Nuda veritas
22 Commenti

Alla Fiera dell’Est dell’inefficienza italiana

A ottobre accetto una cattedra di Storia e Filosofia in un liceo.

Il giorno della presa di servizio compilo il mio bel modulo di tre pagine con la mia anagrafica, il codice fiscale e le coordinate bancarie, giusto per ricevere quel lauto stipendio di cui godono gli insegnanti.

Alla fine del mese, scopro – parlando casualmente con dei colleghi – che devo registrarmi a NoiPa, il portale dei dipendenti della pubblica amministrazione, per verificare lo stato dei pagamenti. Riesco ad accedere dopo aver saputo – sempre dai colleghi – che la segreteria deve fornirmi, dopo la richiesta, un pin di accesso. Il sito è quanto di meno user friendly ci sia: scritto in burocratichese dagli impiegati dell’Unione Sovietica nel 1917, poi tradotto dal cirillico da un ubriaco con google translate e progettato da un pazzo sotto effetto di allucinogeni. Dopo mezz’ora di navigazione delirante riesco a capire dove vengono visualizzati i cedolini che attestano l’avvenuta erogazione dello stipendio. Fine ottobre, nessun cedolino.

I colleghi mi tranquillizzano: è normale che ci sia uno slittamento di un mese. Penso normale una beata minchia, ma taccio.

Passa anche novembre: niente. Inizio ad agitarmi, purtroppo non vivo di sogni e nemmeno i miei figli, ma in segreteria mi rassicurano che c’è un ritardo, ma che molto probabilmente verrò pagata i primi dicembre con un’emissione straordinaria. Alla parola ritardo, ho avuto lo stesso brivido che si ha facendo pipì su un test di gravidanza dopo aver fatto sesso occasionale non protetto con uno che non sai chi sia e l’ultimo dei tuoi progetti è un figlio.

Il 10 dicembre apro il portale e trovo il mio primo cedolino! Evvai! Tutta felice scarico il pdf e lo invio a Manu per email. Dopo poco minuti il mio telefono squilla. È Manu.

– Ma hai aperto un nuovo conto corrente?

– No, perché?

– Perché qui c’è segnato che il bonifico verrà effettuato all’iban ITXXXXXXXX della Banca Sarcavolo di Pontedera

Mi prende un colpo. Mi lancio in amministrazione con il cuore in gola. Controlliamo la mia presa di servizio sui moduli cartacei (la prima reazione dell’impiegata è dirmi che l’errore è mio, che ne ho fornito uno errato) in cui, appuriamo che l’iban che ho fornito è corretto ed è il mio.

Inizia una catena di Branduardiana memoria senza fine: dalla segreteria mi rimbalzano alla ragioneria del Tesoro che mi rimbalza alla segreteria della scuola che mi rimbalza alla ragioneria del Tesoro. Nessuno sa cosa fare, nessuno se ne occupa. Nel frattempo – sempre in modo casuale e dai colleghi – apprendo che posso intervenire su NoiPa per modificare la mia scheda, nella speranza che almeno i futuri stipendi vengano accreditati sul mio conto.

Questo è ciò che è avvenuto, in breve, e che sono riuscita a ricostruire appoggiandomi a un sindacato: 

  • Una scuola della Provincia di Livorno – provincia in cui io non ho mai lavorato – per un caso di omonimia, pasticcia la mia scheda su NoiPa inserendo le coordinate bancarie di una mia omonima.
  • La scuola in cui prendo servizio non controlla, al momento della presa di servizio, che la mia scheda su NoiPa sia corretta.
  • La banca dell’omonima, nel ricevere il bonifico, non controlla il codice fiscale e accredita il mio stipendio a un’altra Veronica Barsotti.

Non uno, ma ben tre errori a carico di tre enti diversi. Ad oggi nessuna notizia, nessuno stipendio pagato da ottobre. Solo un enorme, incommensurabile, immane, colossale, abnorme, ciclopico, giramento di gonadi.

Aspetto il Signore, sull’angelo della morte, sul macellaio,

che uccise il toro, che bevve l’acqua, che spense il fuoco,

che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,

che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

22 Commenti

  1. Ma scusa, l’insegnante non dovrebbe fornire il proprio SERVIZIO PUBBLICO gratuitamente???
    Tu lo fai soprattutto perchè vuoi che i tuoi discepoli imparino la filosofia e possano migliorare questo mondo così legato al dio denaro…
    essùùùù!!!

  2. EVERSIVA!!! Cosa pretendi che le cose funzionino? Per funzionare bisogna che qualcuno lavori, e con tutti i problemi che ci sono al mondo vuoi aggiungere questa sofferenza ai poveri impiegati? Ma tu guarda… u_u

  3. fai contattare l’omonima dal sindacato e ti fai bonificare la cifra da lei erroneamente incassata, Nel caso l’omonima faccia orecchie da mercante vai di decreto ingiuntivo con l’avvocato del sindacato (salvo che però, in questo caso, non risponda la Ragioneria di Stato e quindi la tua omonima non debba restituire la cifra alla suddetta Ragioneria di Stato).

  4. Anna dice

    Purtroppo queste cose sono all’ordine del giorno nel fantastico mondo della scuola….. Poi non ti illudere: anche quando hanno i tuoi dati giusti, ci mettono secoli per pagarti quattro soldi di ore aggiuntive che hai fatto…. Tutta la mia comprensione!

  5. mi son girate a elica a me per te, non sai quanto

    la cosa che mi fa girare i coglioni (si può dire coglioni da te?) e che questi errori sono dovuti dal fatto che nessuno fa il suo lavoro bene, come se non fosse necessario

  6. Bieto dice

    Io attualmente lavoro per una paritaria, dove per arrivare a fine mese bisogna essere molto precisi in tutto e per tutto anche nella termperatura del cibo, . Mi hanno chiamato spesso dalla statale per offrirmi supplenze, sicuramente guadagnerei di piu’, ma per la salute sto meglio dove sono! in bocca al lupo!

Rispondi