Anno: 2017

A Natale sei l’Elfo, il Grinch o Will?

Il Natale o lo ami o lo odi, tanto che da circa un mese, la mia bacheca Facebook è teatro di scontri tra Grinch, Elfi e pure Will (della serie televisiva Stranger Things). Le argomentazioni, a suffragio di uno o dell’altro, sono più o meno queste: Il repertorio del Grinch Il Natale è solo una festa ipocrita. Non c’è motivo di fingere di essere buoni, che tanto si sa, che a Pasqua e Natale si è cattivi uguale. Il Natale è un’invenzione consumistica di importazione americana. Babbo Natale è un obeso con disturbo della personalità inventato da Coca Cola, il Presepe una ricostruzione fallace di un falso storico e i Re Magi portavano dei regali di merda. Tipo la Mirra, che per anni si è creduto fosse un refuso di Birra. Ma poi la birra per chi? Per Gesù o per i genitori che si schiantavano di freddo in una grotta scaldata a fiatella? Il Natale è per i leziosi e poi ci sono più lucine, pacchianità e glitter di quanto se ne siano viste …

Il cinismo ha rotto le palle (non quelle di Natale)

Là, proprio là. Dietro l’angolo. Protetto dalla tastiera. Eccolo lì. È il cinismo. Sai cos’è il cinismo? È il lato triste dell’intelligenza che si diverte a giocare come il gatto fa con il topo prima di papparselo. Il cinismo non è ironia. L’ironia è leggerezza, è spensieratezza. È l’intelligenza che utilizza la dialettica affinché tutti i soggetti coinvolti ne traggano piacere. Troppo spesso si cerca di confondere i piani: chi si sente offeso da una battuta sessista, omofoba, razzista, misogina, transfobica viene trattato come un povero cretino privo di senso dell’umorismo. Non mi piace il cinismo, mal tollero il sarcasmo se usato per prendere in giro una persona o farne oggetto di scherno e derisione. Chi è intelligente e gode di brillantezza intellettuale e padronanza dialettica non ha bisogno di sbeffeggiare il prossimo per emergere e dimostrarlo. Adoro l’umorismo, l’ironia sagace, il calembour. Mi diverto con le parole, con le situazioni e con le persone. Ma rido sempre CON, mai DI qualcuno. Perché le parole sono importanti. E anche le preposizioni. Sono strumenti potenti, che …

Lesbiche e femminismi: spunti e chiarimenti

Da tempo imperversa il dibattito sul femminismo: la sua necessità, quanti “tipi” di femminismo ci sono, a chi si rivolge. Di che stiamo parlando, insomma? Facciamo un po’ di chiarezza, perché la questione appare intrecciata e spesso non molto comprensibile, anche a causa dei molti acronimi. Prima di iniziare mi preme chiarire, però, un concetto base: il femminismo è un movimento che si contrappone al maschilismo, ma non per ribaltarne le dinamiche di potere; ovvero non auspica la superiorità della femmina. Il femminismo è un movimento inclusivo, paritario ed egualitario (nel rapporto maschio-femmina, per capirci). Il femminismo non è una questione che riguarda solo le donne, ma la società tutta. Purtroppo, ed è davvero triste, ci sono donne che portano avanti battaglie di odio contro maschi, categorie lavorative e altre donne. Si definiscono femministe radicali. Il che è un ossimoro, come se qualcuno si presentasse come un pacifista guerrafondaio. Se avete quindi sentito parlare di: femminismo radicale – TERF e SWERF – vi invito alla lettura dei rispettivi link cliccando sul nome, in modo da dipanare meglio …

Manca poco al matrimonio! (Prontuario ansiolitico)

