Mese: gennaio 2017

L’adolescenza sai, è come il vento…

…rompe i coglioni. Proprio come un tifone nel giorno della messa in piega. Come una bufera negli anni ’70 quando gli uomini avevano il riporto ai capelli. Un figlio adolescente è in grado di cambiare la tua visione idilliaca sulla genitorialità, più di quanto abbiano fatto anni di nottate in bianco tra pannolini, rigurgiti, coliche e vacanze rimandate a mai più. Da gioia dei miei giorni a strazio delle mie gonadi il passo è breve. Più breve della tua serie preferita su Netflix, ma non abbastanza da concederti una difesa consapevole. Il figlio adolescente ti fotte. Sempre. Ti fotte perché tu non hai avuto tempo di creare un alibi abbastanza solido a tutti quei difetti che cercavi di dissimulare e che ora ti vengono sbattuti in faccia senza tante riserve. Non hai avuto tempo di crescere, mentre tuo figlio sì, e mentre lui sputa sentenze come uno Sgarbi qualunque, tu stai ancora cantando la sigla dell’Incantevole Creamy e pensando se la girella è meglio mangiata a morsi o srotolandola; hai da poco superato il trauma dei capelli ricci …

Margherita: il femminismo s’impara da piccole

È di ieri la notizia della bambina di sette anni picchiata da alcuni compagni di scuola tanto da finire in ospedale. La vicenda (che potete leggere QUI) scuote l’anima per essere avvenuta nel prestigioso (e costoso) Collegio San Carlo di Milano e perché gli aggressori sono dei bambini di 10 anni, figli della Milano bene. I bulli non sono sempre e non sono solo figli del degrado sociale, ma di un’incapacità genitoriale sempre più diffusa. E questo episodio, purtroppo, non è che un avvenimento emblematico. Sono figli le cui famiglie, molto spesso, delegano il ruolo educativo – che non riescono più o non vogliono più esercitare – alla società, alla scuola. Famiglie che pagano la loro assenza, elargendo regali e concessioni per lenire il senso di colpa derivato dalla mancanza di tempo o della mancata volontà di trovarne. Ho assistito personalmente, da mamma e da docente, a scene degradanti in cui alcuni genitori si accanivano sul professore, ritenendolo responsabile della pessima condotta o del basso rendimento scolastico del figlio. La scuola è un alleato importante, non l’unico luogo deputato all’educazione. Siamo …

L’ironia è anche (soprattutto) dei PoveriH

Era una sera tranquilla e neppure troppo fredda. No, fredda era fredda, ma l’incipit mi piaceva. Vabbé, lasciamo perdere. Ieri sera – ecco, lasciamo così – tornavamo da una cena a casa dei miei genitori. Come sempre, avevamo mangiato come se l’indomani ci aspettasse una quaresima nel deserto. Eravamo piuttosto allegri, Manu, i ragazzi ed io e – come sempre – cantavamo in macchina e facevamo i cretini. [Facciamo i cretini anche fuori dalla macchina, a dire il vero, ma in macchina ci esprimiamo in performance di un certo livello, come quella volta che ci siamo comprati i cappelli con le antenne di Ikea e abbiamo viaggiato con musica appalla e finestrino abbassato, avendo cura di muovere la testa in modo da far oscillare le antennine per la gioia dei passanti.] [[ecco le prove]] A cinque minuti da casa, abbiamo optato per una canzone che non ascoltavamo da un po’: Complesso del Primo Maggio di Elio e Le Storie Tese (se non la conoscete, rimediate QUI); ho spento il motore giusto alla fine di questo ritornello: “Scusate …

“Amore omosessuale è patologico? Certo che no!” articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo

