto detto, evidentemente, NON SIGNIFICA CHE TUTTI I MASCHI OMOSESSUALI SIANO AFFETTI DA HIV O CHE TUTTI SOFFRANO DI INCONTINENZA FECALE PER DANNO ALLO SFINTERE: basti dire che secondo l’Istituto Superiore di Sanità nel 2015
l’ 85.5% dei nuovi casi di HIV in Italia era legata a trasmissione sessuale ed in particolare eterosessuale per il 44.9% ed omosessuale per il 40,6%, riferendosi ad un’incidenza di nuovi casi di 5,2 persone ogni 100.000. Solo una parte della popolazione gay presenta tali problematiche per le quali ha diritto ad accedere a servizi sanitari idonei, trovandosi di fronte personale sanitario privo di pregiudizi.
Ci sono numerosissimi studi che indicano come depressione, ansia, disordini alimentari, tossicodipendenza, alcolismo, tendeza al suicidio, siano molto più diffusi nella popolazione omosessuale; le motivazioni riscontrate sono sempre le medesime in tutti gli studi: discriminazione, isolamento, esclusione, allontanamento dalle famiglie degli amici.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle proprie Linee Guida, sollecita il miglioramento ed il rafforzamento di leggi protettive volte ad eliminare discriminazione e violenza contro le persone omosessuali; auspica inoltre servizi sanitari accessibili ed accettabili per la popolazione maggiormente a rischio, basati su principi di equità ed evitamento della stigmatizzazione.

Al di la’ di ovvie motivazioni di ordine etico, tuttavia, esistono anche motivazioni cliniche che spiegano la necessità di attenersi a comportamenti NON discriminatori ed evitare giudizi di ordine morale/religioso nei confronti dei pazienti: da numerosi studi, condotti in ogni parte del mondo, è emerso come l’omofobia o addirittura la criminalizzazione dell’omosessualità e dei comportamenti sessuali più in generale, allontanino i pazienti da prevenzione e terapia, facilitando il diffondersi delle infezioni sessualmente trasmesse e comportamenti a rischio.

Il Codice Deontologico cui ogni medico deve fare riferimento, recita:

Art.3
Doveri generali e competenze del medico
Doveri del medico sono la tutela della vita,della salute psico- fisica,il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza,nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna ,quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera.
Art.20
Relazione di cura
La relazione tra medico e paziente è costituita sulla libertà di scelta e sull’individuazione e condivisione delle rispettive autonomie e responsabilità. Il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul muto rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo di relazione quale tempo di cura.
Art.55
Informazione sanitaria
Il medico promuove e attua un’informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata
sulle conoscenze scientifiche acquisite e non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati o, in ogni caso, idonee a determinare un pregiudizio dell’interesse generale.

FONTI:
Codice di Deontologia Medica 2014 – portale.fnomceo.it
Gay and Bisexual Men’s Health/CDC
Sexually trasmitted disease/ Gay and Bisexual Men’s Health/CDC
Men who have sex with men/ World Health Organization
Istituto Superiore di Sanità

7 Commenti

  1. Mi sembra doveroso, come si insegna ad attraversare la strada di stare attenti non capisco perchè non bisogna stare attenti ai vari comportamenti a rischio sul sesso. Il problema penso che sia, che molti adulti non siano molto informati sull’argomento.
    C’è sempre un certo androcentrismo anche quando si parla di omosessualità. Le donne non esistono. Cosa faccio, lo chiedo alla dottoressa De Mari cosa ne pensa?

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