Mancano meno di due mesi al Lieto Evento e non passa giorno che qualcun* me lo ricordi. Ed è subito ansia. In realtà il grosso è fatto: abbiamo invitato le persone (gruppo ristretto, purtroppo, per esigenze finanziarie), scelto e confermato il posto dove andremo a mangiare, comprati i vestiti per noi e per i ragazzi e persino le scarpe, selezionati la torta e i bouquet, individuati i testimoni, acquistate le fedi. E allora, perché? Perché i giorni passano e la trepidazione mi consuma? Hai presente quella terribile sensazione di quando parti per un viaggio e per le prime tre ore stai male perché sei convinto di esserti dimenticato il forno con l’arrosto dentro che ha innescato un corto circuito e fatto esplodere la lavatrice che ha sterminato il vicinato? Ecco, quella. Sono consapevole che una parte di questa mappazza che mi stringe lo stomaco è ontologica, che un’altra è dovuta ai miei trascorsi, segnati da conclusioni abbastanza tragiche delle mie relazioni precedenti. E poi, diciamolo, pure per chi come me ama il Natale, il periodo …

La Sindrome dell'”Altrismo” spiegata a mia figlia

La Sindrome dell’Altrismo è una patologia piuttosto diffusa tra gli esseri umani. Non se ne conoscono le cause; sebbene, secondo le ipotesi più accreditate, si stima che sia piuttosto antica. Pare sia nata quando l’uomo di Neanderthal, parlando con un proprio simile che gli chiedeva se non fosse il caso di preoccuparsi di non avere provviste, gli abbia risposto che doveva accendere il fuoco e che i problemi erano altri.  Nel corso della Storia poi, la sindrome è dilagata, ci sono testimonianze in ogni epoca, ma per amor di sintesi ne ricorderemo una sola: una certa Maria Antonietta Regina di Francia che, informata che i propri sudditi erano in rivolta perché morivano di fame e stavano assaltando i forni, rispose “I problemi sono altri, che mangino i croissant”. Come sai, né i Neanderthal, né la Maria Antonietta fecero una bella fine. Come sai, in natura vince chi collabora. L’umanità ha da sempre un problema di ipocrisia e di multitasking. Se uno solleva il problema del femminicidio, c’è già una mano alzata a dire che c’è …

Sembrava un giorno come tutti gli altri. E invece…

[Post lungo, ma soprattutto splatter e pieno di parolacce. Tenere lontano dalla portata dei bambini e dagli stomaci delicati.] Una giornata come tante. Una giornata di un giovedì qualunque. Iniziata nella banalità. Mi sveglio, dopo una notte passata a contorcermi per i dolori mestruali e scendo in cucina per la colazione. Ignoro il brivido, segnalatore di nefasti presagi, che serpeggia sulla schiena nel momento in cui apro la credenza e scopro che le mie amate cialde sono finite e sono costretta a ripiegare sulla moka. Che vuoi che sia?, mi sono detta. Non è la fine del mondo. E infatti la fine del mondo è arrivata dopo. Ancora ignara che di lì a poco sarei entrata di diritto nella trama di Pulp Fiction Lucca Edition, mentre aspetto la moka mi butto a una giacca a vento sopra il pigiama ed esco in giardino per caricare la lavatrice. Giuseppe è appena rientrato dopo aver portato i ragazzi a scuola e sento che mi comunica che sarebbe andato in soffitta a fare non so più cosa e di …

Lesbiche invisibili, ma perché?

Lo scorso martedì ho partecipato a una conferenza sul Diversity Management e sulle discriminazioni che le persone LGBT si trovano ad affrontare sul posto di lavoro. Ho seguito con interesse il dibattito, condotto dall’associazione Parks, Diversity Lab e promossa da Pink Riot Arcigay Pisa e Glauco Associazione universitaria lgbtqi+ Pisa. Trovo parimenti allucinante che sia ancora necessario operare all’interno delle aziende per il benessere delle persone LGBT e grandioso e impegnativo lo sforzo di queste associazioni per diffondere best practices di integrazione. Mi ha colpito, ma purtroppo non stupito, il tema dell’invisibilità delle lesbiche. In anni di attivismo e militanza sono consapevole della problematica. Che si può riassumere con i dati statistici: le lesbiche esistono, ma non compaiono. Non pervenute. E viene da chiedersi perché. Perché ci si vergogna anche solo di pronunciare la parola lesbica, nemmeno fosse una parolaccia? Perché sul posto di lavoro si temono ritorsioni da parte di colleghi e datori di lavoro? Perché si teme lo stigma sociale se diciamo di avere una compagnA, una fidanzatA, una moglie? E così ho …