La prima tragedia della vita sono le azioni, la seconda le parole. Le parole, forse, sono la peggiore. Le parole sono spietate. (Oscar Wilde) [Articolo a cura della Dott.ssa Marina Cortese, Medico Chirurgo, esperta di MTS] Sono recenti le polemiche, di cui si è ampiamente dibattuto sui mezzi di comunicazione, relative alla liceità di alcune pratiche sessuali (sesso anale) chiamando in causa dati scientifici per colpire, in definitiva, l’amore omosessuale definito patologico. [n.d.a. Per aggiornamenti sul “caso” De Mari, leggi QUI.] Utilizzare dati epidemiologici, estrapolati dal proprio contesto, per trasmettere il messaggio che un preciso gruppo di riferimento sia sempre affetto da determinate patologie (o che una pratica sessuale comporti sempre determinate conseguenze) al fine di provocare reazioni emotive ed irrazionali nella popolazione generale, per veicolare e rafforzare indicazioni fornite dal proprio credo religioso o politico che sia, è in contrasto con il giuramento professionale. Qualche informazioni utile, priva di connotazione morale (o moralistica): Il sesso anale abituale, tra persone etero od omosessuali, per conformazione anatomica e funzione del canale anale, può esporre ad alcune lesioni: …

Quando i tuoi figli preferiscono la tua compagna a te

Per me questo Lunedì è tutto fuorché un Blue Monday. Manu è rimasta a casa da lavoro perché è malata ed io sono felicissima. No, aspettate; non mi rende felice vederla avvolta nel piumone mentre ascolta una call di lavoro – alla quale non potrà intervenire perché ha la voce di uno zombie ferito – e neppure mi ha entusiasmato trascorrere la notte a monitorare le sue apnee notturne come fossi la moglie di Maiorca e neanche mi riempie di giubilo quando non lavora e le sale l’ansia e sembra un criceto incazzato. Sono felice di averla intorno, di scendere a preparare il caffè per due, invece che solo per me, mi emoziona voltarmi e trovare il suo sorriso, mi commuovo all’idea che potremo pranzare e cenare insieme, guardare un film e parlare un po’ prima della nanna. Banale, vero? Per me no. Da quando ho una relazione a distanza per cinque giorni alla settimana su sette ho imparato che non c’è niente che mi manca di più della quotidianità. Il paradosso è che nella relazione precedente …

Alla Fiera dell’Est dell’inefficienza italiana

A ottobre accetto una cattedra di Storia e Filosofia in un liceo. Il giorno della presa di servizio compilo il mio bel modulo di tre pagine con la mia anagrafica, il codice fiscale e le coordinate bancarie, giusto per ricevere quel lauto stipendio di cui godono gli insegnanti. Alla fine del mese, scopro – parlando casualmente con dei colleghi – che devo registrarmi a NoiPa, il portale dei dipendenti della pubblica amministrazione, per verificare lo stato dei pagamenti. Riesco ad accedere dopo aver saputo – sempre dai colleghi – che la segreteria deve fornirmi, dopo la richiesta, un pin di accesso. Il sito è quanto di meno user friendly ci sia: scritto in burocratichese dagli impiegati dell’Unione Sovietica nel 1917, poi tradotto dal cirillico da un ubriaco con google translate e progettato da un pazzo sotto effetto di allucinogeni. Dopo mezz’ora di navigazione delirante riesco a capire dove vengono visualizzati i cedolini che attestano l’avvenuta erogazione dello stipendio. Fine ottobre, nessun cedolino. I colleghi mi tranquillizzano: è normale che ci sia uno slittamento di un mese. Penso …

Si riparte, siete pronti?

Io no. Ammiro chi è nato pronto, io sono sempre quella che si tappa il naso e si butta perché deve. Sono nata di sette mesi con un parto precipitoso, non potevo che continuare così, pare. L’addio alle ferie è stato più brusco del previsto e più struggente dell’Addio ai monti.  Lo smontaggio degli addobbi ha richiesto la task force della Comune al gran completo, roba che gli elfi di Babbo Natale sono scappati toccandosi le pudenda per scaramanzia, data la veemenza e la rapidità con cui ce ne siamo sbarazzati. Le statuette del presepe neo realistico, che hanno visto schierati anche un t-rex e un paio di puffi a far compagnia al bambinello, sono stati amorevolmente riposti insieme alle palle fucsia e ai dinosauri glitterati dell’albero. La casa è pulita, sgombra dai residui delle feste che si sono però depositati su fianchi, glutei e anche sul cuore. C’è silenzio. Manu è ripartita e i ragazzi si sono già infilati sotto le coperte. Solo il ticchettio della tastiera e la tisana detox che mi guarda beffarda …