E la scelta del bouquet (scansando gli omofobi bigotti ignoranti)

È un po’ che non vi aggiorno, lo so. Sono fidanzata con un raro esemplare di manageressa efficiente sul lavoro e procrastinatrice nella vita privata. Fosse per lei arriveremmo al giorno precedente l’Unione Civile in preda al panico e costrette a fare tutto nelle ultime 24 ore. Per fortuna ci sono io. Che sono fatta della stessa sostanza dell’ansia e pianifico pure le visite al gabinetto. Orbene, vi annuncio che il weekend è stato particolarmente fruttuoso. Abbiamo finalizzato l’acquisto delle fedi. La proprietaria della gioielleria si è ricordata di noi e voglio sperare che fosse perché siamo belle&simpatiche e non perché siamo state l’unica coppia di donne che abbia servito. Le fedi sono meravigliose e sceglierle non è stato facile. Volevamo che si vedesse chiaramente che si tratta di un anello matrimoniale, ma allo stesso tempo che non fosse quello classico. Oh, incredibile, ci siamo riuscite. Abbiamo optato per un modello in oro giallo, ma dalla lavorazione un po’ ondulata. Riflette così tanto la luce che si può usare anche per rovinare la retina di …

Poetica del Cordon Bleu: memorie di famiglia e altre cosette

Non sono credente, o almeno, lo sono in un modo un po’ buffo e tutto mio. Sulla morte ho una mia filosofia trascendentale che somiglia un po’ al buddismo, solo più rozza e burina. Potremmo definirlo uno Spiritualismo alla Cazzodicane, se proprio sentissimo questa impellente e dirompente necessità di categorizzarlo. [In questa visione barsottesca dell’esistenza, ampio spazio è dedicato al culto della vita e del tempo che fugge – inteso come necessità di celebrare il presente come un dono (culto sincretico che affonda le sue radici in Kung Fu Panda) – al praticare la gentilezza, confidando così nella speranza di accumulare Punti Karma a credito e non a debito (colgo l’occasione per ricordare al Karma che sono a credito ancora un bel po’). Questa tensione al Bene Supremo si attua attraverso l’Amore, motore immobile dell’esistenza, inteso come Cura delle persone amate, Presenza ed Empatia.  In questo presente trovano spazio, però, anche il ricordo e la malinconia per quei volti la cui memoria ormai inizia a sfumare, per gli odori, i luoghi e i sapori che si sono …

Le mie mille me ©

Ieri era una giornata piovosa. Una di quelle umide domeniche autunnali in cui si può optare tra film, libro, coccole o pulizie. E noi siamo state costrette a scegliere l’ultima alternativa per evitare di essere fagocitate dal terribile Mostro Peloso che vive sotto il letto e si nutre di polvere, peli di Iole e capelli. Mentre spolveravo con Figlia la sua camera, mi sono imbattuta in questa graziosa Matrioska, regalo che le abbiamo portato io e Manu dalla Bulgaria. Una faccina carina e sorridente, colori vivaci e glitter q.b. Premetto che sono nata negli anni’80, precisamente proprio nell’anno millenovecentoottanta. Ciò implica che io abbia (quasi, essendo nata il 22 dicembre) trentasette anni, che abbia assistito agli effetti dell’esplosione di Chernobyl e sia sopravvissuta (almeno finora) all’abuso di coloranti&conservanti, agli fltalati della plastica, al fumo passivo in ogni ambiente, alle autovetture prive di cinture di sicurezza e seggiolini, al latte in polvere arricchito con grassi saturi – altrimenti non mi spiego perché tutti noi fossimo degli infanti obesi. Ma, soprattutto, sottintende che io sia stata cresciuta dalla …